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Pesticidi, 400 milioni di avvelenamenti ogni anno: «L’Ue non indebolisca le regole»

Un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Public Health stima tra 402 e 433 milioni di casi di avvelenamento acuto non intenzionale ogni anno nel mondo, con circa 11 mila morti. Gli ambientalisti contestano il nuovo “Food and Feed Safety Omnibus” dell’Ue: tra le misure contestate anche l’ipotesi di autorizzazioni senza scadenza per molti pesticidi

Ci sono centinaia di milioni di persone esposte ogni anno a un rischio acuto legato ai pesticidi. È la fotografia contenuta in una nuova revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Public Health, secondo cui nel mondo si verificano ogni anno tra 402 e 433 milioni di casi di avvelenamento acuto non intenzionale da pesticidi, con circa 11 mila decessi. La stima riguarda soprattutto esposizioni professionali e colpisce in modo particolare gli agricoltori.

Lo studio arriva mentre a Bruxelles è in corso il confronto sul Food and Feed Safety Simplification Omnibus, il pacchetto legislativo presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025 con l’obiettivo dichiarato di semplificare le norme sulla sicurezza alimentare e dei mangimi. La proposta interviene anche sulle regole relative ai prodotti fitosanitari e ai pesticidi ed è attualmente all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio.

Per Greenpeace, Lipu e WWF Italia, che contestano l’impostazione della riforma, il nuovo studio rappresenta un ulteriore motivo per non allentare le garanzie europee sulla sicurezza dei pesticidi.

Quasi un agricoltore su due esposto ogni anno

La cifra più impressionante dello studio riguarda proprio il mondo agricolo.

Gli autori hanno analizzato dati provenienti da 139 Paesi, combinando 214 pubblicazioni relative al periodo 2006-2023 con i dati della banca dati sulla mortalità dell’Organizzazione mondiale della sanità. Dall’analisi emerge una stima di circa 369.632 casi annuali documentati nei lavori considerati, che, attraverso le successive estrapolazioni, porta alla stima globale di 402-433 milioni di casi.

Considerando una popolazione agricola mondiale di circa 934 milioni di persone, gli autori stimano che il 46% degli agricoltori possa essere vittima di un avvelenamento da pesticidi ogni anno.

La maggior parte dei casi non è mortale. Ed è proprio questo uno degli elementi che, secondo i ricercatori, è stato sottovalutato nelle precedenti valutazioni del problema: l’attenzione si è concentrata soprattutto sui decessi, mentre il peso delle intossicazioni non fatali resta enorme.

Le regioni con il maggior numero stimato di casi sono l’Asia meridionale, seguita dall’Asia sud-orientale e dall’Africa orientale.

Cosa dice il nuovo studio sui pesticidi

La ricerca non si limita a fotografare il numero delle intossicazioni, ma aggiorna una precedente revisione sistematica sul fenomeno dell’avvelenamento acuto da pesticidi.

Gli autori sottolineano che i risultati confermano che l’avvelenamento acuto da pesticidi rappresenta ancora una rilevante questione di salute pubblica globale, nonostante le misure adottate negli ultimi decenni per ridurre l’esposizione.

Secondo gli studiosi, una delle risposte più efficaci sarebbe la progressiva eliminazione dei pesticidi altamente pericolosi, in linea con la raccomandazione della FAO di eliminare gradualmente gli highly hazardous pesticides (HHPs).

Il tema riguarda quindi non soltanto la sicurezza dei lavoratori agricoli, ma anche le politiche di autorizzazione delle sostanze chimiche e la capacità dei sistemi regolatori di intervenire quando emergono nuove evidenze sui loro rischi.

L’Omnibus Ue cambia le regole sui pesticidi

È proprio questo il punto su cui si concentra la battaglia politica a Bruxelles.

La proposta della Commissione europea prevede di modificare il sistema previsto dal regolamento europeo sui prodotti fitosanitari. Oggi le sostanze attive vengono autorizzate per periodi limitati e sottoposte a procedure di rinnovo. Il progetto dell’Omnibus sposterebbe invece il sistema verso autorizzazioni senza una durata prefissata per la maggior parte delle sostanze, mantenendo valutazioni periodiche mirate per quelle considerate maggiormente problematiche.

È una delle modifiche più contestate dalle organizzazioni ambientaliste.

Secondo PAN Europe, un’analisi condotta da Générations Futures ha individuato 49 pesticidi sintetici che potrebbero ottenere automaticamente un’autorizzazione senza scadenza qualora la proposta entrasse in vigore dal 1° gennaio 2027. Nell’elenco figurano anche sostanze come glifosato e acetamiprid. Si tratta però di una stima elaborata dalle organizzazioni sulla base del testo della proposta e non di un elenco ufficiale della Commissione.

