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Autovelox, in vigore le nuove regole: requisiti di omologazione e la mappa dei 306 milioni incassati dai Comuni

La regolamentazione degli Autovelox, i sistemi di rilevamento della velocità in Italia, entra in una nuova fase. Il 12 luglio 2026 segna lo spartiacque definitivo per l’applicazione delle nuove misure varate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) in tema di omologazione e utilizzo dei dispositivi. La riforma interviene in un contesto di forte dibattito pubblico, alimentato contemporaneamente dalle analisi economiche del Codacons sul gettito fiscale delle sanzioni e dalle note di chiarimento dell’ADUC (Associazione Utenti Consumatori) sui requisiti tecnici necessari a rendere validi i verbali.

La sovrapposizione tra la nuova cornice normativa e i dati storici degli incassi comunali delinea uno scenario complesso, dove le esigenze di bilancio degli enti locali si scontrano con la richiesta di trasparenza e conformità tecnica avanzata dalle associazioni dei consumatori.

La rivoluzione tecnica: i nuovi standard di omologazione e privacy

La nota diffusa dall’ADUC evidenzia come le nuove norme definiscano uno standard qualitativo e tecnologico molto rigido per i dispositivi attivi a partire dal 12 luglio. Tali requisiti non si applicano retroattivamente, ma condizionano la validità di tutte le infrazioni rilevate da oggi in poi.

La presidenza dell’associazione riassume i parametri di affidabilità che gli apparecchi devono tassativamente rispettare:

  • Tutela della privacy: Obbligo di oscuramento dei volti dei soggetti terzi nelle immagini scattate frontalmente.
  • Margini di tolleranza ed errore: Il margine di errore tollerato è fissato a 3 km/h per velocità rilevate fino a 100 km/h; oltre tale soglia, la tolleranza applicata deve essere pari al 3% della velocità registrata.
  • Affidabilità di rilevamento: I dispositivi devono essere in grado di rilevare e classificare correttamente almeno il 90% dei veicoli transitanti.
  • Precisione complessiva: È richiesta una percentuale di corretta rilevazione della velocità pari al 95% (da cui deriva la tolleranza standard di 5 km/h), estesa anche alla capacità di acquisizione delle immagini e al riconoscimento ottico delle targhe.

Secondo i dati ministeriali riportati dall’associazione, su scala nazionale sono circa 3.150 gli apparecchi già dotati di queste caratteristiche strutturali. Per gli altri 850 dispositivi attualmente in funzione, i produttori dovranno invece avviare una specifica richiesta di omologazione del prototipo per poterne consentire l’utilizzo legittimo.

Il “tesoretto” delle multe: l’analisi dei proventi del Codacons

Parallelamente ai requisiti tecnici, l’indagine statistica del Codacons relativa al quinquennio 2021-2025 quantifica l’impatto economico degli autovelox sui bilanci municipali. Nelle sole 21 principali città italiane analizzate, i proventi complessivi hanno superato i 306,5 milioni di euro.

La mappa geografica degli incassi evidenzia profonde asimmetrie territoriali:

CittàProventi Totali 2021-2025Impatto Medio Pro-CapiteVariazione Trend 2025 vs 2021
Firenze86,1 milioni €235,5 € per residente+407%
Milano52,1 milioni €N.D.In linea con la media
Genova30,0 milioni €N.D.Stabile
Bologna29,9 milioni €N.D.Stabile
Roma25,4 milioni €N.D.Stabile
PotenzaN.D.224,0 € per residente+142%
Napoli59.713 €0,06 € per residenteMinimo storico
Aosta4.514 € (solo 2021)0,13 € per residenteMinimo storico

Il trend complessivo delle 21 grandi città evidenzia una crescita del 20,6% delle entrate nel 2025 rispetto al 2021. Se alcune realtà come Trento (+269%) e la stessa Firenze hanno registrato forti incrementi, altre aree mostrano una contrazione radicale dell’uso dei dispositivi, con flessioni nette a Trieste (-98%), Bolzano (-90%) e Torino (-72%).

Il dibattito: sicurezza stradale, sanzioni e investimenti

La questione dell’utilizzo dei rilevatori di velocità divide le posizioni sul campo, sollevando interrogativi sulla reale efficacia dei sistemi di controllo rispetto alla prevenzione degli incidenti.

L’ADUC, per bocca del suo presidente Vincenzo Donvito Maxia, sottolinea come il superamento dei limiti di velocità rappresenti indubbiamente uno dei principali problemi per la sicurezza stradale, rendendo legittima la presenza degli autovelox. Tuttavia, l’associazione evidenzia che la validità di questi strumenti è subordinata al pieno rispetto delle leggi, evitando che si trasformino in espedienti per generare entrate a scapito dei cittadini. L’associazione rileva, inoltre, come molte amministrazioni locali utilizzino i rilevatori come paravento per “lavarsi la coscienza” di fronte a carenze strutturali e alla mancanza di investimenti governativi e locali per la messa in sicurezza fisica delle strade.

Sul fronte opposto, i sostenitori delle sanzioni elettroniche e molti amministratori locali ribadiscono che l’autovelox resta lo strumento più efficace e immediato per ridurre la velocità nei punti critici. I proventi derivanti dalle multe, ricordano le municipalità, concorrono per legge al finanziamento della manutenzione stradale e della segnaletica, rappresentando una risorsa fondamentale per la sicurezza collettiva delle aree urbane ed extraurbane.

Come verificare la regolarità del verbale: la checklist per il lettore

Per i cittadini che hanno ricevuto una sanzione a partire dal 12 luglio, la regolarità del verbale deve essere verificata analizzando cinque elementi chiave indicati nel documento di contestazione.

1.Controlla il giorno dell’infrazione:Fase 1: Verifica della data.

Accertati che l’infrazione sia stata rilevata a partire dal 12 luglio 2026. Le nuove regole restrittive sull’omologazione tecnica si applicano esclusivamente ai verbali registrati da questa data in poi.

2.Verifica l’oscuramento dei volti:Fase 2: Esame della Privacy.

In caso di foto scattata frontalmente, controlla che i volti delle persone a bordo (conducente e passeggeri) siano stati opportunamente oscurati direttamente dal sistema prima dell’invio. La mancata protezione dei dati sensibili costituisce una violazione delle norme d’uso.

3.Verifica lo stato del dispositivo:Fase 3: Controllo dell’Omologazione.

Il verbale deve riportare gli estremi del decreto di omologazione ministeriale del modello specifico. Verifica se l’apparecchio rientra tra i circa 3.150 già omologati o se fa parte degli 850 prototipi ancora in attesa di certificazione ufficiale.

4.Analizza il margine di errore applicato:Fase 4: Calcolo delle tolleranze.

Verifica che sia stata applicata la tolleranza corretta: riduzione fissa di 3 km/h per velocità rilevate fino a 100 km/h, oppure riduzione percentuale del 3% per velocità superiori. Un calcolo errato invalida la quantificazione dell’infrazione.

5.Controlla il posizionamento del cartello:Fase 5: Distanze e segnaletica.

Accertati che la presenza dell’autovelox fosse preannunciata da cartelli visibili alle distanze regolamentari (almeno 1 chilometro fuori città) e che fosse rispettata la distanza minima di legge tra un dispositivo e l’altro.

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