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Caldo record in Europa, oltre 14mila morti in eccesso a giugno: i dati Paese per Paese

L’ondata di caldo estremo che tra la seconda metà di giugno e l’inizio di luglio ha investito l’Europa occidentale potrebbe aver provocato oltre 14mila morti in eccesso, diventando uno degli eventi climatici più letali degli ultimi anni nel continente.

È quanto emerge da un’analisi pubblicata da Politico, che ha incrociato i dati ufficiali preliminari sulla mortalità con le stime elaborate dai ricercatori nei sei Paesi europei maggiormente colpiti dalle temperature eccezionali.

L’afa record, che si è protratta dal 18 giugno al 1° luglio, ha fatto registrare valori ben oltre le medie stagionali in gran parte dell’Europa, con numerosi record di temperatura e condizioni che, secondo molti climatologi, sarebbero state estremamente improbabili senza il contributo del cambiamento climatico causato dalle attività umane.

Germania il Paese più colpito

Secondo i dati raccolti da Politico, il bilancio provvisorio dei decessi in eccesso mostra un impatto particolarmente pesante in Germania, seguita da Francia e Regno Unito.

Nel dettaglio:

  • Germania: circa 6.800 morti in eccesso
  • Regno Unito: circa 2.200 decessi attribuiti al caldo
  • Francia: circa 2.000 morti in eccesso
  • Belgio: 1.740 morti in eccesso
  • Spagna: 810 decessi legati al caldo
  • Paesi Bassi: 480 morti in eccesso

Complessivamente il bilancio supera le 14mila vittime, anche se i numeri potrebbero essere aggiornati con la pubblicazione dei dati definitivi.

Cosa significa “morti in eccesso”

Le cifre diffuse non rappresentano esclusivamente persone decedute per un colpo di calore.

Gli epidemiologi utilizzano infatti il concetto di mortalità in eccesso, cioè il numero di decessi registrati in un determinato periodo rispetto alla media degli anni precedenti.

Questo indicatore consente di misurare rapidamente l’impatto di eventi eccezionali, come le ondate di caldo, che possono aggravare patologie cardiovascolari, respiratorie e croniche, aumentando la mortalità anche senza che il caldo venga indicato direttamente come causa del decesso.

I dati di EuroMOMO

Un’ulteriore conferma arriva da EuroMOMO, il sistema europeo di monitoraggio della mortalità sostenuto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Secondo il monitoraggio, tra il 22 e il 28 giugno nei 27 Paesi partecipanti sono stati registrati 10.650 decessi in eccesso rispetto ai livelli attesi.

Anche in questo caso si tratta di dati preliminari, destinati a essere aggiornati con il consolidamento delle statistiche nazionali.

EuroMOMO ha evidenziato che gli incrementi più significativi della mortalità sono stati osservati soprattutto in Francia e Belgio, due dei Paesi maggiormente interessati dall’ondata di caldo.

“Non ci sono altre spiegazioni evidenti”

Per gli esperti il legame tra le temperature eccezionali e l’aumento della mortalità appare altamente plausibile.

“È molto probabile che questi dati siano principalmente collegati al caldo”, ha spiegato Lasse Skafte Vestergaard, dello Statens Serum Institut danese, che ospita il programma EuroMOMO.

Secondo il ricercatore, al momento non risultano altre emergenze sanitarie in grado di spiegare un aumento così marcato dei decessi.

“Le cifre sono davvero insolite per la loro entità”, ha dichiarato a Politico.

Il ruolo del cambiamento climatico

L’ondata di calore che ha investito l’Europa tra giugno e luglio è stata caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate, con valori superiori ai 40 gradi in diversi Paesi, dalla Spagna alla Francia fino all’Italia.

Secondo numerosi studi di attribuzione climatica pubblicati negli ultimi anni, il riscaldamento globale aumenta sia la probabilità sia l’intensità delle ondate di calore, rendendo eventi di questo tipo sempre più frequenti.

Le temperature elevate rappresentano uno dei rischi climatici più gravi per la salute pubblica, soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti affetti da malattie cardiovascolari o respiratorie.

Con l’arrivo di una nuova ondata di caldo sull’Europa, gli esperti invitano ancora una volta a seguire le indicazioni delle autorità sanitarie, limitando l’esposizione nelle ore più calde e prestando particolare attenzione alle categorie più vulnerabili.

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