La terapia, approvata in Europa, è ora al centro della valutazione per la rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale. L’azienda propone ad AIFA un modello per conciliare innovazione e sostenibilità e annuncia iniziative per non lasciare indietro i pazienti candidabili
Una nuova possibilità nella lotta contro l’Alzheimer potrebbe arrivare anche per i pazienti italiani. Si chiama donanemab ed è una terapia innovativa sviluppata da Eli Lilly, approvata a livello europeo per il trattamento di alcune forme iniziali della malattia.
Mentre è in corso la valutazione da parte di AIFA per stabilire le modalità di eventuale accesso attraverso il Servizio sanitario nazionale, Lilly annuncia di aver presentato proposte per rendere la terapia sostenibile per il sistema pubblico e garantire allo stesso tempo ai pazienti la possibilità di beneficiarne.
Alzheimer, chi potrà ricevere donanemab?
Donanemab non è destinato a tutti i pazienti con Alzheimer, ma a persone selezionate nelle fasi iniziali della malattia, secondo criteri clinici definiti dagli specialisti.
La terapia appartiene alla nuova generazione di farmaci che non si limitano ad alleviare i sintomi, ma puntano ad agire su uno dei meccanismi biologici coinvolti nella progressione dell’Alzheimer: l’accumulo delle placche di beta-amiloide nel cervello.
La sfida, ora, è rendere queste innovazioni accessibili in modo equo, evitando differenze legate alla regione di residenza o alla possibilità economica delle famiglie.
Oltre 200 pazienti italiani già trattati gratuitamente
In Italia donanemab è stato già utilizzato nell’ambito di un programma di uso compassionevole che ha consentito a oltre 200 pazienti, seguiti in 61 centri distribuiti in 16 regioni, di ricevere gratuitamente il trattamento.
Il programma terminerà il prossimo 2 agosto, ma Lilly comunica che sarà garantita la continuità terapeutica per i pazienti già inseriti.
Per chi invece potrebbe essere candidato alla terapia ma non ha avuto accesso al programma, l’azienda annuncia collaborazioni con i principali centri specialistici italiani e strumenti di supporto destinati in particolare ai pazienti economicamente più fragili.
Il nodo del costo delle nuove terapie Alzheimer
L’arrivo dei nuovi farmaci contro l’Alzheimer apre una nuova fase per la medicina, ma pone anche una domanda centrale: come garantire l’accesso all’innovazione senza mettere sotto pressione i sistemi sanitari?
Per questo Lilly ha presentato ad AIFA proposte di accordo che puntano a ridurre l’impatto economico della terapia sul Servizio sanitario nazionale.
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra due esigenze: da una parte offrire ai pazienti una nuova opportunità terapeutica, dall’altra garantire la sostenibilità delle risorse pubbliche.
Alzheimer, la ricerca continua
L’azienda sottolinea che donanemab rappresenta un primo passo nella ricerca contro una delle malattie neurodegenerative più diffuse al mondo.
«Il nostro impegno è dare a ogni paziente che possa beneficiarne l’accesso all’innovazione nata dalla nostra ricerca, indipendentemente da dove vive o dalle sue possibilità economiche», ha dichiarato Elias Khalil, presidente e amministratore delegato di Eli Lilly Italy Hub.
La disponibilità effettiva della terapia attraverso il Servizio sanitario nazionale dipenderà ora dal completamento dell’iter regolatorio italiano.
