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Carburanti, debutta l’app del Mimit per risparmiare. I consumatori: “Utile, ma non farà scendere i prezzi”

Dal 20 luglio gli automobilisti italiani potranno confrontare i prezzi di benzina e gasolio direttamente dal proprio smartphone grazie alla nuova app “Osservaprezzi Carburanti” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). L’obiettivo è aiutare i consumatori a individuare il distributore più conveniente e aumentare la trasparenza del mercato.

Le principali associazioni dei consumatori accolgono positivamente l’iniziativa, ma lanciano anche un messaggio chiaro: l’app è utile, ma da sola non farà diminuire il costo del pieno.

Cosa permette di fare la nuova app carburanti

La nuova applicazione raccoglie i prezzi comunicati dai distributori e consente agli utenti di confrontare il costo di benzina e gasolio prima di fare rifornimento.

L’idea è semplice: offrire uno strumento ufficiale che renda più facile individuare gli impianti più convenienti e favorisca la concorrenza tra i gestori.

Per funzionare davvero, però, sarà fondamentale che i prezzi vengano aggiornati con regolarità e che le informazioni siano sempre affidabili.

Unione Nazionale Consumatori: “Meglio tardi che mai”

L’Unione Nazionale Consumatori parla di un provvedimento atteso da tempo.

Il presidente Massimiliano Dona ricorda che l’app era prevista già dal decreto-legge del gennaio 2023 e sottolinea come arrivi dopo oltre tre anni di attesa.

Secondo l’associazione, lo strumento sarà realmente utile solo se permetterà agli automobilisti di visualizzare i distributori meno cari entro un raggio scelto dall’utente, ad esempio 10, 20 o 30 chilometri, evitando confronti poco significativi come quelli con la media regionale.

Positiva anche la disponibilità del Ministero a raccogliere osservazioni per migliorare progressivamente il servizio.

Assoutenti: servono controlli sui prezzi

Anche Assoutenti promuove l’iniziativa, ma ritiene indispensabile affiancare all’app un sistema di verifiche.

Secondo il presidente Gabriele Melluso, le associazioni dei consumatori dovrebbero essere coinvolte nei controlli sul territorio per verificare che i prezzi comunicati dai distributori corrispondano a quelli realmente praticati.

L’associazione chiede inoltre aggiornamenti quotidiani e in tempo reale dei listini, perché dati incompleti o in ritardo rischiano di rendere poco affidabile il servizio.

Codacons: “L’app arriva con tre anni di ritardo”

Più severo il giudizio del Codacons.

L’associazione ricorda che applicazioni private con funzioni analoghe sono già disponibili da tempo e osserva che molti distributori continuano a non trasmettere con regolarità i prezzi al portale ministeriale.

Per questo motivo il Codacons ritiene che l’app possa migliorare la trasparenza, ma non incidere sul costo dei carburanti.

Secondo l’associazione, per abbassare davvero i prezzi servono interventi sulla filiera, maggiore concorrenza e una revisione della tassazione che pesa su benzina e gasolio.

L’app farà davvero risparmiare?

È la domanda che molti automobilisti si pongono.

La risposta delle associazioni è prudente. L’app potrà certamente aiutare a scegliere il distributore più conveniente nelle vicinanze e consentire qualche risparmio sul singolo pieno.

Tuttavia, il prezzo dei carburanti dipende da fattori molto più ampi, come il costo del petrolio, le accise, l’Iva, i margini della distribuzione e le dinamiche del mercato internazionale.

In altre parole, lo smartphone potrà aiutare a trovare il prezzo migliore disponibile, ma non potrà abbassare il prezzo della benzina.

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