L’Italia si prepara ad affrontare una nuova fase di caldo intenso. Secondo le previsioni meteo, la terza ondata di calore dell’estate potrebbe interessare gran parte della Penisola almeno fino al 20 luglio, con temperature che raggiungeranno 41 °C al Sud, punte di 43 °C in Sardegna e Sicilia e valori prossimi ai 40 °C nelle regioni del Centro. A rendere la situazione ancora più difficile saranno anche le cosiddette notti tropicali, quando il termometro non scende sotto i 25 gradi e, anche in tarda serata, resta vicino ai 30 °C.
In queste condizioni aumenta il rischio di disidratazione, soprattutto per bambini, anziani, persone con malattie croniche e lavoratori esposti al sole. Ma anche chi gode di buona salute può sottovalutare il problema. Un’indagine del Centro Studi Pool Pharma, condotta su un campione di 350 adulti, suggerisce infatti che molte persone non assumono liquidi a sufficienza e continuano ad adottare abitudini che possono favorire la perdita di acqua e sali minerali.
Perché il caldo aumenta il rischio di disidratazione
Quando le temperature sono molto elevate, l’organismo attiva diversi meccanismi per mantenere costante la temperatura corporea. Il principale è la sudorazione: evaporando dalla pelle, il sudore disperde il calore in eccesso.
Questo processo, però, comporta una perdita continua di acqua ed elettroliti come sodio, potassio e magnesio. Se tali perdite non vengono compensate con un’adeguata idratazione, possono comparire sintomi come sete intensa, debolezza, stanchezza, mal di testa, crampi muscolari, capogiri e, nei casi più gravi, colpo di calore.
Anche il cervello risente della disidratazione. Studi scientifici hanno dimostrato che una riduzione anche modesta dei liquidi corporei può compromettere concentrazione, memoria, tempi di reazione e umore.
Quanta acqua bisogna bere davvero?
Non esiste una quantità valida per tutti. Il fabbisogno varia in base a età, peso, attività fisica e condizioni climatiche.
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda, come riferimento generale, un’assunzione di circa 35 millilitri di acqua per ogni chilogrammo di peso corporeo. Per una persona di 70 chilogrammi significa circa 2,5 litri di acqua al giorno, una quantità che durante le ondate di caldo può aumentare in funzione della sudorazione e dell’attività svolta.
Per questo motivo gli esperti consigliano di bere frequentemente durante tutta la giornata, senza aspettare di avvertire lo stimolo della sete, che rappresenta già un primo segnale di disidratazione.
L’indagine: molti bevono meno del necessario
Secondo l’indagine del Centro Studi Pool Pharma, soltanto il 20% del campione, prevalentemente composto da donne, dichiara di raggiungere la quantità di acqua consigliata durante la giornata.
Un altro 25% riferisce di bere circa due litri al giorno, mentre il 15% si ferma a un litro. Il restante 40% afferma di non controllare affatto quanta acqua assume quotidianamente.
Pur trattandosi di un’indagine su un campione limitato e non rappresentativa dell’intera popolazione italiana, i risultati evidenziano una tendenza che gli esperti osservano frequentemente durante i periodi di caldo intenso: molte persone sottovalutano l’importanza di mantenere un corretto equilibrio idrico.
Alcol e bibite zuccherate non sostituiscono l’acqua
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine riguarda le bevande consumate durante l’estate.
Il 55% degli intervistati dichiara di ricorrere abitualmente a bibite zuccherate per cercare di dissetarsi, mentre una persona su tre non rinuncia ad aperitivi, vino, birra o superalcolici.
Queste scelte, però, non favoriscono una corretta idratazione.
Le bevande alcoliche hanno infatti un effetto diuretico, cioè aumentano l’eliminazione dei liquidi attraverso le urine, contribuendo ad accentuare la perdita di acqua. Anche le bibite ricche di zuccheri possono risultare meno efficaci dell’acqua nel ripristinare rapidamente l’equilibrio idrico, soprattutto se consumate in grandi quantità.
Gli errori più comuni a tavola
L’indagine evidenzia anche alcune abitudini alimentari che possono rendere più difficile affrontare il caldo.
Tra queste spicca il frequente consumo di salumi e carni processate. L’83% del campione dichiara infatti di consumare almeno quattro volte alla settimana panini o toast farciti con prosciutto, salame o mortadella, alimenti caratterizzati da un elevato contenuto di sale.
Anche snack salati come patatine, noccioline e salatini vengono spesso associati a bibite zuccherate o bevande alcoliche, una combinazione che può aumentare il fabbisogno di liquidi.
Il sodio contenuto negli alimenti salati richiede infatti una maggiore disponibilità di acqua per mantenere l’equilibrio dell’organismo.
Frutta e verdura aiutano davvero?
Una corretta alimentazione rappresenta un alleato importante durante le ondate di calore.
L’OMS raccomanda agli adulti di consumare almeno 400 grammi di frutta e verdura al giorno, alimenti ricchi non solo di acqua ma anche di vitamine, fibre e sali minerali.
Nell’indagine, tuttavia, quasi la metà degli intervistati afferma di consumare mediamente una sola porzione di frutta al giorno, mentre poco più della metà dichiara di mangiare regolarmente verdure.
Alimenti come anguria, melone, pesche, albicocche, cetrioli, zucchine, pomodori e lattuga possono contribuire ad aumentare l’apporto complessivo di liquidi, pur non sostituendo l’acqua.
Attenzione anche ai sali minerali
Con la sudorazione si perdono anche minerali fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo, tra cui sodio, potassio e magnesio.
Legumi, patate, frutta fresca e verdure rappresentano fonti naturali di questi nutrienti e possono aiutare a mantenere l’equilibrio elettrolitico durante l’estate.
L’eventuale utilizzo di integratori salini dovrebbe essere valutato caso per caso e, soprattutto per le persone con patologie croniche, su indicazione del medico o del farmacista.
Come prevenire la disidratazione durante le ondate di calore
Per affrontare le giornate più calde gli esperti consigliano di adottare alcune semplici precauzioni:
- bere acqua regolarmente durante tutta la giornata, anche in assenza di sete;
- limitare il consumo di alcolici, soprattutto nelle ore più calde;
- preferire pasti leggeri ricchi di frutta e verdura di stagione;
- evitare un eccesso di alimenti molto salati;
- restare in ambienti freschi durante le ore centrali della giornata;
- indossare abiti leggeri e traspiranti;
- prestare particolare attenzione a bambini, anziani e persone fragili.
Quando preoccuparsi
Se la disidratazione diventa importante possono comparire sintomi come confusione mentale, tachicardia, pressione bassa, riduzione della sudorazione, pelle molto secca o perdita di coscienza.
In questi casi è necessario rivolgersi tempestivamente a un medico o ai servizi di emergenza, perché il colpo di calore rappresenta una condizione potenzialmente grave che richiede un trattamento immediato.
Con le temperature previste nei prossimi giorni, mantenere una corretta idratazione e adottare comportamenti adeguati può fare la differenza non solo per affrontare meglio il caldo, ma anche per prevenire complicanze che, soprattutto nelle persone più vulnerabili, possono avere conseguenze importanti.
