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Salute sessuale, la buona notizia è che è l’HIV resta stabile ma le altre infezioni preoccupano

Nel bilancio dell’Istituto superiore di sanità per la Giornata mondiale della salute sessuale il quadro italiano mostra due velocità: le nuove diagnosi di HIV non registrano una crescita significativa, mentre aumentano diverse infezioni sessualmente trasmesse. L’ISS: «Prevenzione e diagnosi precoce restano fondamentali»

C’è una buona notizia, ma non basta a chiudere il capitolo. In Italia l’HIV rimane sostanzialmente stabile, mentre altre infezioni sessualmente trasmesse continuano a crescere. È la fotografia tracciata dall’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata mondiale della salute sessuale, che torna a mettere al centro un tema spesso affrontato soltanto quando emergono nuovi casi o focolai.

Il dato più interessante è proprio il contrasto. Da una parte, le strategie di prevenzione, diagnosi e trattamento dell’HIV hanno contribuito a modificare profondamente lo scenario rispetto al passato. Dall’altra, infezioni come sifilide, gonorrea e clamidia continuano a rappresentare una sfida per la sanità pubblica.

Il messaggio dell’ISS è quindi meno rassicurante di quanto potrebbe suggerire il solo andamento dell’HIV: la salute sessuale non può essere misurata attraverso una sola infezione.

HIV, una situazione stabile ma la prevenzione non può fermarsi

L’HIV non è più la malattia che, soprattutto negli anni Ottanta e Novanta, veniva associata quasi inevitabilmente a una prospettiva drammatica.

Oggi le terapie antiretrovirali permettono alle persone con HIV di vivere a lungo e, quando la terapia raggiunge e mantiene una carica virale non rilevabile, il virus non viene trasmesso per via sessuale. È il principio sintetizzato dalla formula U=U, Undetectable = Untransmittable.

Ma la stabilità delle nuove diagnosi non significa che il problema sia scomparso.

Una parte delle persone può arrivare alla diagnosi tardi, quando l’infezione ha già compromesso il sistema immunitario. E proprio la diagnosi precoce rimane uno degli strumenti fondamentali per interrompere la catena della trasmissione e iniziare tempestivamente il trattamento.

Per questo, sottolinea l’ISS, la prevenzione deve continuare a essere accompagnata dalla possibilità concreta di effettuare test e diagnosi in modo semplice, accessibile e tempestivo.

Le altre IST raccontano un’altra storia

Il segnale più significativo arriva però dalle altre infezioni sessualmente trasmesse.

Negli ultimi anni diverse IST hanno mostrato un andamento crescente in Italia e in Europa. La sifilide, in particolare, è tornata a rappresentare una delle principali preoccupazioni epidemiologiche, mentre aumentano anche le diagnosi di gonorrea e clamidia.

Sono infezioni molto diverse tra loro, con sintomi, modalità di trasmissione e conseguenze differenti. Ma hanno un elemento in comune: possono essere trasmesse anche quando non sono presenti sintomi evidenti.

Questo rende la diagnosi precoce particolarmente importante.

Una persona che non sa di avere un’infezione può infatti continuare a trasmetterla inconsapevolmente. E in alcuni casi l’assenza di sintomi può ritardare il ricorso al medico e quindi la diagnosi.

Il problema non è soltanto il numero dei casi

Guardare esclusivamente ai numeri delle diagnosi rischia di non raccontare tutta la storia.

L’aumento dei casi può infatti riflettere almeno in parte una maggiore capacità di individuare le infezioni, grazie a più test e a una maggiore attenzione diagnostica. Ma può anche indicare una reale crescita della circolazione dei patogeni.

Per distinguere le due componenti servono sistemi di sorveglianza epidemiologica efficienti e continui.

È proprio questa una delle ragioni per cui la Giornata mondiale della salute sessuale rappresenta, per l’ISS, un’occasione per riportare il tema fuori dalla dimensione dell’emergenza e inserirlo in quella della prevenzione ordinaria.

Sesso sicuro, test e vaccinazioni

La prevenzione delle IST non coincide con un unico comportamento.

Il preservativo rimane uno degli strumenti più importanti per ridurre il rischio di trasmissione di numerose infezioni, ma non protegge allo stesso modo da tutte le IST e non elimina completamente il rischio.

Accanto alla protezione nei rapporti sessuali ci sono quindi altri strumenti: conoscere il proprio stato infettivo attraverso i test, sottoporsi agli screening indicati, informare i partner in caso di diagnosi e seguire correttamente le terapie.

Esistono inoltre vaccini capaci di prevenire alcune infezioni trasmissibili sessualmente, a partire dal papillomavirus umano (HPV) e dall’epatite B.

La prevenzione, insomma, non è una singola barriera ma una serie di strumenti che funzionano meglio quando vengono utilizzati insieme.

Il nodo dei giovani e dell’informazione

Uno degli aspetti più delicati riguarda l’educazione alla salute sessuale.

Il rischio, secondo l’ISS, è che il tema venga affrontato soltanto in presenza di un problema. Ma la prevenzione funziona prima della diagnosi: significa avere informazioni corrette sui comportamenti a rischio, sapere quando effettuare un test e conoscere i servizi ai quali rivolgersi.

Questo è particolarmente importante per adolescenti e giovani adulti, che possono trovarsi a gestire le prime esperienze sessuali senza avere sempre accesso a informazioni sanitarie adeguate.

Parlare di salute sessuale, quindi, non significa soltanto parlare di malattie. Significa parlare di consapevolezza, prevenzione, consenso, relazioni e accesso alle cure.

Perché l’HIV stabile non deve far abbassare la guardia

Il paradosso fotografato oggi dall’ISS è proprio questo: mentre una delle infezioni sessualmente trasmesse che per decenni ha rappresentato il principale simbolo dell’emergenza sembra mantenere un andamento stabile, altre infezioni stanno tornando a occupare spazio nei sistemi di sorveglianza.

È un cambiamento che richiede di aggiornare anche il modo in cui si comunica la prevenzione.

L’HIV non deve essere considerato un’emergenza del passato, ma neppure tutte le IST possono essere affrontate attraverso la paura. Il punto è rendere normale ciò che dovrebbe essere normale: proteggersi, fare un test quando serve, rivolgersi ai servizi sanitari e parlare di sessualità senza stigma.

La Giornata mondiale della salute sessuale diventa così un promemoria molto concreto. La stabilità dell’HIV è un risultato importante, ma non è il traguardo finale. La crescita delle altre infezioni dimostra che la prevenzione deve continuare anche quando una parte dell’emergenza sembra sotto controllo.

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