Oggi, 20 agosto, la benzina ha superato per la prima volta la soglia dei 2 euro al litro nella rete stradale italiana, mentre il gasolio ha toccato il valore più alto dal 28 luglio il giorno in cui, sulla carta, sarebbe dovuto scattare il taglio delle accise deciso dal Governo. A certificarlo è l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che oggi ha diffuso i dati aggiornati e ha chiesto un intervento immediato prima della scadenza del 24 agosto.
I numeri di oggi
Secondo l’UNC, in autostrada il gasolio si vende oggi a 2,186 euro al litro, mentre nella rete stradale – calcolando la media dei prezzi regionali, inclusi Trentino-Alto Adige – si trova a 2,119 euro al litro, oltre la soglia dei 2,1 euro già superata ieri. La benzina, che in autostrada costa 2,077 euro al litro, nella rete stradale si attesta a 2,005 euro al litro: la prima volta oltre quota 2 euro.
Perché il taglio delle accise non si è ancora visto alle pompe
Qui sta il punto più interessante, ed è anche il più frainteso. Il decreto che riduce le accise sul gasolio di 14 centesimi al litro (17 centesimi considerando l’IVA) era teoricamente in vigore dal 28 luglio. Ma tra approvazione del decreto e applicazione reale ai distributori passa sempre qualche giorno: il beneficio si è visto concretamente solo a partire dal 29 luglio. Nel frattempo, il prezzo del petrolio ha continuato a salire per le tensioni internazionali sui mercati energetici, superando l’effetto dello sconto fiscale.
Il taglio è stato poi prorogato il 6 agosto e resterà in vigore fino al 24 agosto.
Perché il taglio riguarda solo il gasolio, non la benzina
Un dettaglio che genera spesso confusione: lo sconto sulle accise si applica solo al gasolio, non alla benzina. Il motivo è che il diesel, in questa fase, costa più della benzina: un’inversione rispetto alla tradizione italiana, dove il gasolio è sempre stato tassato meno per sostenere il settore dell’autotrasporto. Con l’ultima legge di bilancio, il Governo aveva già iniziato a riallineare le due accise, considerando quella agevolata sul diesel un sussidio ambientalmente dannoso. L’attuale crisi dei prezzi energetici internazionali ha colpito il gasolio in modo più marcato, ed è per questo che l’intervento d’emergenza si è concentrato lì.
Cosa chiede l’UNC al Governo
Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha chiesto al Governo di intervenire prima della scadenza del 24 agosto, aumentando il taglio sul gasolio da 14 a 30 centesimi, per riportare il prezzo autostradale sotto i 2 euro al litro. Per la benzina, esclusa finora da ogni sconto, l’UNC propone un taglio di 15 centesimi, per tornare a un prezzo considerato “ragionevole”: circa 1,9 euro al litro in autostrada.
Non è detto che la richiesta venga accolta: un taglio più ampio ha un costo per le casse dello Stato, e finora il Governo ha finanziato gli sconti attingendo al maggior gettito IVA generato dagli stessi rincari, non a nuove risorse.
