Temperature fino a 40 °C, afa persistente e temporali improvvisi: l’anticiclone africano continua a dominare l’Italia. Gli esperti spiegano perché il caldo estremo non è più considerato semplice “bel tempo”.
Per molti italiani il termine maltempo richiama pioggia, vento e temporali. Ma nell’estate 2026 i meteorologi stanno usando questa parola anche per descrivere una situazione completamente diversa: settimane di sole, temperature eccezionalmente elevate e notti tropicali.
Secondo il meteorologo di Meteored Alessio Colella, l’ondata di caldo che interessa l’Italia non può essere considerata normale. L’anticiclone africano continua infatti a mantenere valori termici tra 5 e 10 gradi sopra la media climatica, alimentando un periodo di stress prolungato per persone, città ed ecosistemi.
Perché il caldo è considerato “maltempo”
Il concetto può sembrare paradossale, ma ha una spiegazione precisa.
Quando condizioni atmosferiche estreme provocano rischi per la salute, aumentano gli incendi, aggravano la siccità o favoriscono fenomeni violenti, non si può più parlare semplicemente di “bel tempo”.
L’alta pressione persistente:
- mantiene temperature eccezionalmente elevate;
- impedisce un raffrescamento notturno;
- aumenta l’afa nelle città;
- crea le condizioni ideali per temporali improvvisi e grandinate.
È proprio il calore accumulato nei bassi strati dell’atmosfera a fornire l’energia necessaria allo sviluppo di celle temporalesche particolarmente intense.
Caldo almeno fino a Ferragosto
Le previsioni indicano pochi cambiamenti nel breve periodo.
L’anticiclone africano continuerà a dominare gran parte dell’Europa e dell’Italia anche durante il weekend, con massime superiori ai 35 °C in numerose regioni e punte vicine ai 40 °C nel Lazio e nelle aree interne del Centro-Sud. Solo Alpi e Appennini potranno essere interessati da temporali pomeridiani, localmente anche intensi.
Le città restano le più vulnerabili
Le aree urbane continuano a essere le più esposte agli effetti dell’ondata di calore.
Asfalto, cemento e scarsità di vegetazione trattengono il calore anche durante la notte, impedendo alle temperature di diminuire e aumentando il disagio soprattutto per anziani, bambini e persone con patologie croniche.
Non a caso, il Ministero della Salute continua a emettere bollini rossi per gran parte delle città monitorate.
Quando finirà davvero?
La domanda è la stessa da settimane, ma la risposta continua a essere prudente.
I principali modelli meteorologici non vedono ancora una svolta netta. Potrebbero verificarsi brevi fasi più instabili al Nord, ma al momento non emergono segnali di un cambiamento duraturo della circolazione atmosferica.
Tradotto: il caldo potrebbe accompagnare l’Italia almeno fino a Ferragosto, con solo pause temporanee e locali.
