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Peste suina e salumi Dop: perché un solo caso a Cuneo fa tremare una filiera da 11 miliardi

Il controllo delle malattie infettive negli allevamenti non è solo una questione di sanità animale, ma un pilastro fondamentale per difendere l’economia del Paese, l’identità del Made in Italy e i prezzi dei prodotti che mettiamo in tavola ogni giorno. Durante il Question time al Senato, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha presentato i nuovi dati ufficiali sul contrasto alla peste suina africana (Psa) in Italia, evidenziando un risultato straordinario: i focolai attivi sul territorio nazionale sono crollati dai 31 registrati nel 2024 a un unico focolaio nel 2026, grazie a un lavoro di monitoraggio capillare e costante. L’attenzione delle istituzioni e dei produttori si è spostata però immediatamente in Piemonte, nella provincia di Cuneo, dove il recente riscontro di un cinghiale positivo al virus ha fatto scattare un piano d’emergenza locale per proteggere gli allevamenti intensivi.

Cani molecolari e autostrade sbarrate: il piano a Cuneo

Ma come si ferma un virus che viaggia nella fauna selvatica? Il ministero della Salute e il commissario straordinario hanno strutturato una strategia mirata che affronta il problema combinando tecnologia biologica e contenimento territoriale:

  • Cani molecolari sul campo: È stata attivata una collaborazione con l’Enci per utilizzare cani addestrati nel rilevare le carcasse di cinghiale nei boschi. Trovare subito gli animali morti permette di capire in anticipo dove sta circolando il virus nella fauna selvatica.
  • Blocco dei corridoi biologici: Sono stati sigillati i varchi critici lungo l’autostrada Asti-Cuneo, una delle principali “autostrade” usate dai cinghiali per spostarsi sul territorio.
  • Fondi e biosicurezza: Il governo ha stanziato un milione di euro alle Regioni per aumentare il depopolamento dei cinghiali selvatici e ha incrementato la sorveglianza sanitaria all’interno delle strutture di allevamento.

Cosa rischiamo? I numeri di una filiera da 11 miliardi di euro

Il ministro Schillaci ha ricordato che la peste suina africana rappresenta una minaccia diretta alla sovranità alimentare e all’economia nazionale, toccando i simboli della salumeria italiana nel mondo, come i prosciutti e i salami Dop e Igp. I numeri del comparto suinicolo italiano sono imponenti e spiegano l’alto livello di allarme:

  • 8 milioni di capi allevati in Italia.
  • Quasi 23mila allevamenti attivi sul territorio nazionale.
  • Un valore economico di 3 miliardi di euro per la fase agricola e ben 8 miliardi di euro per la fase industriale di trasformazione.

Per sostenere il settore, il ministero dell’Agricoltura ha già erogato 25 milioni di euro nel corso del 2025 per coprire i danni indiretti subiti dalle aziende e ha chiesto l’intervento della Commissione europea per attivare misure straordinarie di supporto economico.

L’atto d’accusa di Coldiretti: “Pochi abbattimenti e rincari in arrivo”

Di contro, la risposta dei produttori sul territorio è di forte preoccupazione. Coldiretti Piemonte ha lanciato un duro monito, evidenziando che l’arrivo del caldo estivo rischia di favorire una recrudescenza del virus. Secondo l’associazione, la proliferazione incontrollata dei cinghiali è il pericolo numero uno per la biosicurezza degli allevamenti e la tenuta economica delle aziende.

Il nodo centrale della critica riguarda il forte ritardo nei piani di contenimento della fauna selvatica: nell’ultimo anno in Piemonte si sono registrati poco più di 27mila abbattimenti di cinghiali, a fronte di un obiettivo regionale fissato a 41mila capi. Questo scostamento mette a rischio un ecosistema produttivo piemontese composto da 3mila aziende, 1 milione e 200mila capi e un fatturato di 400 milioni di euro, strettamente legato ai circuiti di tutela del Prosciutto di Parma e del San Daniele. I vertici della confederazione hanno infine avvertito che, in un mercato già sotto pressione per i rincari dei costi di produzione causati dalle tensioni geopolitiche internazionali, è indispensabile vigilare per evitare che si verifichino speculazioni commerciali sui prezzi lungo la filiera agroalimentare.

Dossier Sanitario I Dati Ufficiali e le Misure del Governo I Rilievi e le Richieste di Coldiretti
Focolai in Italia Crollo verticale sul territorio nazionale: passati da 31 (2024) a 1 solo caso attivo (2026). Rischio di recrudescenza dovuto al caldo.
Emergenza Cinghiali Schierati i cani molecolari dell’Enci a Cuneo; bloccati i varchi dell’autostrada Asti-Cuneo; 1 milione alle Regioni. Ritardo sui target: solo 27mila cinghiali abbattuti rispetto ai 41mila previsti.
Impatto Economico Filiera nazionale da 11 miliardi di euro (3 agricoli, 8 industriali). Tutela delle produzioni Dop e Igp. In Piemonte a rischio 3mila aziende (400 milioni di fatturato) collegate a Parma e San Daniele.
Fondi e Mercati Stanziati 25 milioni di euro nel 2025 per danni indiretti; richiesto il supporto d’emergenza all’UE. Allarme speculazioni sui prezzi lungo la filiera a causa dell’esplosione dei costi.

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