Italia e Cipro sono gli unici Paesi dell’Unione europea ad aver registrato un aumento del prezzo della benzina tra maggio e giugno. Intanto il diesel sfiora i 2,20 euro al litro in autostrada e il pieno costa oltre 12 euro in più rispetto a inizio luglio.
Gli automobilisti italiani continuano a essere tra i più penalizzati d’Europa sul fronte dei carburanti. A confermarlo sono i nuovi dati Eurostat, secondo cui l’Italia è, insieme a Cipro, l’unico Paese dell’Unione europea ad aver registrato un aumento del prezzo della benzina tra maggio e giugno.
Un dato che arriva in una fase già critica per i consumatori: dopo la fine del taglio delle accise dello scorso 3 luglio, i prezzi alla pompa hanno ripreso a salire rapidamente, con il gasolio che in autostrada ha raggiunto una media vicina ai 2,20 euro al litro.
A lanciare l’allarme sono Codacons e Unione Nazionale Consumatori, che chiedono un intervento del Governo per contenere l’impatto degli aumenti sugli automobilisti.
Benzina, Italia e Cipro unici Paesi Ue con prezzi in crescita
Secondo i dati Eurostat, mentre nella maggior parte degli Stati membri il prezzo della benzina tra maggio e giugno è diminuito o è rimasto stabile, in Italia si è registrato un incremento.
Per il Codacons il dato conferma una situazione di forte penalizzazione per gli automobilisti italiani, che continuano a sostenere costi superiori rispetto a molti cittadini europei.
Secondo l’associazione, uno dei principali fattori è il peso della fiscalità sui carburanti.
Oltre metà del prezzo dei carburanti è rappresentato dalle tasse
Il costo della benzina e del gasolio in Italia risente infatti in modo significativo della componente fiscale.
Secondo le elaborazioni del Codacons:
- sulla benzina le tasse incidono per il 53,3% del prezzo finale;
- sul gasolio la componente fiscale pesa per il 51%.
Una quota che rende particolarmente rilevanti gli aumenti del prezzo industriale dei carburanti e le oscillazioni del mercato internazionale.
Dal 3 luglio il pieno di gasolio costa oltre 12 euro in più
Il quadro fotografato da Eurostat, secondo le associazioni, è già superato dalla nuova corsa dei prezzi registrata nelle ultime settimane.
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, dal 3 luglio, ultimo giorno del precedente taglio delle accise, il gasolio è aumentato di 24,2 centesimi al litro sulla rete stradale, mentre la benzina è salita di 14,6 centesimi.
Tradotto in termini pratici:
- un pieno di gasolio da 50 litri costa oggi 12,10 euro in più sulla rete stradale;
- un pieno di benzina costa circa 7,30 euro in più.
Anche sulla rete autostradale il rincaro è significativo: il gasolio è aumentato di 22,8 centesimi al litro, con un aggravio di circa 11,40 euro a pieno.
Diesel vicino ai 2,20 euro in autostrada
La situazione più critica riguarda il gasolio.
Secondo i dati diffusi dalle associazioni dei consumatori, il prezzo medio del diesel in autostrada ha raggiunto 2,196 euro al litro, sfiorando quindi la soglia dei 2,20 euro.
Sulla rete ordinaria il gasolio ha superato quota 2 euro al litro, mentre la benzina si avvicina a 1,95 euro.
Esodo estivo, viaggi più cari per milioni di italiani
Gli aumenti arrivano proprio nel periodo dell’anno caratterizzato dai maggiori spostamenti.
Con l’avvicinarsi dell’esodo estivo, milioni di italiani utilizzeranno l’auto per raggiungere località di mare, montagna e città d’arte.
Un aumento del costo del carburante può trasformarsi in una spesa aggiuntiva rilevante soprattutto per chi deve percorrere lunghe distanze.
Ma il caro carburanti non riguarda soltanto le vacanze: benzina e diesel incidono anche sui costi della logistica e del trasporto merci, con possibili effetti sui prezzi finali di beni e servizi.
Consumatori contro il Governo: “Serve un intervento sulle accise”
Al centro del dibattito resta ora il possibile utilizzo del meccanismo delle accise mobili, richiamato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Secondo il Codacons, il Governo starebbe “navigando a vista” mentre i prezzi continuano a crescere.
Anche l’Unione Nazionale Consumatori chiede un intervento, sottolineando come l’impennata dei prezzi stia aumentando il costo degli spostamenti per milioni di famiglie.
La richiesta delle associazioni è quella di adottare misure capaci di ridurre l’impatto del caro carburanti e contenere una nuova pressione sui bilanci degli italiani.
