Il 25 luglio si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento. Secondo l’ISS, nel biennio 2024-2025 sono stati 604 i decessi in Italia: oltre l’80% delle vittime è maschile, ma resta alta l’attenzione sui bambini e sulle persone anziane
L’acqua può trasformarsi in pochi secondi da luogo di svago a scenario di tragedia. È questo il messaggio della Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2021 e celebrata ogni anno il 25 luglio.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo circa 300mila persone muoiono ogni anno per annegamento, con un impatto particolarmente grave tra bambini e ragazzi nella fascia d’età compresa tra 1 e 14 anni.
Anche in Italia il fenomeno resta rilevante: la relazione dell’Osservatorio nazionale per la prevenzione degli annegamenti e degli incidenti in acque di balneazione, istituito presso il Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, ha registrato 604 decessi nel biennio 2024-2025.
Annegamenti in Italia: uomini, anziani e bambini le categorie più a rischio
I dati mostrano una forte prevalenza maschile: oltre l’80% delle vittime è costituito da uomini, mentre il 19,3% riguarda donne.
Un altro elemento critico riguarda l’età:
- circa il 23% dei decessi coinvolge bambini e giovani fino a 24 anni;
- circa il 30% delle vittime ha più di 65 anni.
Gli esperti sottolineano come, soprattutto tra gli anziani, un ruolo importante negli annegamenti sia giocato dai malori improvvisi, mentre tra i più giovani incidono maggiormente la scarsa percezione del rischio, la mancanza di adeguate capacità natatorie e comportamenti imprudenti.
Mare, fiumi e laghi: dove avvengono più incidenti
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il rischio non riguarda soltanto il mare.
Nel biennio 2024-2025:
- il 46,8% degli annegamenti mortali è avvenuto in ambiente marittimo;
- il 46,2% nelle acque interne, come fiumi e laghi;
- il 6,2% in piscina.
Proprio le piscine rappresentano però un contesto particolarmente delicato perché coinvolgono spesso bambini e adolescenti.
Le regioni con il maggior numero di decessi sono state:
- Lombardia (90 casi);
- Veneto (73);
- Toscana (52);
- Lazio (51);
- Puglia, Sardegna e Sicilia (41);
- Emilia-Romagna (37).
Perché si annega: malori, correnti e sottovalutazione dei rischi
Tra i principali fattori che contribuiscono agli incidenti ci sono:
- malori improvvisi;
- correnti e condizioni del mare difficili;
- fondali instabili o non conosciuti;
- tuffi in acque troppo basse;
- mancata sorveglianza dei bambini;
- sopravvalutazione delle proprie capacità in acqua.
Secondo l’Osservatorio, molte tragedie potrebbero essere evitate attraverso comportamenti più consapevoli.
I 10 consigli dell’ISS per prevenire gli annegamenti
Bambini: mai abbassare la guardia
- Non lasciare mai soli i bambini vicino all’acqua, neanche per pochi secondi: una telefonata o una distrazione possono essere sufficienti a causare un incidente.
- Mettere in sicurezza le piscine private o condominiali con recinzioni e sistemi che impediscano l’accesso autonomo dei bambini.
- Insegnare ai bambini a nuotare il prima possibile, sviluppando familiarità con l’acqua.
Giovani e adulti: conoscere i propri limiti
- Non fare il bagno con bandiera rossa o mare mosso: anche pochi metri dalla riva possono diventare pericolosi.
- In caso di corrente di ritorno, non nuotare contro corrente: bisogna muoversi lateralmente per uscirne.
- Mai tuffarsi senza conoscere il fondale. I primi tuffi devono essere sempre effettuati entrando in acqua con i piedi.
Anziani: attenzione ai malori
- Con l’età è importante evitare sforzi eccessivi, soprattutto in condizioni di mare difficili, e seguire le indicazioni del proprio medico in presenza di patologie.
Fiumi e laghi: rischi spesso sottovalutati
- Prestare attenzione a temperature basse dell’acqua, correnti, fondali irregolari e sponde instabili.
- Rispettare sempre divieti e segnalazioni presenti sulle spiagge e nei luoghi di balneazione.
- Preferire zone con assistenti bagnanti presenti: la sorveglianza riduce significativamente il rischio.
