È di Latitudo 40, azienda campana eccellenza del settore aerospaziale, uno studio indipendente che promette di fare chiarezza sulla presenza di materiali contenenti amianto nell’area vesuviana. L’azienda, recentemente vincitrice del premio Imprese Vincenti 2026 indetto da Intesa Sanpaolo, si focalizza sull’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale ai dati satellitari per elaborare statistiche capaci di guidare interventi di sostenibilità e riqualificazione ambientale.
Proprio per questo, nell’ambito di un progetto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha testato il proprio algoritmo di identificazione dell’amianto studiando l’ampio tessuto urbano dei comuni vesuviani, in Campania. Una tecnologia d’avanguardia che permette di mappare il territorio dall’alto con precisione millimetrica.
Come funziona la tecnologia: l’analisi iperspettrale dello spazio
“Alla base dell’analisi condotta da Latitudo 40 c’è l’utilizzo di immagini iperspettrali: rilevazioni satellitari che, utilizzando sensori di ultima generazione, identificano la presenza di materiali e sostanze analizzando ad alta precisione oltre 200 bande dello spettro elettromagnetico”, ha affermato Gaetano Volpe, CEO di Latitudo 40.
“Sulla base di questi dati, il team di ricerca di Latitudo 40 ha costruito un modello che prende in considerazione le 88 bande che consentono di identificare l’amianto e che, sulla base di oltre 16 criteri di selezione, analizza pixel per pixel le immagini satellitari per restituire una visualizzazione delle zone dove è più probabile riscontrare la presenza di questo materiale sul tessuto urbano”.
Per capire l’efficacia del campionamento e della selezione dei dati operata dall’algoritmo campano rispetto ai dati tradizionali, ecco la struttura tecnica del modello:
Validazione scientifica con il Ministero dell’Ambiente
Dalla Campania si sta sviluppando una soluzione d’eccellenza che consentirà di evitare che l’amianto, da questione storicizzata e rischio ancora attuale, si trasformi in un pericolo per le generazioni future.
“La nostra è un’operazione di analisi dei dati complessa e rigorosa che abbiamo validato confrontando le nostre rilevazioni con quelle effettuate nell’ambito del Piano Nazionale Amianto da parte del Ministero della Transizione Ecologica (oggi MASE)”, ha concluso il CEO Gaetano Volpe. “Il team di ricercatori ha integrato nel proprio modello le rilevazioni ministeriali sugli edifici con effettiva presenza di amianto, verificando un riscontro positivo con le zone identificate dall’algoritmo. E questo riscontro c’è stato, validando la correttezza delle ipotesi di ricerca”.
🚨 L’impatto sulla salute: 70mila vittime all’anno
I dati epidemiologici rendono la bonifica del territorio un’urgenza assoluta non più rinviabile. Secondo i dati ufficiali diffusi dalla Commissione Europea, l’amianto causa ancora oggi 70.000 morti ogni anno in tutto il territorio continentale. Il monitoraggio su vasta scala tramite intelligenza artificiale punta a invertire questa tendenza, identificando i focolai di degrado dei materiali prima che le fibre si disperdano nell’aria mettendo a rischio la popolazione.
Dalla sperimentazione vesuviana ai piani di bonifica nazionali
Dopo l’analisi effettuata nel Vesuviano, l’algoritmo di identificazione dell’amianto di Latitudo 40 è attualmente in fase di sperimentazione avanzata. L’azienda sta iniziando a interfacciarsi con istituzioni e operatori economici per impiegarlo nell’analisi su vasta scala di un numero sempre maggiore di territori.
Dalla Campania, grazie a esperienza e professionalità, si sta sviluppando una soluzione d’eccellenza che consentirà di evitare che l’amianto si trasformi in un pericolo per le generazioni future. “L’amianto è un pericolo ancora attuale ma grazie alla precisione scientifica del nostro metodo offriamo a pubbliche amministrazioni ed enti privati uno strumento per migliorare gli interventi di bonifica”, concludono dall’azienda.
