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Fulmini, due morti in Italia e 7.000 scariche in un’ora: il rischio torna con i nuovi temporali

Dopo settimane di caldo estremo, l’Italia entra nella fase più delicata dell’estate: quella in cui l’aria fresca in quota incontra il calore e l’umidità accumulati nei bassi strati e l’atmosfera può trasformarsi rapidamente in una fabbrica di temporali.

Il primo assaggio è già arrivato. Nelle ultime ore sono stati registrati circa 7.000 fulmini in una sola ora in Toscana, mentre in Pianura Padana le raffiche di vento hanno superato i 100 chilometri orari. E non è finita.

Le previsioni indicano infatti una nuova fase temporalesca tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto, soprattutto al Nord e su parte del Centro. I fenomeni più intensi sono attesi tra Alpi, Prealpi, Triveneto, Liguria di Levante e Alta Toscana, con possibile coinvolgimento anche di Toscana, Umbria e Marche.

È proprio in queste situazioni che il fulmine diventa uno dei pericoli più insidiosi: non è necessario essere sotto la pioggia per essere colpiti. La Protezione civile ricorda infatti che una nube temporalesca può produrre fulminazioni anche in assenza di precipitazioni e che una scarica può raggiungere zone distanti diversi chilometri dal centro del temporale.

Due morti in poche ore: la cronaca ricorda quanto è pericoloso il temporale in quota

Il rischio non è teorico. Nelle ultime ore due persone sono morte in Italia dopo essere state colpite da un fulmine, in due episodi distinti avvenuti in montagna. La prima tragedia si è verificata in Alto Adige, sul Piz Starlex, a 3.075 metri, sopra Taufers nella Val Monastero: un escursionista è stato trovato senza vita durante la notte e l’ipotesi è che sia stato colpito dalla scarica elettrica durante la discesa.

Poche ore prima, un’altra vittima sull’Etna: un turista statunitense di 30 anni è stato colpito da un fulmine durante un’escursione sul vulcano, in una zona vietata, mentre era in corso un temporale. Soccorso dai vigili del fuoco e trasportato all’ospedale Cannizzaro di Catania, è morto a causa delle gravi conseguenze della folgorazione.

Due episodi avvenuti a centinaia di chilometri di distanza ma con un elemento comune: trovarsi in quota quando arriva un temporale può trasformare in pochi minuti un’escursione estiva in una situazione di estremo pericolo. E con nuovi temporali intensi attesi tra giovedì e venerdì, l’attenzione deve essere massima soprattutto per chi frequenta montagne, crinali e aree esposte

Il temporale può arrivare prima della pioggia

Il primo errore è aspettare che inizi a piovere prima di cercare riparo.

Il temporale può svilupparsi e intensificarsi rapidamente e i fulmini possono cadere anche prima dell’arrivo della pioggia. Per questo, quando si vede un temporale avvicinarsi o si sente il primo tuono, la scelta più sicura è interrompere l’attività all’aperto e raggiungere un luogo chiuso.

La regola più semplice è anche quella più importante: se senti il tuono, sei già abbastanza vicino al temporale da dover cercare riparo.

La Protezione civile raccomanda di rimanere al riparo almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività all’aperto.

Mare, spiaggia e piscina: il rischio aumenta

Uno dei luoghi in cui il rischio viene spesso sottovalutato è la spiaggia.

Quando arriva un temporale, mare, lago e piscina all’aperto diventano ambienti da abbandonare immediatamente. L’acqua è infatti un buon conduttore e la superficie aperta della spiaggia espone ulteriormente le persone.

Non bisogna quindi aspettare che il temporale sia sopra la propria testa: se si vedono lampi o si sentono tuoni in avvicinamento, è il momento di uscire dall’acqua e allontanarsi dalla riva.

La stessa attenzione vale per pontili, moli e altre strutture esposte.

Mai sotto un albero

È uno dei consigli più conosciuti, ma anche uno degli errori che continuano a essere commessi.

Durante un temporale non bisogna cercare riparo sotto un albero, soprattutto se è isolato e particolarmente alto rispetto all’ambiente circostante.

Lo stesso principio vale per pali, tralicci, strutture metalliche, recinzioni e altri elementi che possono costituire punti particolarmente esposti.

Se ci si trova in uno spazio aperto e non è possibile raggiungere immediatamente un edificio, è importante allontanarsi dagli elementi sporgenti e cercare di non diventare a propria volta il punto più alto dell’area.

In montagna il rischio è ancora maggiore

La montagna è uno degli ambienti più pericolosi quando arriva un temporale.

Creste, vette e zone particolarmente esposte aumentano il rischio. Se il temporale si avvicina, la Protezione civile raccomanda di scendere immediatamente di quota, interrompendo l’ascensione e allontanandosi da percorsi attrezzati con funi e scale metalliche.

Il problema non è soltanto il fulmine. Un temporale estivo può portare contemporaneamente piogge molto intense, grandine, raffiche di vento e improvvisi ruscellamenti, aumentando ulteriormente i rischi per chi si trova lungo sentieri e valloni.

Auto, il riparo migliore se non c’è un edificio

Se il temporale sorprende mentre ci si trova all’aperto e non c’è un edificio nelle vicinanze, l’automobile con carrozzeria metallica e finestrini chiusi rappresenta un riparo efficace.

La Protezione civile indica di rimanere all’interno del veicolo con portiere e finestrini chiusi.

È invece importante non confondere l’automobile con strutture aperte o semplicemente coperte: gazebo, tettoie, verande, pensiline e strutture simili non offrono lo stesso livello di protezione.

E in casa? Anche al chiuso servono alcune precauzioni

Essere dentro un edificio riduce fortemente il rischio, ma durante un temporale è comunque opportuno adottare alcune precauzioni.

La Protezione civile consiglia di evitare apparecchiature collegate alla rete elettrica e il telefono fisso, oltre a non toccare elementi metallici collegati all’esterno, come tubature, condutture e impianti elettrici. È inoltre prudente evitare il contatto con l’acqua e rimandare attività come la doccia fino al termine del temporale.

Il telefono cellulare, invece, può essere utilizzato.

Il meteo dei prossimi giorni: quando aumenta il rischio

La finestra da tenere sotto osservazione è quella tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto.

Secondo le previsioni, giovedì il maltempo interesserà soprattutto il Nord, con temporali che potranno risultare intensi. Nel corso della giornata l’instabilità aumenterà anche al Centro.

Venerdì è atteso un ulteriore passaggio perturbato, con forti temporali al Nord e sulle regioni tirreniche.

Il Sud, almeno nella prima fase, resterà invece ai margini della perturbazione e continuerà a fare i conti con temperature elevate.

La regola dei 30 minuti

C’è una regola semplice che vale la pena ricordare prima di una giornata al mare, di un’escursione o di qualsiasi attività all’aperto:

se senti il tuono, cerca riparo. E aspetta almeno 30 minuti dall’ultimo tuono prima di tornare all’aperto.

Perché il fulmine non segue necessariamente la pioggia. E proprio questa è una delle caratteristiche che lo rende particolarmente insidioso.

Con l’Italia che si prepara a una nuova fase temporalesca, la previsione più importante non è soltanto sapere dove arriverà il temporale, ma sapere quando è il momento di smettere di stare all’aperto.

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