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Stangata carburanti, il gasolio sfonda quota 2,1 euro: è scontro sulla nuova app del Mimit

Non c’è pace per gli automobilisti e le imprese italiane. I dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) registrano un nuovo deciso rialzo dei prezzi dei carburanti lungo tutta la rete nazionale. Il gasolio sulla rete stradale ordinaria ha varcato la soglia psicologica dei 2,1 euro al litro, attestandosi a 2,107 euro, un valore massimo che non si registrava dallo scorso 18 aprile. In autostrada la situazione è ancora più pesante, con il diesel che ha toccato i 2,181 euro al litro.

Non va meglio per la benzina, che si attesta a 1,942 euro sulle strade ordinarie e supera il muro dei due euro in autostrada a 2,032 euro al litro. Un’accelerazione che cancella la tregua di inizio mese e spinge le associazioni dei consumatori e le sigle di categoria a chiedere interventi urgenti all’Esecutivo.

I numeri dei rincari: le tabelle e l’impatto sul pieno

Rispetto al 3 luglio, data in cui sono scaduti gli ultimi sconti fiscali sulle accise, i listini hanno subito un’impennata. Secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori, un pieno da 50 litri di gasolio costa oggi 11,25 euro in più sulla rete stradale ($+11,96\%$) e 10,65 euro in più in autostrada ($+10,82\%$). Per la benzina, il rialzo a rifornimento si attesta intorno ai 7 euro.

I prezzi correnti hanno così superato persino i livelli del 18 marzo 2026, giorno in cui il Governo varò il primo taglio delle accise da 20 centesimi (24,4 centesimi IVA inclusa).

Quadro sintetico dei prezzi (Rete stradale e Autostrade)

Carburante e RetePrezzo 3 LuglioPrezzo 21 LuglioAumento a Pieno (50L)Variazione %
Gasolio Strade1,882 €2,107 €$+11,25$ €$+11,96\%$
Gasolio Autostrade1,968 €2,181 €$+10,65$ €$+10,82\%$
Benzina Strade1,803 €1,942 €$+6,95$ €$+7,71\%$
Benzina Autostrade1,894 €2,032 €$+6,90$ €$+7,29\%$

A livello territoriale si registrano picchi ancora più elevati: nella Provincia Autonoma di Bolzano la media del diesel tocca i 2,144 euro/litro, seguita dalla Sicilia (2,142 €) e dal Friuli-Venezia Giulia (2,133 €). Sopra la media nazionale anche Calabria, Basilicata e Campania.

Scoppia il caso sull’app “Osservaprezzi”: il Codacons ricorre all’Antitrust

Accanto all’escalation dei prezzi, nelle ultime ore si è acceso un duro confronto sulla nuova applicazione per smartphone “Osservaprezzi carburanti”, lanciata dal Mimit per aiutare i cittadini a individuare i distributori più convenienti.

Il Codacons ha annunciato la presentazione di un esposto all’Antitrust, chiedendo contestualmente al Ministero la sospensione temporanea del servizio. Secondo l’associazione, l’applicazione rischierebbe di fornire informazioni fuorvianti:

“L’applicazione mostra tra i risultati anche impianti che non hanno aggiornato i listini al pubblico, con prezzi in alcuni casi fermi a giugno. Un automobilista potrebbe percorrere chilometri per raggiungere il distributore indicato come più conveniente, per poi scoprire sul posto prezzi diversi o l’impianto chiuso.”

Di parere opposto l’Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori), che definisce l’applicazione una buona notizia:

“Finalmente il pieno più conveniente si trova con un tocco sullo smartphone. Le criticità di questi primi giorni non sono un motivo per fermare l’app, ma la conferma di quanto quel meccanismo sia necessario per rendere i consumatori sentinelle contro le speculazioni, a patto di introdurre la possibilità di segnalare subito le incongruenze.”

Le reazioni: dai consumatori al settore dell’autotrasporto

Le prese di posizione e le analisi inviate dalle diverse sigle evidenziano una forte preoccupazione per la tenuta economica del Paese.

  • Unione Nazionale Consumatori (UNC): Il presidente Massimiliano Dona attacca la gestione delle accise e sottolinea i rischi per il costo della vita: “Il Governo sottovaluta il problema dell’inflazione che a giugno si era finalmente fermata, mentre a luglio riprenderà a decollare proprio per colpa del caro carburanti e del mancato intervento sulle accise”.
  • Fapi (Federazione Autonomi Piccole Imprese): Il presidente nazionale Gino Sciotto lancia un allarme per le Pmi: “Il prezzo del diesel ha raggiunto livelli insostenibili. L’aumento alimenta il caro trasporti e fa crescere il costo di beni e servizi”. La Fapi ha annunciato un’iniziativa nazionale sul tema.
  • Cna Fita: L’associazione dell’autotrasporto evidenzia le ragioni internazionali dei rincari, legate alla grave instabilità dei mercati energetici e alle limitazioni ai traffici attraverso lo Stretto di Hormuz, rotta strategica per un quinto delle forniture mondiali di petrolio. Cna Fita segnala inoltre gli “effetti collaterali” per le imprese legati al meccanismo di calcolo dei rimborsi sul gasolio commerciale in presenza di fluttuazioni delle accise ordinarie.

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