La Commissione, dal canto suo, presenta la modifica come uno spostamento da un sistema di rinnovi sistematici a uno di rinnovi mirati, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi e concentrare le risorse sulle sostanze che presentano maggiori criticità.

Il nodo delle nuove evidenze scientifiche

Un’altra questione riguarda il modo in cui le nuove evidenze scientifiche vengono utilizzate nelle procedure di valutazione.

Le organizzazioni ambientaliste sostengono che la proposta potrebbe rendere più difficile intervenire tempestivamente quando emergono nuovi studi sui rischi di una sostanza già autorizzata.

Il problema, sostengono, è particolarmente rilevante per pesticidi che possono rimanere sul mercato per periodi molto lunghi mentre la letteratura scientifica continua ad accumulare nuove informazioni sui loro effetti.

PAN Europe contesta inoltre la proposta di estendere fino a tre anni alcuni periodi di tolleranza per sostanze la cui autorizzazione sia stata ritirata e segnala il rischio di un ricorso più ampio alle deroghe per determinate sostanze.

Anche la nuova definizione di “biocontrollo” e l’apertura a un utilizzo più esteso dei droni per l’applicazione dei prodotti fitosanitari sono tra gli aspetti criticati dalle associazioni ambientaliste.

Il confronto è entrato nel Parlamento europeo

Il confronto politico è entrato in una fase decisiva.

Il 2 settembre 2026 le commissioni ENVI, Ambiente, clima e sicurezza alimentare, e AGRI, Agricoltura e sviluppo rurale, del Parlamento europeo hanno organizzato un’audizione pubblica congiunta dedicata proprio alla semplificazione delle norme europee sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi.

Il dossier fa parte dell’Omnibus X, presentato dalla Commissione nel dicembre 2025. Il Consiglio ha già raggiunto una propria posizione su una parte del pacchetto, compresi gli interventi sulle norme relative all’uso sostenibile dei pesticidi, e il negoziato con il Parlamento è destinato a proseguire.

Per le associazioni ambientaliste, il rischio è che la ricerca di una maggiore semplificazione amministrativa finisca per ridurre il livello di tutela raggiunto dall’Unione europea.

La partita dopo il ritiro della legge sui pesticidi

Il confronto sull’Omnibus arriva dopo il fallimento della Sustainable Use Regulation (SUR), la proposta europea che puntava a dimezzare l’uso e il rischio dei pesticidi entro il 2030.

La Commissione europea ha ritirato formalmente la proposta il 27 marzo 2024, spiegando che non esistevano le condizioni per raggiungere un accordo: il Parlamento europeo aveva respinto la propria posizione e i negoziati in Consiglio non avevano registrato progressi sufficienti.

Il ritiro era arrivato dopo mesi di proteste degli agricoltori in diversi Paesi europei. La stessa Commissione aveva collegato la decisione alla forte polarizzazione politica che si era creata attorno al provvedimento.

Per Greenpeace, Lipu e WWF Italia, l’attuale Omnibus rischia ora di rappresentare un ulteriore passo indietro rispetto all’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’agricoltura europea dai pesticidi.

Salute, ambiente e agricoltura: il punto è ridurre l’esposizione

Il problema, dunque, non riguarda soltanto la quantità di pesticidi utilizzati nei campi.

La questione sanitaria comprende l’esposizione professionale degli agricoltori e dei lavoratori agricoli, gli effetti sulla popolazione che vive nelle aree interessate dai trattamenti, la presenza di residui negli alimenti e la contaminazione di acqua, suolo ed ecosistemi.

Il nuovo studio pubblicato su Frontiers in Public Health riporta il problema al suo dato più concreto: centinaia di milioni di persone ogni anno possono essere coinvolte in episodi di avvelenamento acuto non intenzionale.

Per le associazioni ambientaliste, questo dovrebbe indurre l’Europa a rafforzare, e non indebolire, il principio di precauzione.

La Commissione sostiene invece che l’Omnibus sia finalizzato a rendere il sistema più efficiente, ridurre gli oneri amministrativi e mantenere elevati livelli di protezione per la salute umana, animale e per l’ambiente.

La partita è quindi ancora aperta. Parlamento europeo e Consiglio dovranno trovare un accordo sul testo finale. Nel frattempo, il dato scientifico appena pubblicato aggiunge un elemento difficile da ignorare al dibattito: il problema dell’esposizione ai pesticidi non è affatto superato e, per milioni di lavoratori agricoli, continua a rappresentare un rischio sanitario concreto.

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