Testata di GreenBuzz News - Notizie su ambiente e tecnologia

Morire di caldo già a maggio: l’Italia conta 7 vittime in un giorno. L’allarme bolla africana.

Sette persone. Cinque annegate, due colpite durante attività sportive. Tutte morte il 26 maggio 2026, come riporta l’ANSA, per cause dovute “direttamente o indirettamente” alle alte temperature. Non è luglio. Non è agosto. È maggio, e l’Italia sta vivendo la prima vera ondata di caldo dell’anno con caratteristiche che fino a pochi decenni fa sarebbero state considerate eccezionali e oggi stanno diventando la norma.

Oggi, 27 maggio, è il giorno del picco. L’anticiclone subtropicale domina l’intera penisola. Il Ministero della Salute ha emesso bollini arancioni su Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze e altre città del Centro-Nord. Da domani, giovedì 28, è atteso un parziale cedimento con l’arrivo di temporali. Ma le previsioni parlano di temperature che potrebbero raggiungere i 34-35°C prima della fine della settimana.

Sette morti in un giorno per il caldo di maggio non sono una notizia da dimenticare in fondo al telegiornale. Sono un segnale preciso di come il cambiamento climatico stia già ridisegnando i rischi sanitari dell’estate italiana.

Come il caldo estremo uccide: la fisiologia spiegata

Per capire perché il caldo può essere letale, bisogna partire da un dato di biologia fondamentale: il corpo umano è una macchina termica che funziona in un range molto stretto di temperature interne. La temperatura corporea normale è di circa 37°C. Già a 38-39°C si parla di febbre. A 40°C iniziano i danni cellulari. Oltre i 41°C si entra nella zona di pericolo di vita.

Quando la temperatura esterna sale, il corpo risponde con la sudorazione: l’evaporazione del sudore sulla pelle disperde calore e abbassa la temperatura corporea. Ma questo meccanismo ha dei limiti precisi. Quando l’umidità relativa dell’aria è molto alta, il sudore evapora più lentamente e il raffreddamento diventa meno efficace. Quando la temperatura esterna supera i 35-36°C, il gradiente termico tra corpo e ambiente si riduce al punto che la dispersione del calore diventa difficile anche sudando abbondantemente.

Il risultato è il colpo di calore: la temperatura interna del corpo sale rapidamente, causando danni al cervello, al fegato, ai reni e al cuore. Senza intervento immediato, può essere letale in poche ore.

Chi è più a rischio: i gruppi vulnerabili

Non tutti reagiscono allo stesso modo al caldo estremo. La ricerca medica ha identificato con precisione i gruppi più vulnerabili, quelli per cui un’ondata di caldo rappresenta un rischio concreto di ospedalizzazione o morte.

Gli anziani over 75 sono la categoria più esposta. Con l’età, il meccanismo della sete si attenua e la percezione del caldo diminuisce. Molti anziani non bevono abbastanza anche quando fanno caldo, e non sempre percepiscono i segnali precoci del colpo di calore. Inoltre, molti farmaci comunemente assunti dagli anziani — diuretici, antiipertensivi, antipsicotici — alterano la regolazione termica del corpo.

I bambini piccoli sotto i 4 anni hanno un rapporto superficie-volume corporeo diverso dagli adulti: si scaldano più rapidamente e si raffreddano più lentamente. I lavoratori all’aperto — agricoltori, edili, addetti alle pulizie sono esposti per ore alle temperature più alte della giornata. Chi soffre di malattie cardiovascolari, diabete o insufficienza renale ha meccanismi di compensazione già compromessi.

I cinque annegati di ieri rientrano probabilmente in una categoria specifica: persone che si sono tuffate in acque fredde dopo esposizione prolungata al calore, provocando uno shock termico. È una delle cause di morte per caldo meno conosciute ma ben documentate dalla letteratura medica.

Il dato che non torna: 380 morti estivi ogni anno in Italia

L’Italia ha già vissuto questa storia. L’estate del 2003 — con la grande ondata di calore che colpì tutta Europa — causò oltre 20.000 morti in eccesso nel continente, di cui circa 3.000 in Italia. L’estate del 2022 ha fatto registrare oltre 3.500 morti in eccesso attribuibili al caldo nel nostro paese.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia muoiono in media circa 380 persone in più durante le settimane di caldo intenso rispetto alle settimane normali: un dato che gli epidemiologi chiamano “mortalità in eccesso” e che è quasi certamente sottostimato, perché molte morti per caldo vengono attribuite alle patologie sottostanti piuttosto che al calore come fattore scatenante.

Maggio non è più un mese sicuro

Fino a pochi anni fa, le ondate di caldo pericolose per la salute erano un fenomeno prevalentemente estivo, circoscritto a luglio e agosto. Oggi non è più così. I dati climatici degli ultimi dieci anni mostrano che le ondate di calore si stanno allargando temporalmente: iniziano prima, finiscono dopo, e sono più intense.

Maggio 2026 ne è l’esempio più recente. L’anticiclone africano che normalmente arriva a luglio sta dominando l’Italia con settimane di anticipo, portando con sé temperature da piena estate e i rischi sanitari che normalmente si associano ai mesi più caldi. Il sistema sanitario, le famiglie e i singoli cittadini devono adattare i propri comportamenti di conseguenza.

Cosa fare: le regole del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida per la prevenzione dei danni da calore. Le raccomandazioni principali sono semplici ma spesso ignorate.

Bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno anche senza sentire sete, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata tra le 11 e le 17, tenere le tapparelle abbassate durante il giorno per mantenere fresche le abitazioni. Non praticare attività fisica intensa nelle ore più calde. Controllare regolarmente anziani e bambini che vivono soli o che non hanno accesso a spazi climatizzati.

Se si notano in una persona sintomi come confusione, pelle arrossata e secca, temperatura corporea alta senza sudorazione, nausea o perdita di coscienza, bisogna chiamare immediatamente il 118: sono i segnali del colpo di calore, un’emergenza medica che richiede intervento immediato.

💡 Lo sapevi?

L’estate del 2003 fu la più letale della storia europea moderna: oltre 70.000 morti in eccesso in tutto il continente in meno di due mesi. In Francia morirono circa 15.000 persone in due settimane, quasi tutte anziane. Fu quella tragedia a spingere i governi europei a dotarsi dei primi piani nazionali di emergenza per le ondate di calore. Vent’anni dopo, il Mediterraneo si scalda 1,5 volte più velocemente della media globale. Le estati del 2003 rischiano di diventare la norma entro il 2050.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *