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Incendi in Europa, l’allarme dell’OMS: “Roghi in aumento del 57%, attenti al fumo: è un pericolo per il cuore”

L’emergenza incendi che sta devastando diversi Paesi della sponda mediterranea e dell’Europa meridionale – con roghi estesi in Francia, Spagna, Portogallo e in diverse regioni del Sud Italia – non è più soltanto una drammatica questione ambientale. È una vera e propria emergenza sanitaria a livello continentale. A lanciare un fermo allarme è la sezione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che documenta un’impennata senza precedenti dell’intensità e della frequenza dei roghi boschivi negli ultimi quattro anni.

I dati shock dell’OMS: roghi raddoppiati in Spagna e Portogallo

Attraverso un report aggiornato, l’OMS Europa ha evidenziato come tra gennaio e luglio il numero degli incendi segnalati in alcune aree strategiche sia letteralmente esploso. In Paesi come Spagna e Portogallo, la quantità di roghi attivi è aumentata di oltre il 100% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Guardando al trend di medio termine, i numeri descrivono un’escalation impressionante: nel corso del 2025 gli incendi hanno incenerito ben 2,2 milioni di ettari di territorio nella regione europea, contro gli 1,4 milioni di ettari registrati nel 2022. Un incremento netto del 57% in soli quattro anni che conferma la stretta correlazione tra la crisi climatica, il riscaldamento globale e l’aridità dei suoli.

Gli effetti invisibili sulla salute: rischi per cuore e polmoni

Esprimendo “profonda preoccupazione” per l’andamento della stagione estiva, il direttore di OMS Europa, Hans Kluge, ha voluto accendere i riflettori sui costi umani ed ecologici che vanno ben oltre le fiamme visibili:

“Dietro questi numeri ci sono persone e comunità reali. Gli incendi distruggono case e mezzi di sussistenza, costringono all’evacuazione e mettono a dura prova i servizi di emergenza e i sistemi sanitari. Ma gli impatti sulla salute si estendono molto oltre le fiamme.”

Il pericolo maggiore, spesso sottovalutato, è rappresentato dal fumo generato dai roghi, capace di percorrere centinaia di chilometri trasportato dai venti. Le polveri sottili e le sostanze tossiche disperse nell’aria aggravano le patologie cardiache e respiratorie preesistenti, con un impatto pesante anche sulla salute mentale delle popolazioni coinvolte. Le fasce più vulnerabili e a rischio elevato rimangono gli anziani, i bambini, le donne in gravidanza e i soggetti affetti da malattie croniche.

Le raccomandazioni dell’OMS: come proteggersi dal fumo degli incendi

Per far fronte ai picchi di inquinamento atmosferico provocati dai roghi, l’OMS Europa ha diffuso una serie di indicazioni pratiche destinate a chi risiede o transita nelle zone interessate dagli incendi:

  • Evitare gli spostamenti: Limitare i viaggi non necessari nelle aree adiacenti ai roghi o saturate dal fumo.
  • Mascherine protettive: Indossare maschere ben aderenti (preferibilmente FFP2 o FFP3) quando si è costretti a stare all’aperto vicino a nubi di fumo.
  • Consultare un medico: In presenza di tosse persistente, difficoltà respiratorie o dolori al petto, rivolgersi tempestivamente alle strutture sanitarie.
  • Istruzioni ufficiali: Seguire con il massimo scrupolo le indicazioni e i piani di evacuazione disposti dalle autorità locali e dalla Protezione Civile.

L’appello ai Governi: “Clima più caldo, prepariamoci a roghi peggiori”

L’Organizzazione invita contestualmente i Governi europei a potenziare le infrastrutture di risposta e la prevenzione. Secondo Kluge, le istituzioni devono garantire avvisi tempestivi sulla qualità dell’aria e sulle condizioni meteo, attivare linee telefoniche dedicate e mettere a disposizione della cittadinanza spazi pubblici climatizzati e dotati di sistemi di filtraggio dell’aria pulita.

L’OMS Europa sta già lavorando a stretto contatto con i singoli Paesi per valutare i rischi territoriali e rendere ospedali e strutture sanitarie più resilienti alle stagioni estive che si preannunciano sempre più calde ed estreme. “Poiché il cambiamento climatico sta causando un riscaldamento globale continuo — conclude il direttore di OMS Europa — dobbiamo prepararci a gestire incendi sempre più frequenti e intensi”.

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