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El Niño è arrivato: cosa può succedere a clima, cibo ed energia

Non è più una previsione. El Niño è ufficialmente iniziato e gli organismi meteorologici internazionali stanno lanciando un messaggio chiaro: il fenomeno potrebbe diventare uno dei principali fattori climatici globali della seconda metà del 2026.

Negli ultimi giorni la notizia è stata rilanciata da Reuters, Washington Post, Guardian e dalle agenzie delle Nazioni Unite. Il motivo è semplice: gli effetti di El Niño non riguardano soltanto il meteo, ma possono propagarsi lungo l’intera economia globale, dai raccolti agricoli ai prezzi alimentari, fino alla gestione delle risorse idriche ed energetiche.

El Niño è ufficialmente iniziato

L’11 giugno il Climate Prediction Center della NOAA, l’agenzia meteorologica statunitense, ha dichiarato che le condizioni di El Niño si sono sviluppate nel corso dell’ultimo mese e sono ormai presenti nell’Oceano Pacifico equatoriale. Secondo gli esperti, il fenomeno continuerà a rafforzarsi durante l’autunno e l’inverno 2026-2027.

Anche l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) conferma che le probabilità di persistenza del fenomeno fino almeno a novembre superano il 90%.

Perché gli scienziati sono preoccupati

El Niño è un fenomeno naturale legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico tropicale. Quando si manifesta, altera la circolazione atmosferica e modifica i regimi di pioggia e temperatura in molte regioni del pianeta.

Ma questa volta c’è un elemento in più: il fenomeno si sviluppa su un pianeta già fortemente riscaldato dai cambiamenti climatici. Per questo diversi climatologi ritengono che gli effetti potrebbero risultare più intensi rispetto al passato.

Secondo il Guardian, esiste una probabilità del 63% che l’evento raggiunga un’intensità tale da collocarsi tra i più forti registrati dall’inizio delle osservazioni moderne nel 1950.

Non è solo una questione di meteo

La stampa internazionale sta mettendo in evidenza soprattutto le possibili conseguenze economiche.

Reuters sottolinea che un El Niño intenso può ridurre la produttività agricola in diverse aree dell’Asia e alterare le produzioni di colture strategiche come riso, mais e altre derrate alimentari.

In Malesia, ad esempio, il governo ha già avvertito che i raccolti potrebbero diminuire tra l’8% e il 10% a causa delle condizioni più calde e secche attese nei prossimi mesi.

Quando produzioni agricole così importanti subiscono contrazioni contemporanee, l’effetto può riflettersi sui mercati globali attraverso aumenti dei prezzi e tensioni sulle catene di approvvigionamento.

Dall’India all’Australia: le aree più esposte

Storicamente El Niño tende a provocare:

  • siccità in Australia e in parte del Sud-Est asiatico;
  • precipitazioni più intense in alcune zone delle Americhe;
  • aumento del rischio di incendi boschivi nelle regioni più aride;
  • alterazioni dei monsoni asiatici;
  • effetti sulle produzioni agricole e sulle risorse idriche.

Per questo diversi governi stanno già predisponendo piani di adattamento e monitoraggio.

L’allarme delle Nazioni Unite

L’ONU e la WMO hanno invitato i Paesi a rafforzare i sistemi di allerta precoce e le misure di preparazione.

“La traccia di El Niño va ben oltre il Pacifico”, ha spiegato la segretaria generale della WMO Celeste Saulo, sottolineando che il fenomeno può influenzare agricoltura, energia, commercio, risorse idriche e mezzi di sussistenza in intere regioni del pianeta.

Il messaggio degli organismi internazionali è che il tempo per prepararsi è adesso, prima che il fenomeno raggiunga il suo picco nei prossimi mesi.

Cosa significa per l’Europa

Gli effetti diretti di El Niño in Europa sono generalmente meno evidenti rispetto ad altre regioni del mondo. Tuttavia, il fenomeno può contribuire a modificare gli equilibri climatici globali e incidere indirettamente su mercati agricoli, prezzi delle materie prime e disponibilità di alcune derrate alimentari.

Per questo motivo gli esperti guardano al fenomeno non come a una semplice anomalia meteorologica, ma come a un evento capace di produrre conseguenze economiche e sociali ben oltre le aree direttamente colpite.

CREDITI IMMAGINE: Anomalia delle temperature superficiali del Pacifico tropicale nella fase iniziale di El Niño 2026. Le aree in rosso indicano acque più calde della media. Fonte: NOAA / Coral Reef Watch – NOAA Satellites.

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