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Il mare fa davvero bene alle ossa? I medici fanno chiarezza

C’è una frase che ogni estate rimbalza tra gli ombrelloni di tutta Italia, tramandata come un dogma indiscutibile: «Approfittane, che il mare fa bene alle ossa». Ma è davvero così o siamo di fronte all’ennesima credenza popolare?

La risposta breve è sì, il mare fa bene allo scheletro, ma non per i motivi che quasi tutti immaginano. Non c’è nessuno “iodio magico” che si respira nell’aria in grado di riparare le articolazioni, né il sale marino penetra attraverso i pori della pelle per curare l’artrosi.

Per fare chiarezza e difendere i lettori dalle fake news estive, la risposta definitiva arriva direttamente dalla rubrica ufficiale della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) «Dottore, ma è vero che…?» (DMCEV).

Il Verdetto Scientifico dei Medici (FNOMCeO): “Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino un beneficio diretto del clima marino o dell’acqua di mare sulle malattie ossee attraverso l’assorbimento cutaneo di minerali. I veri vantaggi del soggiorno marittimo sullo scheletro e sulle articolazioni sono indiretti, legati principalmente all’esposizione alla luce solare, che stimola la sintesi della Vitamina D, e al movimento in acqua.”

Il segreto è nel sole (e nella Vitamina D)

Il primo vero alleato delle nostre ossa in spiaggia è il sole. La luce solare è il motore principale che permette al nostro corpo di produrre la Vitamina D, una molecola fondamentale che funziona come un “cemento” per lo scheletro.

Senza una quantità adeguata di Vitamina D, il calcio che assumiamo attraverso i cibi non potrebbe essere assorbito dall’intestino e fissato nelle ossa. Bastano appena 15-20 minuti al giorno di esposizione diretta su braccia, gambe e viso per garantire al corpo la sua dose quotidiana, aiutando a prevenire e contrastare l’osteoporosi.

Il movimento in acqua: la terapia a gravità zero

Il secondo fattore terapeutico è l’attività fisica facilitata dall’acqua di mare. Quando ci immergiamo fino alla vita, l’acqua sostiene circa il 90% del nostro peso corporeo.

Questo fenomeno, noto come scarico ponderale, permette di fare ginnastica, camminare e nuotare riducendo a zero l’impatto traumatico sulle articolazioni. È la condizione ideale per chi soffre di artrosi cronica o deve fare riabilitazione post-traumatica: i muscoli lavorano contro la resistenza dell’acqua, rinforzandosi, mentre le cartilagini delle ginocchia e delle anche non subiscono lo stress del peso corporeo.

Mito vs Realtà: Cosa dice la scienza

Per aiutare i lettori a orientarsi tra i consigli della nonna e le evidenze cliniche, ecco lo specchietto riassuntivo basato sulle indicazioni dei medici:

Attenzione alle ore centrali e alle scottature

I medici della Federazione raccomandano di evitare l’esposizione solare nelle ore centrali della giornata (dalle 11:00 alle 16:00), specialmente per anziani e bambini. I raggi ultravioletti troppo aggressivi accelerano l’invecchiamento della pelle e aumentano il rischio di patologie oncologiche dermatologiche, senza aggiungere alcun beneficio extra per le ossa.

L’applicazione di creme solari protettive è considerata obbligatoria: sebbene i filtri riducano in parte la velocità di sintesi della Vitamina D, una permanenza sicura all’aria aperta compensa ampiamente il taglio, proteggendo la salute complessiva del corpo.

L’ARTICOLO COMPLETO A CURA DI BENEDETTA FERRUCCI PER LA RURBRICA “DOTTORE MA E’ VERO CHE…”

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