Testata di GreenBuzz News - Notizie su ambiente e tecnologia

Carburanti, accise tagliate fino al 5 settembre: consumatori contro bonus e misure selettive

Benzina e diesel, il Governo proroga lo sconto per il controesodo. UNC denuncia i rincari in autostrada, mentre Assoutenti, ADUC e Codacons chiedono di superare bonus e interventi temporanei

Il caro-carburanti non si ferma e il nuovo intervento del Governo riaccende il confronto sulle modalità con cui affrontare l’emergenza. Il taglio delle accise è stato prorogato fino al 5 settembre, con l’obiettivo di contenere il costo dei rifornimenti durante gli ultimi giorni del controesodo estivo. Ma le associazioni dei consumatori avvertono: la misura può tamponare l’emergenza, ma non risolve il problema.

Anzi, il vero interrogativo riguarda proprio quello che accadrà dopo il 5 settembre. Bonus, social card e aiuti legati al reddito vengono contestati da più associazioni, che chiedono invece interventi capaci di agire direttamente sui prezzi alla pompa.

Carburanti, prezzi in calo ma non in autostrada

A fotografare una delle anomalie più evidenti di questi giorni è l’Unione Nazionale Consumatori (UNC).

Secondo gli ultimi dati del Mimit, mentre sulla rete ordinaria i prezzi dei carburanti continuano a scendere, seppur lentamente, in autostrada benzina e gasolio registrano invece nuovi aumenti.

Il gasolio in autostrada è passato da 2,208 a 2,210 euro al litro, mentre la benzina è salita da 2,092 a 2,096 euro al litro.

La differenza può sembrare minima, ma su un pieno da 50 litri significa circa 10 centesimi in più per il diesel e 20 centesimi per la benzina.

Per il presidente dell’UNC Massimiliano Dona, la divergenza tra rete ordinaria e autostrade dimostra che il prezzo finale non dipende soltanto dall’andamento del petrolio.

«Una divergenza, un’asimmetria che, qualora ce ne fosse ancora bisogno, attesta che l’andamento del prezzo non dipende solo da quello del greggio».

Secondo l’associazione, sulla rete autostradale la concorrenza è più limitata e questo potrebbe favorire prezzi più elevati proprio nei giorni in cui milioni di italiani sono costretti a rifornirsi durante il viaggio di ritorno dalle vacanze.

Assoutenti: «Il bicchiere è ancora mezzo vuoto»

La proroga del taglio delle accise viene accolta positivamente da Assoutenti, ma con diverse riserve.

«Giusta la decisione del governo di proseguire col taglio generalizzato delle accise fino al 5 settembre», afferma il presidente Gabriele Melluso, sottolineando come la misura possa ridurre i prezzi alla pompa per gli automobilisti impegnati nel controesodo.

Lo sconto, tuttavia, sarebbe insufficiente rispetto ai livelli raggiunti dai listini e, secondo l’associazione, avrebbe dovuto essere potenziato ed esteso anche alla benzina.

Ma la preoccupazione maggiore riguarda il futuro.

Assoutenti considera infatti sbagliata la strada di eventuali misure assistenziali legate esclusivamente al reddito.

«Il caro-carburante colpisce tutti e l’automobilista non si può classificare in base all’ISEE».

Il problema riguarda infatti non soltanto le famiglie con redditi più bassi, ma anche lavoratori, pendolari e imprese, per i quali l’auto può rappresentare uno strumento indispensabile per gli spostamenti quotidiani.

Per Melluso, una proroga di pochi giorni può servire a superare l’emergenza, ma serve soprattutto «un intervento stabile e strutturale sulle accise».

ADUC: «Il Governo naviga a vista»

Una critica ancora più radicale arriva dall’ADUC, secondo cui il nuovo provvedimento rappresenta l’ennesimo intervento temporaneo su un problema che richiederebbe invece una strategia di lungo periodo.

L’associazione parla di un Governo che, di fronte alla crisi petrolifera, «naviga a vista», ricordando come quello appena varato sia l’ennesimo provvedimento destinato a ridurre le accise.

Secondo il presidente Vincenzo Donvito Maxia, i circa 130 milioni di euro destinati alla misura fino al 5 settembre vengono reperiti attraverso un meccanismo di anticipo dell’acconto fiscale sui dividendi dei grandi gruppi energetici, anziché attraverso il maggiore gettito Iva inizialmente ipotizzato.

Per ADUC, il problema è soprattutto l’assenza di una strategia strutturale.

L’associazione indica come possibili direttrici meno tasse, maggiore sviluppo delle energie alternative, più trasporto pubblico e liberalizzazioni, sostenendo che gli interventi temporanei non possono rappresentare una soluzione permanente al problema dei prezzi energetici.

Codacons: «No a bonus e social card»

Anche il Codacons boccia l’ipotesi di interventi selettivi che potrebbero entrare in vigore dopo il 5 settembre.

L’associazione dice no a bonus destinati a chi lavora con l’automobile, social card o altri sostegni basati sul reddito o sulla professione svolta.

Secondo il Codacons, una simile strategia rischierebbe di trasformare un problema che riguarda la generalità degli automobilisti in una misura di assistenza sociale.

«Il caro-carburanti non è un problema che riguarda esclusivamente chi lavora con l’auto o le famiglie con redditi più bassi».

La critica dell’associazione è diretta soprattutto al fatto che bonus e sostegni successivi non intervengono sulle cause dell’aumento.

«Benzina e gasolio costano allo stesso modo per tutti e i rincari colpiscono indistintamente milioni di cittadini, lavoratori e famiglie».

Per il Codacons, quindi, la priorità dovrebbe essere intervenire direttamente sul prezzo dei carburanti, anziché compensare soltanto a posteriori l’aumento per determinate categorie.

Dopo il 5 settembre la vera sfida

Dalle posizioni di UNC, Assoutenti, ADUC e Codacons emerge una critica comune, pur con sfumature differenti: il taglio delle accise può rappresentare una risposta immediata all’emergenza, ma non può diventare l’unico strumento con cui il Governo affronta ogni nuova fiammata dei prezzi energetici.

Il nodo sarà quindi il 5 settembre, quando terminerà l’attuale proroga.

Da una parte c’è la necessità di proteggere famiglie e imprese dall’aumento del costo della mobilità; dall’altra quella di evitare che ogni crisi internazionale richieda un nuovo intervento d’emergenza sulle accise.

E mentre gli automobilisti affrontano gli ultimi chilometri del controesodo, resta una domanda di fondo: dopo il 5 settembre arriverà una soluzione strutturale o soltanto un nuovo provvedimento temporaneo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *