Nel pomeriggio di venerdì 28 agosto, poco dopo le 16, una tromba d’aria accompagnata da una violenta grandinata si è abbattuta su Cremona e parte della provincia. Il fenomeno è durato pochi minuti, ma è bastato a lasciare dietro di sé danni diffusi in tutta la città: alberi sradicati, tetti scoperchiati, sottopassi allagati e centinaia di automobili danneggiate dai chicchi di grandine, descritti da diversi testimoni come grandi quanto noci o palline da golf.
Il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, ha definito questo nubifragio “molto più violento” di uno analogo verificatosi circa un mese prima, sottolineando come questa volta i danni abbiano interessato in modo diretto anche gli edifici, e non solo alberi e rami caduti.
Danni ai simboli della città
L’aspetto più significativo dell’evento riguarda i danni riportati da due degli edifici storici più rappresentativi di Cremona. La furia del vento ha causato il crollo della copertura di una guglia della Cattedrale, mentre nel vicino Palazzo comunale ha ceduto il tetto della torre civica, l’unica testimonianza ancora esistente dell’antico palazzo comunale della città, precedente all’edificio attuale, costruito nel 1206.
Danni si sono registrati anche a numerose abitazioni private, oltre agli alberi abbattuti in diverse zone della città e della provincia, alcuni dei quali caduti su strade, automobili e linee elettriche. La circolazione ferroviaria nella stazione di Cremona è rimasta sospesa per i danni causati dal maltempo, con ripercussioni sulle linee per Milano e Treviglio, mentre diverse strade provinciali sono rimaste temporaneamente interrotte per la caduta di alberi di grandi dimensioni.
Una tromba d’aria si forma quando, all’interno di un temporale molto intenso, una colonna d’aria inizia a ruotare rapidamente su se stessa fino a toccare il suolo. A differenza dei tornado più noti delle grandi pianure americane, le trombe d’aria italiane sono generalmente meno estese e di minore intensità, ma possono comunque generare raffiche di vento sufficienti a scoperchiare tetti, abbattere alberi secolari e danneggiare strutture anche solide, come dimostrano i danni riportati dagli edifici storici di Cremona.
Il bilancio in Pronto Soccorso: 43 persone soccorse, nessuna grave
Sul fronte sanitario, l’ASST di Cremona ha reso noto che sono state 43 le persone giunte al Pronto Soccorso dell’ospedale cittadino in un arco di tempo molto ristretto, subito dopo il passaggio del temporale. Nessuna delle persone soccorse era in gravi condizioni e non si sono registrati codici rossi.
“Abbiamo trattato soprattutto traumi, provocati da cadute o dal tentativo di trovare riparo dalla grandine, in particolare alla testa e alle mani. In quattro casi sono state riscontrate fratture di femore”, ha spiegato Enrico Storti, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’ASST di Cremona. Per far fronte all’afflusso concentrato di pazienti, la struttura ha potenziato nell’immediato i turni medici e infermieristici in Pronto Soccorso e in Radiologia, per rispondere rapidamente alle necessità diagnostiche legate ai traumi.
- 43 persone soccorse al Pronto Soccorso in un arco di tempo ristretto
- Nessun codice rosso, nessun ferito grave
- 4 fratture di femore accertate
- Traumi prevalenti: cadute e impatti alla testa e alle mani durante il tentativo di ripararsi dalla grandine
- 1 persona rimasta in osservazione, 4 in attesa di ricovero
La normalità è tornata in ospedale, ma la conta dei danni continua
Secondo quanto riferito da Francesca Co’, direttore del Pronto Soccorso di Cremona, già nella mattinata di sabato la situazione in ospedale era tornata alla normalità: la maggior parte delle persone soccorse è stata dimessa, una è rimasta in osservazione, mentre quattro pazienti con traumi più seri necessitano di ricovero. Anche la struttura ospedaliera è stata interessata dal maltempo, ma senza riportare danni di rilievo.
“Ci siamo trovati a gestire quasi contemporaneamente l’arrivo di oltre quaranta persone e il sistema dell’emergenza-urgenza ha risposto con tempestività”, ha dichiarato Ezio Belleri, direttore generale dell’ASST di Cremona, ringraziando il personale sanitario, gli operatori di AREU e le Forze dell’Ordine intervenute a supporto. Belleri ha inoltre sottolineato la portata dei danni materiali in città, che hanno interessato abitazioni, strutture pubbliche e luoghi simbolo come la Cattedrale e il Palazzo comunale, rivolgendo un pensiero a chi, nelle ore successive, è rimasto impegnato nella messa in sicurezza degli edifici danneggiati.
- In caso di grandinata improvvisa, ripara la testa con le braccia o con qualsiasi oggetto rigido a disposizione, evitando di correre a mani nude verso un riparo se i chicchi sono di grandi dimensioni
- Se sei in auto durante una grandinata forte, resta all’interno del veicolo con i finestrini chiusi: è più sicuro che tentare di raggiungere un riparo a piedi
- Evita di sostare o transitare vicino ad alberi di grandi dimensioni durante temporali con forti raffiche di vento
- Se possiedi un’auto danneggiata dalla grandine o un’abitazione con danni strutturali, documenta i danni con fotografie prima di procedere con eventuali richieste assicurative
- Se lavori nel settore agricolo in zone colpite da grandinate estese, contatta tempestivamente le associazioni di categoria per le procedure di segnalazione danni
Un episodio nel quadro del maltempo su tutto il Nord
L’evento di Cremona si inserisce in una più ampia fase di instabilità che nella stessa giornata ha colpito diverse zone del Nord Italia. Grandine di grosse dimensioni è stata segnalata anche nel Bresciano, dove a Castrezzato un palazzo ha riportato danni alla facciata, e nell’Oltrepò Pavese, dove i chicchi hanno colpito anche i vigneti non ancora vendemmiati, spingendo Coldiretti Pavia ad avviare le prime verifiche sui danni alle coltivazioni. Un quadro che conferma come, in questa fase dell’estate, il contrasto tra l’aria ancora molto calda e le prime infiltrazioni più fresche continui a generare fenomeni localmente molto intensi, capaci di provocare danni ingenti in pochissimi minuti.
