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Monopattini elettrici, caos targhe: Codacons chiede la proroga dell’obbligo dal 17 maggio

Ritardi nelle Motorizzazioni e migliaia di richieste inevase: rischio stop per i monopattini sharing e valanga di ricorsi

Si avvicina la scadenza del 17 maggio per l’obbligo di targa sui monopattini elettrici, ma in tutta Italia cresce il caos legato al rilascio dei contrassegni. A lanciare l’allarme è Codacons, che chiede al governo una proroga immediata dell’obbligo, denunciando ritardi diffusi da parte delle Motorizzazioni e il rischio concreto di migliaia di sanzioni ingiuste.

Secondo l’associazione dei consumatori, molti cittadini avrebbero presentato regolarmente domanda per ottenere il contrassegno identificativo dei monopattini elettrici entro i termini previsti, ma le pratiche risultano ancora bloccate o non completate.

Una situazione che potrebbe trasformarsi in un vero cortocircuito amministrativo: utenti in regola con la richiesta ma impossibilitati a ricevere fisicamente la targa entro l’entrata in vigore dell’obbligo.

Multe fino a 400 euro per chi non ha il contrassegno

Dal 17 maggio, infatti, i monopattini elettrici sprovvisti del nuovo contrassegno rischiano sanzioni fino a 400 euro.

Il problema, evidenzia il Codacons, è che i ritardi non dipenderebbero dagli utenti ma dai tempi di lavorazione delle Motorizzazioni.

In assenza di una proroga, migliaia di cittadini potrebbero quindi trovarsi esposti a multe pur avendo rispettato le procedure richieste dalla normativa.

Sharing a rischio: 15mila monopattini potrebbero fermarsi

La criticità riguarda anche il settore della micromobilità condivisa.

Secondo quanto riportato dal Codacons, circa 15mila richieste relative ai monopattini in sharing sarebbero ancora inevase. Senza il rilascio del contrassegno entro la scadenza prevista, molti mezzi rischiano di diventare temporaneamente fuorilegge.

Le società di sharing potrebbero quindi essere costrette a fermare parte delle flotte presenti nelle città italiane, con ripercussioni sulla mobilità urbana e sui servizi utilizzati quotidianamente da migliaia di persone.

Perché il governo potrebbe intervenire

La richiesta avanzata dal Codacons punta a evitare un’ondata di ricorsi amministrativi e giudiziari.

Se le multe venissero elevate anche nei confronti di utenti o operatori che hanno presentato la domanda nei tempi previsti, il rischio sarebbe quello di una vera “valanga” di contenziosi contro le sanzioni.

Secondo l’associazione, una proroga dell’obbligo consentirebbe di:

  • completare il rilascio dei contrassegni;
  • evitare disservizi per cittadini e sharing;
  • ridurre il rischio di ricorsi;
  • garantire un’applicazione più equa della normativa.

Monopattini e nuove regole: cosa cambia

L’obbligo di targa rientra nel più ampio pacchetto di misure introdotte per regolamentare la circolazione dei monopattini elettrici in Italia.

Negli ultimi anni il settore della micromobilità ha registrato una crescita rapidissima, soprattutto nelle grandi città, ma insieme all’aumento dei mezzi sono cresciuti anche:

  • incidenti stradali;
  • problemi di sicurezza;
  • utilizzi irregolari;
  • difficoltà nei controlli.

Da qui la scelta di introdurre strumenti identificativi e regole più stringenti per la circolazione.

Il nodo dei tempi burocratici

Il caso delle targhe evidenzia però uno dei principali problemi della transizione normativa: la capacità amministrativa di gestire rapidamente nuove procedure su larga scala.

Molti utenti lamentano infatti:

  • ritardi nella consegna;
  • pratiche ancora in lavorazione;
  • mancanza di comunicazioni chiare;
  • incertezza sulle modalità di controllo.

Una situazione che rischia di generare confusione proprio nei giorni immediatamente precedenti all’entrata in vigore delle nuove disposizioni.

Consumatori e operatori chiedono chiarezza

Il tema non riguarda soltanto le sanzioni, ma anche la fiducia dei cittadini verso le nuove regole sulla mobilità urbana.

Secondo le associazioni dei consumatori e gli operatori del settore, serve maggiore coordinamento tra:

  • Ministero dei Trasporti;
  • Motorizzazioni;
  • Comuni;
  • aziende di sharing;
  • utenti privati.

L’obiettivo è evitare che ritardi burocratici compromettano l’applicazione concreta della normativa.

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