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Carburanti, avanti a proroghe: taglio accise slitta al 10 settembre. Consumatori sul piede di guerra

Il Governo ha prorogato fino al 10 settembre 2026 il taglio dell’accisa sul gasolio, mantenendo lo sconto di 17 centesimi al litro. La decisione lascia tuttavia invariata la situazione della benzina, che continua a rimanere esclusa dal provvedimento.

I listini dei carburanti continuano a registrare aumenti significativi su tutta la rete stradale e autostradale:

  • Gasolio: Superati i 2,10 euro al litro sulla rete ordinaria e i 2,20 euro in autostrada.
  • Benzina: Prezzi oltre i 2,00 euro al litro sulle strade ordinarie e fino a 2,134 euro/litro in autostrada al self-service.
  • Impatto sui pieni dal 1° luglio: Il gasolio registra un incremento di 27,3 centesimi al litro (+13,65 euro a pieno), mentre la benzina segna +24 centesimi al litro (+12 euro a pieno).

La misura ha scatenato la dura reazione delle principali associazioni dei consumatori (Unione Nazionale Consumatori, ADUC e Codacons), che denunciano l’inadeguatezza dell’intervento di fronte al rischio di una nuova fiammata inflazionistica.

I commenti delle associazioni dei consumatori

UNC: “La solita mezza pezza, prezzi astronomici ratificati”

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, giudica il provvedimento del tutto insufficiente a calmierare i prezzi di mercato.

“La solita mezza pezza. Il taglio sul gasolio è come sempre inadeguato e ratifica solo i prezzi astronomici sopra i 2,2 euro al litro in autostrada e oltre 2,1 euro nelle strade normali. Certo meglio la proroga dell’eliminazione dello sconto, ma è come dover bere la cicuta”, dichiara Dona.

Il presidente dell’UNC sottolinea inoltre come l’assenza di interventi sulla benzina penalizzi la cittadinanza e come gli sconti basati sull’ISEE o riservati a singole categorie produttive non risolvano il problema generale dell’inflazione, dato che le merci non viaggiano esclusivamente su gomma tramite autotrasportatori.

ADUC: “Manca una visione, servono interventi su tasse e prezzi”

Vincenzo Donvito Maxia, presidente dell’ADUC, critica la mancanza di una strategia di lungo periodo per contrastare il carovita, evidenziando il contrasto tra l’approccio italiano e le misure adottate in altri contesti europei.

“Il governo prende tempo perché non sa cosa fare. Le ipotetiche riduzioni in base al reddito delle persone sono rimaste tali. Abbiamo l’impressione che il 10 settembre saremo punto e a capo”, afferma Donvito Maxia.

ADUC cita come modello virtuoso la Svezia, dove lo Stato ha ridotto l’IVA sugli alimenti dal 12% al 6% e l’industria privata (con il caso Ikea) ha tagliato i listini per 1,2 miliardi di euro. In Italia, sottolinea l’associazione, la politica del rinvio è dettata dai limiti del debito pubblico e dall’elevata imposizione fiscale che grava sulle imprese.

Codacons: “Dal Governo solo un’elemosina”

Il Codacons definisce la proroga di 17 centesimi sul solo gasolio un intervento del tutto marginale di fronte ai record storici toccati dai carburanti.

“La proroga al 10 settembre dello sconto sulle accise del gasolio è per il Codacons una elemosina che non salverà gli automobilisti dalla stangata sui rifornimenti. La verde ha raggiunto 2,134 euro al litro in autostrada al self, record storico registrato in Italia solo in due occasioni nel marzo 2022”, attacca l’associazione.

Secondo i calcoli del Codacons, i rincari stanno già provocando un effetto a cascata sui costi al dettaglio e sul commercio. L’associazione chiede un taglio delle accise più consistente sul diesel e l’estensione immediata della misura anche alla benzina per tutelare i 17 milioni di automobilisti italiani con vetture a verde.

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