L’Europa è ancora nella morsa del caldo africano. Dopo settimane di temperature eccezionali, una nuova fiammata dell’anticiclone subtropicale sta portando valori ben oltre la media stagionale in diversi Paesi, dalla Francia all’Italia. A Parigi i termometri hanno già superato i 40°C, mentre in Sardegna nei prossimi giorni sono attesi picchi fino a 44°C nelle zone interne.
Secondo le previsioni de iLMeteo.it, quella in corso è la terza grande ondata di calore dell’estate 2026, dopo quelle che avevano interessato l’Europa tra la fine di maggio e la metà di giugno. Il caldo intenso raggiungerà il suo apice tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio, quando l’aria rovente proveniente dal Nord Africa investirà gran parte del Mediterraneo.
Da Parigi alla Sardegna: l’Europa nella morsa del caldo africano
Il simbolo di questa fase estrema è proprio Parigi. Nel giorno in cui la Francia celebra la Presa della Bastiglia, la capitale francese si trova alle prese con un’altra “conquista”: quella del caldo.
Come spiega Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, Parigi ha già raggiunto temperature eccezionali, con una massima di 40,9°C registrata il 24 giugno, e anche in questi giorni i valori restano vicini alla soglia dei 40 gradi.
Un confronto con il passato rende ancora più evidente il cambiamento. Il 14 luglio 1789, giorno della Rivoluzione francese, le condizioni meteorologiche erano completamente diverse: grazie alle registrazioni attribuite a Thomas Jefferson sappiamo che a Parigi si registrarono circa 16°C al mattino e 22°C nel pomeriggio, con una giornata tipicamente fresca e instabile per il periodo.
Oggi lo scenario è radicalmente cambiato.
In Italia attesi 44°C in Sardegna: il picco tra giovedì e venerdì
La massa d’aria calda che sta interessando la Francia si sta spostando verso l’Italia, dove l’anticiclone africano sta già determinando temperature molto elevate.
Il caldo più intenso interesserà soprattutto il Centro-Sud e le isole maggiori. Durante il picco della nuova ondata sono previste queste temperature massime:
- Sardegna interna: fino a 44°C
- Oristano: 41°C
- Terni, Foggia e Caltanissetta: 40°C
- Firenze: 39°C
- Roma: 38°C
- Milano: 36°C
Particolarmente delicata la situazione nelle aree interne della Sardegna e della Sicilia, dove la combinazione tra temperature elevate, forte irraggiamento solare e scarsità di ventilazione potrà aumentare la percezione del caldo.
La sabbia del Sahara cambia il volto del cielo
A rendere ancora più particolare questa fase meteo sarà la presenza di una grande quantità di polvere sahariana in sospensione nell’atmosfera.
Il risultato sarà un cielo spesso lattiginoso, con tonalità giallastre e aranciate soprattutto all’alba e al tramonto. La sabbia del Sahara avrà però un effetto doppio.
Da una parte potrà attenuare leggermente il riscaldamento diurno, schermando una parte della radiazione solare e riducendo le temperature massime di circa un grado.
Dall’altra, però, potrà peggiorare la situazione durante la notte. Le particelle sospese favoriscono infatti il trattenimento del calore vicino al suolo, limitando la dispersione delle temperature e rendendo le notti ancora più afose.
Il risultato sarà un caldo meno intenso nelle ore centrali ma più persistente anche dopo il tramonto.
Weekend con temporali e possibile rinfrescata: ma il caldo non finisce
La prima pausa potrebbe arrivare nel fine settimana. I modelli meteorologici indicano infatti un temporaneo cedimento dell’alta pressione, con maggiore instabilità soprattutto dal Nord verso il Centro.
Il passaggio temporalesco potrebbe però essere accompagnato da fenomeni intensi, con rischio di nubifragi e grandinate, soprattutto sul Nord-Est e sulla Pianura Padana.
Le temperature potrebbero diminuire di circa 4-5 gradi, ma non si tratterebbe di un vero ritorno alla normalità estiva.
Dopo il calo, infatti, molte zone potrebbero restare comunque su valori intorno ai 33-34°C, quindi ancora superiori alla media.
In altre parole, la pausa dal caldo potrebbe essere solo temporanea.
Il rischio di una quarta ondata di caldo a fine luglio
Le tendenze a lungo termine indicano inoltre la possibilità di una nuova espansione dell’anticiclone africano intorno al 24 luglio, con il rischio di una quarta ondata di calore.
Si tratta di una previsione ancora da confermare, ma gli scenari elaborati dai modelli indicano la possibilità di temperature nuovamente molto elevate, potenzialmente superiori a quelle della fase attuale.
Il 2026 sta quindi mostrando una stagione estiva caratterizzata da una lunga sequenza di periodi molto caldi, interrotti soltanto da brevi fasi temporalesche.
Un’estate sempre più segnata dagli estremi climatici
Il dato che emerge non è soltanto quello dei picchi record, ma della durata delle fasi calde.
Temperature elevate per settimane consecutive modificano la percezione stessa dell’estate mediterranea, con periodi di caldo intenso che diventano sempre più frequenti e persistenti.
Dalle città alle campagne, dagli ecosistemi alla disponibilità d’acqua, gli effetti delle alte temperature si riflettono su molti settori della vita quotidiana.
La nuova ondata di caldo sarà quindi un altro banco di prova per l’Italia e per l’Europa, chiamate ancora una volta a gestire temperature sempre più lontane dalla normalità climatica del passato.
