La prima fase del monitoraggio scientifico sui ghiacciai della Valle d’Aosta si chiude con un bilancio termico e di precipitazioni fortemente altalenante, evidenziando una preoccupante contrazione degli apporti nevosi in quota. Le rilevazioni sul campo, concluse a fine maggio 2026, mostrano una marcata spaccatura tra i due siti pilota della regione: se il ghiacciaio del Timorion registra un deficit idrico significativo rispetto alla media storica degli ultimi vent’anni, il ghiacciaio del Rutor mostra una maggiore resilienza d’accumulo, pur rimanendo al di sotto delle performance delle ultime tre stagioni invernali. I dati, fondamentali per mappare la salute delle riserve idriche regionali prima dell’inizio della fusione estiva, sono stati elaborati integrando le storiche misurazioni manuali con rilievi tecnologici d’avanguardia.
La svolta tecnologica: droni e sensori LiDAR per mappare la neve
La vera rivoluzione della campagna di monitoraggio 2026 è rappresentata dall’introduzione su larga scala del sistema LiDAR (Light Detection and Ranging) imbarcato su piattaforma UAV (drone). Questa tecnologia emette impulsi laser ad altissima frequenza verso il suolo, calcolando il tempo di ritorno del segnale per generare modelli digitali tridimensionali della superficie con precisione centimetrica.
Il confronto matematico tra il modello 3D del manto nevoso attuale e la superficie rocciosa o ghiacciata rilevata a fine estate permette di superare i limiti dei vecchi campionamenti puntuali. I droni hanno permesso di intercettare le repentine variazioni di spessore causate dal vento e dalla morfologia del ghiaccio sottostante, azzerando al contempo i rischi per gli operatori a terra, che hanno potuto mappare aree inaccessibili e crepacciate in totale sicurezza.
Focus Ghiacciaio del Timorion: accumuli sotto la media storica
I rilievi effettuati in Valsavarenche descrivono uno scenario critico. Dopo l’inverno eccezionale del 2023-2024 e una stagione 2024-2025 rimasta perfettamente in linea con le medie, l’inverno 2025-2026 fa segnare una marcata flessione, portando l’accumulo sensibilmente al di sotto della media storica di lungo periodo (2001-2026).
La scansione laser ha coperto il 100% della superficie, restituendo una fotografia dettagliata del deficit:
- Spessori misurati: Il manto oscilla tra i 230 e i 400 cm nelle zone di accumulo eolico superiori (circa 3.400 metri di quota), per poi scendere bruscamente tra i 130 e i 230 cm nei settori inferiori (3.250 metri).
- Densità e SWE: Le trincee nivologiche di validazione hanno registrato una densità media del manto di 365 kg/m³. Il dato finale si traduce in un accumulo medio specifico di 751 mm di equivalente in acqua (Snow Water Equivalent – SWE), un valore insufficiente a garantire una protezione duratura del ghiaccio perenne durante i mesi estivi.

Focus Ghiacciaio del Rutor: tenuta parziale e sicurezza operativa
Discorso differente per il ghiacciaio del Rutor (La Thuile) dove, a causa della vasta estensione areale (circa 7 kmq), il drone LiDAR ha coperto l’83% della superficie complessiva. Le operazioni, condotte in sinergia con il personale del Servizio Meteomont del Centro Addestramento Alpino dell’Esercito Italiano, hanno confermato un accumulo nevoso al di sopra della media del periodo di riferimento ventennale (2005-2026), sebbene inferiore rispetto ai tre inverni precedenti.
I profili stratigrafici descrivono una struttura del manto nevoso più solida:
- Settori superiori (3.250 – 3.350 m s.l.m.): Spessori compresi tra i 300 e i 320 cm, con densità medie rispettivamente di 442 e 411 kg/m³.
- Settore inferiore: Lo spessore medio si attesta a 250 cm, ma con una densità strutturale più elevata, pari a 483 kg/m³.
- SWE Complessivo: L’elaborazione finale ha evidenziato un valore medio specifico di 1.580 mm di equivalente in acqua, un cuscinetto nevoso importante ma che dovrà fare i conti con le anomalie termiche estive.
La campagna nivologica invernale si dichiara conclusa: la parola passa ora ai monitoraggi di fine estate, quando i tecnici quantificheranno i tassi di fusione reali per stabilire il bilancio di massa definitivo del 2026.
Indicatori Glaciologici: Timorion vs Rutor
I dati di chiusura della stagione invernale evidenziano la forte variabilità microclimatica della regione e l’impatto differenziato delle precipitazioni sulle serie storiche ventennali:
