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Divieto di fumo e nicotina all’aperto: il piano europeo per liberare le città che parte da Milano

Il dibattito sulle politiche sanitarie e sul contrasto al tabagismo si sposta nei centri urbani attraverso una strategia di forte impatto per la salute pubblica. In Europa si registrano quasi 700mila decessi all’anno correlati al consumo di tabacco e nicotina, all’interno di una platea continentale che conta ancora 179 milioni di fumatori, di cui 12,4 milioni si trovano in Italia. In risposta a questa emergenza, si apre a Milano la European Conference on Tobacco or Health (ECToH), il principale vertice europeo sul controllo del tabagismo, organizzato per la prima volta nel Paese dalla LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori). L’obiettivo programmatico dell’incontro punta all’istituzione di aree urbane completamente depurate dalle sostanze d’abuso.

La strategia per gli spazi liberi da nicotina nelle città

Il manifesto scientifico e politico del congresso si sviluppa attorno al principio di creare ambienti urbani che promuovano attivamente il benessere collettivo. La proposta prevede l’estensione del divieto di fumo e nicotina a tutti gli spazi pubblici all’aperto frequentati dai cittadini, con un focus specifico sulla tutela dei minori e delle fasce vulnerabili. I relatori della conferenza indicano la necessità di intervenire capillarmente su cortili scolastici, parchi pubblici, strade ad alta densità pedonale e nodi nevralgici del trasporto pubblico locale.

La trasformazione dei centri urbani in spazi liberi da nicotina non mira soltanto a limitare le sigarette tradizionali, ma introduce restrizioni stringenti anche per i prodotti emergenti aerosol. La de-nicotinizzazione totale dell’aria mira a includere i dispositivi a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche, contrastando la diffusione di nuove abitudini di consumo indoor e outdoor. Secondo il dottor Juha Pekka Turunen, presidente delle European Cancer Leagues, l’evoluzione dei mercati richiede risposte politiche solide per fare in modo che i contesti cittadini rendano le scelte salutari le più accessibili per la popolazione.

Il ritardo normativo Italia tabacco e il crollo nelle classifiche UE

I dati presentati nel corso del vertice internazionale evidenziano una situazione critica per il contesto italiano. Il report della Tobacco Control Scale certifica che l’Italia ha perso 14 posizioni nell’arco di quattro anni, scivolando dal 18° posto occupato nel 2021 al 32° ottenuto nel 2025. Questo arretramento viene attribuito dagli esperti al ritardo normativo Italia tabacco, in particolare per quanto concerne la regolamentazione e la vigilanza sui dispositivi di nuova generazione.

Le istituzioni promotrici sottolineano che, nonostante i divieti storici sulla pubblicità dei prodotti da fumo tradizionali risalenti al 1962, persistono ampi spazi di promozione commerciale per i succedanei elettronici. Il consumo di tali dispositivi resta inoltre consentito in diversi luoghi di lavoro e ambienti della ristorazione. Le associazioni per la salute rilevano che la narrativa industriale basata sulla riduzione del danno rappresenta un fattore di rischio per il mantenimento della dipendenza da nicotina, ostacolando gli obiettivi generali della Convenzione quadro dell’OMS e del Piano europeo contro il cancro, che fissa il traguardo di una generazione libera dal tabacco entro il 2040.

Il ruolo della prevenzione e del supporto alla cessazione

Il contrasto alle patologie oncologiche e respiratorie trova nella prevenzione sul territorio il principale asse di intervento. Il professor Francesco Schittulli, presidente di LILT Nazionale, ha evidenziato come la tutela della salute pubblica passi attraverso interventi strutturali volti a ridurre l’esposizione ai fattori di rischio ambientali e comportamentali nei contesti di vita quotidiana. L’azione si articola su programmi educativi nelle scuole per prevenire l’iniziazione precoce dei giovani ai nuovi prodotti sul mercato.

Accanto alla regolamentazione degli spazi pubblici, i protocolli clinici prevedono il potenziamento dei servizi dedicati a chi intende interrompere la dipendenza. I centri antifumo e gli ambulatori specialistici offrono percorsi multidisciplinari e supporto psicologico per agevolare la cessazione. Gli organizzatori del congresso ribadiscono che la transizione verso modelli di pianificazione urbana orientati al benessere richiede un impegno coordinato tra legislazione nazionale, amministrazioni locali e strutture sanitarie.

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