Per la prima volta il monitoraggio genetico ha censito l’intero areale dell’orso bruno marsicano. La popolazione cresce rispetto al 2014, ma resta tra le più rare e minacciate al mondo.
L’orso bruno marsicano continua a essere uno degli animali simbolo della biodiversità italiana e, nonostante resti una delle sottospecie di orso più rare al mondo, arrivano segnali incoraggianti per la sua conservazione.
La nuova stima della popolazione, presentata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), indica infatti la presenza di 81 orsi marsicani nell’Appennino centrale, contro i circa 50 stimati nel 2014.
Il dato arriva dalla più grande campagna di monitoraggio genetico mai realizzata per questa sottospecie e rappresenta un importante passo avanti nella conoscenza dello stato di conservazione dell’orso.
Come è stato effettuato il censimento
La ricerca è stata realizzata nell’estate del 2025 grazie a un campionamento genetico esteso all’intero areale di distribuzione dell’orso marsicano.
Il progetto, finanziato attraverso il PNRR, ha coinvolto il Ministero dell’Ambiente, ISPRA, Parchi nazionali e regionali, Carabinieri Forestali, Regioni, associazioni ambientaliste e numerosi ricercatori.
A differenza delle stime precedenti, questa volta il monitoraggio ha interessato oltre 6.000 chilometri quadrati di Appennino centrale, comprendendo anche le aree periferiche dove negli ultimi anni erano aumentati gli avvistamenti.
L’analisi genetica dei campioni raccolti ha permesso di stimare una popolazione composta da:
- 81 orsi
- 43 femmine
- 38 maschi
con un intervallo statistico compreso tra 73 e 88 individui.
Dove vivono gli orsi marsicani
Il cuore della popolazione resta il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, insieme alla sua Zona Contigua.
Qui il numero degli animali risulta sostanzialmente stabile rispetto a dieci anni fa, passando da circa 51 a 56 esemplari.
La novità più importante riguarda però le aree periferiche.
Lo studio evidenzia infatti la presenza stabile di circa 16 orsi al di fuori del nucleo storico, segno che la specie sta lentamente espandendo il proprio areale.
Tra le zone dove la presenza è ormai consolidata figurano:
- la Val Roveto;
- la Riserva Naturale Monte Genzana;
- l’Oasi WWF Gole del Sagittario;
- il Parco Nazionale della Maiella;
- il complesso Simbruini-Ernici;
- il Sirente-Velino.
Perché questa crescita è importante
Secondo gli esperti, l’aumento della popolazione non significa che il rischio sia superato.
L’orso marsicano resta infatti una sottospecie endemica italiana estremamente vulnerabile.
La crescita osservata negli ultimi anni dimostra però che gli interventi di conservazione stanno producendo risultati concreti.
Il WWF parla di un “segnale di speranza”, sottolineando come l’espansione della specie rappresenti uno dei risultati più importanti ottenuti negli ultimi anni grazie ai progetti di tutela.
Le sfide restano numerose
Se il nucleo storico sembra aver raggiunto una densità elevata, il futuro dell’orso dipenderà soprattutto dalla capacità di colonizzare nuovi territori.
Per riuscirci saranno fondamentali i cosiddetti corridoi ecologici, ovvero le aree naturali che permettono agli animali di spostarsi tra habitat differenti.
Secondo gli esperti, proprio la frammentazione del territorio rappresenta oggi una delle principali minacce.
A questa si aggiungono le cause di mortalità di origine umana, come gli investimenti stradali, il bracconaggio, l’uso di bocconi avvelenati e i conflitti con le attività agricole e zootecniche.
Per questo motivo il nuovo censimento viene considerato non un punto di arrivo, ma uno strumento fondamentale per orientare le future politiche di conservazione.
Il WWF: ora bisogna intensificare gli sforzi
Commentando i risultati, il WWF Italia evidenzia come la popolazione sia aumentata rispetto al 2014 e come le prime riproduzioni osservate nelle aree periferiche dimostrino che l’espansione è realmente in corso.
L’associazione sottolinea però che la sfida si giocherà soprattutto fuori dalle aree protette, dove sarà necessario migliorare la convivenza tra uomo e orso, ridurre le cause di mortalità e proteggere i collegamenti ecologici tra i diversi territori.
Secondo il WWF, proprio da queste azioni dipenderà la possibilità di garantire un futuro stabile all’orso marsicano, considerato il plantigrado più raro d’Europa.
