Il rientro dalle vacanze porta con sé, ogni anno, il classico conto delle spese autunnali: scuola, bollette, la routine che riparte. Quest’anno, però, il conto è più salato del solito. Secondo una stima del Codacons, una famiglia tipo con due auto (una a benzina, una a gasolio) e un figlio in età scolastica spenderà 633 euro in più nel trimestre settembre-novembre rispetto allo stesso periodo del 2025. Il colpevole principale, secondo l’associazione, ha un nome preciso: la guerra in Iran.
Perché il conflitto in Medio Oriente pesa sulla bolletta di casa
Il collegamento tra i due fatti sembra lontano, ma è più diretto di quanto si pensi. Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa il 30% del petrolio mondiale e il 25% del gas naturale liquefatto. Quando quel passaggio diventa instabile – per attacchi, tensioni militari o anche solo il timore che accadano – i mercati energetici reagiscono immediatamente, indipendentemente dal fatto che le forniture vengano davvero interrotte. Il Qatar, tra i principali fornitori di GNL per l’Italia, è tra i Paesi più esposti a questa instabilità.
È lo stesso meccanismo per cui l’Unione Europea ha già speso, dall’inizio del conflitto, oltre 27 miliardi di euro di costi aggiuntivi solo per l’importazione di combustibili fossili.
Dove si concentra l’aumento secondo il Codacons
Energia (+205 euro): è la voce che pesa di più. Il prezzo dell’elettricità è passato da 112 €/MWh (media settembre-novembre 2025) agli attuali 180 €/MWh, +60,7%. Il gas è andato anche peggio: l’indice PSV è salito da 0,358 a circa 0,750 €/Smc, un aumento del +109%.
Carburanti (+145 euro gasolio, +93 euro benzina): calcolando due pieni al mese nel trimestre, chi ha un’auto diesel spenderà 145 euro in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, chi ha un’auto a benzina 93 euro in più.
Alimentari (+70 euro): con un’ipotesi di aumento dei listini del 3% tra settembre e novembre — l’effetto a catena dei costi energetici sulla filiera alimentare, dal trasporto alla produzione.
Trasporti (+68 euro): un settore che secondo il Codacons risente in modo particolare della situazione internazionale, tra carburante e costi operativi.
Scuola (+32 euro): libri di testo in aumento dell’1,8%, materiale scolastico tra il +2% e il +4%. La spesa complessiva per corredo e libri può arrivare fino a 1.300 euro per studente.
Ristorazione fuori casa (+20 euro): bar, ristoranti, pizzerie e food delivery seguono lo stesso trend, confermato anche dagli ultimi dati Istat.
Una stima, non una certezza
Vale la pena chiarire un punto: questi numeri sono proiezioni basate sui prezzi attuali, non un conto già scritto. Il Codacons stesso lo sottolinea: l’evoluzione della situazione internazionale nelle prossime settimane potrebbe far scendere o salire ulteriormente queste stime. Non è la prima volta che succede: nei mesi scorsi le previsioni sui rincari energetici legati al conflitto sono state riviste più volte, in entrambe le direzioni, a seconda degli sviluppi sul campo.
✅ Cosa puoi fare tu per limitare l’impatto
- Bollette: confronta le offerte a prezzo fisso prima che i costi salgano ulteriormente — bloccare oggi un prezzo può proteggerti da rincari futuri, anche se non garantisce il risparmio se i prezzi dovessero scendere.
- Carburanti: usa l’app “Osservaprezzi Carburanti” del Ministero per confrontare i distributori nella tua zona, e verifica se sono ancora attivi sconti sulle accise.
- Scuola: il mercato dell’usato (libri di testo, corredo scolastico) può ridurre sensibilmente la spesa da 1.300 euro a studente.
- Alimentari: molte insegne della grande distribuzione hanno attivato “carrelli tipo” a prezzo bloccato — vale la pena verificare le iniziative attive nel tuo supermercato di fiducia.
