Il Codacons lancia l’allarme sui nuovi aumenti rilevati dal Mimit: rispetto all’8 agosto il diesel è salito di 9 centesimi al litro. Da inizio luglio il rincaro arriva a 28,5 centesimi. E lo sconto sulle accise non basta più
Fare il pieno costa sempre di più. E per gli automobilisti italiani il conto rischia di diventare ancora più pesante nelle prossime settimane.
Secondo l’analisi del Codacons sui nuovi prezzi dei carburanti comunicati dal Mimit, in appena un mese il prezzo del diesel sulla rete ordinaria è aumentato di circa 9 centesimi al litro. Tradotto in termini concreti: per un pieno da 50 litri servono oggi 4,50 euro in più rispetto all’8 agosto.
Ma se si allarga lo sguardo all’inizio dell’estate, l’aumento diventa ancora più evidente.
Diesel, quasi 30 centesimi in più al litro da luglio
Rispetto al 1° luglio 2026, il gasolio sulla rete ordinaria è aumentato di 28,5 centesimi al litro.
Per un automobilista che deve riempire un serbatoio da 50 litri significa spendere 14,25 euro in più per ogni pieno.
Anche in autostrada il conto è aumentato: rispetto a luglio il diesel registra un rincaro di 27,1 centesimi al litro, pari a circa 13,55 euro in più per un pieno da 50 litri.
Il dato fotografato dal Codacons arriva nonostante il provvedimento con cui il governo ha ridotto temporaneamente le accise sul gasolio.
Benzina, il conto sale anche alla pompa
Non va meglio per chi utilizza un’auto a benzina.
Sulla rete ordinaria, rispetto all’8 agosto, il prezzo della verde è aumentato di 7,2 centesimi al litro. Per un pieno da 50 litri significa circa 3,60 euro in più.
Rispetto al 1° luglio, invece, il rincaro raggiunge 25,2 centesimi al litro: su un serbatoio da 50 litri sono 12,60 euro in più.
In autostrada l’aumento rispetto a luglio è di 24,7 centesimi al litro, pari a circa 12,35 euro per un pieno.
Il risultato è che, nel giro di poco più di due mesi, il costo del rifornimento è tornato a pesare sensibilmente sui bilanci delle famiglie.
Lo sconto sulle accise non basta più?
È proprio questo il punto sollevato dal Codacons.
La riduzione temporanea delle accise sul gasolio, pari a 17 centesimi di euro, è prevista fino al 10 settembre. Ma secondo l’associazione dei consumatori l’intervento non sarebbe più sufficiente a compensare l’aumento registrato dai prezzi alla pompa.
Il problema, sottolinea il Codacons, non riguarda soltanto il costo del pieno.
Dal pieno alla spesa: il rischio degli aumenti a cascata
Il carburante è infatti una voce che attraversa una parte enorme dell’economia.
Quando aumenta il costo del diesel, a risentirne non sono soltanto gli automobilisti: il carburante viene utilizzato per trasportare alimentari, merci, prodotti industriali e beni di consumo.
Un aumento prolungato dei costi di trasporto può quindi trasferirsi progressivamente lungo la filiera, contribuendo a far salire i prezzi finali.
È il meccanismo che preoccupa maggiormente il Codacons: il rincaro dei carburanti potrebbe trasformarsi in un problema più ampio per il potere d’acquisto delle famiglie e per i consumi.
Quanto pesa davvero l’aumento?
Per capire l’impatto basta fare un esempio.
Un automobilista che percorra molti chilometri e consumi un pieno da 50 litri ogni settimana, con un aumento di 14,25 euro rispetto a luglio, si trova a sostenere un aggravio teorico di oltre 57 euro al mese se il differenziale rimanesse invariato per quattro settimane.
Naturalmente la spesa effettiva dipende dal tipo di automobile, dai consumi e dalla frequenza dei rifornimenti. Ma il dato rende evidente perché anche pochi centesimi al litro possano diventare significativi quando vengono moltiplicati per decine di litri e per molti rifornimenti.
Il Codacons: «Servono misure straordinarie»
Per l’associazione dei consumatori, dunque, non sarebbe più sufficiente intervenire soltanto temporaneamente sulle accise.
«Siamo in presenza di una vera e propria emergenza che rischia di avere effetti devastanti a cascata sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti, sul potere d’acquisto dei cittadini e sui consumi delle famiglie», sostiene il Codacons, chiedendo misure straordinarie.
La questione adesso è soprattutto capire quanto durerà la fase di aumento e se il rincaro dei carburanti resterà confinato alla rete di distribuzione o finirà per trasferirsi, passo dopo passo, sul resto dell’economia.
Per gli automobilisti, intanto, il dato più semplice da leggere è quello davanti alla pompa: rispetto all’inizio di luglio, un pieno da 50 litri di diesel costa oggi circa 14 euro e 25 centesimi in più.
