Sfere arancioni che si muovono in tutte le direzioni davanti a un elicottero militare. Figure umanoidi avvistate sia nel 2015 che nel 2026 sullo stesso parco nazionale americano. Oggetti luminosi che accompagnano aerei militari per minuti interi prima di scomparire nel nulla. Suona come un film di fantascienza. Ma sono i contenuti dei 64 nuovi file desecretati pubblicati dal Pentagono il 23 maggio 2026, la seconda tranche di documenti resi pubblici dall’amministrazione Trump in meno di tre settimane.
Il secondo pacchetto comprende sei PDF, sette file audio e 51 video che documentano incontri tra fenomeni anomali non identificati (UAP) e velivoli militari. Prima di lasciarsi travolgere dall’entusiasmo – o dallo scetticismo – vale la pena chiedersi: cosa vediamo davvero in questi video? E cosa ci dice la scienza?

Il contesto: da Trump agli X-File del Pentagono
A febbraio 2026, Trump aveva ordinato alle agenzie federali statunitensi di identificare e rendere pubblici i documenti governativi relativi a UFO e alieni. Il risultato è un programma con un nome degno di Hollywood: “Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters”.
La prima tranche, pubblicata l’8 maggio 2026, conteneva 162 file declassificati che vanno dal 1948 al 2026, tra cui 120 PDF, 28 video e 14 immagini provenienti da agenzie come il Dipartimento della Difesa, l’FBI, la NASA e il Dipartimento di Stato.
Il rilascio è stato accompagnato da una precisazione esplicita del Pentagono: i file sono stati sottoposti a revisione per ragioni di sicurezza, ma non analizzati ai fini dell’identificazione delle anomalie. Traduzione: il Pentagono ha pubblicato i file senza spiegarli. E questo è esattamente il punto di partenza per il nostro lavoro.
Cos’è un UAP: la differenza con UFO che pochi conoscono
Prima di analizzare i video, è utile capire il cambio di linguaggio avvenuto negli ultimi anni. Il termine UFO — Unidentified Flying Object — è stato progressivamente sostituito dal termine UAP, Unidentified Anomalous Phenomena, ovvero Fenomeni Anomali Non Identificati.
Il cambiamento non è solo semantico. “Volante” implicava un oggetto fisico che si muove nell’aria. “Anomalo” è più ampio: include fenomeni che possono verificarsi nell’atmosfera, nello spazio, sott’acqua o persino attraverso diversi ambienti. Un cambio che riflette la complessità di quello che i militari stanno documentando.
Cosa significa “non identificato”? Semplicemente che chi ha registrato il fenomeno non sa cosa fosse. Non significa che si tratti di navicelle aliene. Significa che il fenomeno non è stato classificato con certezza come uno degli oggetti conosciuti: drone, aereo, pallone meteorologico, satellite, detriti orbitali.
Cosa dice la scienza sui video: le spiegazioni più probabili
Analizziamo le categorie di fenomeni documentati nei file desecretati alla luce delle spiegazioni scientifiche più accreditate.
Le sfere luminose arancioni
Un ufficiale dell’intelligence scrive di aver visto “innumerevoli sfere arancioni che si muovevano in tutte le direzioni sullo sfondo della montagna” e “due grandi sfere luminose apparire una accanto all’altra, vicino all’elicottero, stazionario e appena sopra il disco del rotore”.
Le sfere luminose sono tra i fenomeni atmosferici meno compresi dalla scienza. Le spiegazioni più accreditate includono: i plasmoidi atmosferici, bolle di plasma generate da scariche elettriche nell’atmosfera; i fuochi di Sant’Elmo – fenomeni elettrostatici che si formano attorno a oggetti appuntiti in condizioni di alta tensione elettrica – e i bolidi ovvero frammenti di meteoriti che si disintegrano nell’atmosfera con traiettorie imprevedibili. Nessuna di queste spiegazioni è definitiva per ogni singolo avvistamento.
Le figure umanoidi
Tra i contenuti più discussi c’è un video che mostra una figura umanoide avvistata sopra il Sequoia National Park — identica, secondo i commentatori, a quella vista nello stesso parco nel 2015. La scienza è cauta: le pareidolie – la tendenza del cervello umano a riconoscere forme familiari in stimoli ambigui, specialmente volti e figure umane – sono uno dei bias cognitivi più documentati. Le telecamere militari a infrarossi, con la loro bassa risoluzione e i forti contrasti termici, sono particolarmente suscettibili a questo tipo di interpretazione errata.
Gli oggetti che accompagnano gli aerei militari
La trascrizione di un’intercomunicazione tra l’astronauta Frank Borman e il controllo missione durante Gemini 7 nel 1965 – Borman riferisce di “centinaia di piccole particelle che passano a sinistra” – il contesto suggerisce con alta probabilità un’interazione visiva con detriti orbitali o frammenti espulsi dallo stesso veicolo, fenomeno ben documentato nelle missioni Gemini dei primi anni Sessanta.
Per i fenomeni moderni, le spiegazioni più probabili per oggetti che “seguono” gli aerei militari includono i droni – civili o militari di altri paesi – le riflessioni ottiche dei sensori delle telecamere e i fenomeni di lente atmosferica che distorcono la luce in modi inaspettati.
Cosa NON dicono i file: la precisazione fondamentale
Il primo rapporto del Pentagono, due anni fa, aveva rivelato centinaia di presunte visualizzazioni di UAP ma non aveva riscontrato alcuna prova che il governo americano abbia recuperato tecnologie aliene o confermato l’esistenza di prove di vita extraterrestre.
Il New York Times fa notare come le immagini pubblicate “potrebbero mostrare qualsiasi cosa”. In una “sullo schermo appare un gruppo di punti. In un’altra, si vedono degli oggetti dalla forma strana”.
Questo non significa che i fenomeni non siano reali o interessanti. Significa che “non identificato” non equivale a “extraterrestre”. La scienza procede per esclusione: prima si verificano tutte le spiegazioni terrestri note, poi – solo se queste falliscono – si considerano ipotesi più straordinarie.
Il caso del pallone sonda: un esempio concreto
Tra i video più discussi della seconda tranche c’è quello che mostra un caccia americano abbattere un oggetto non identificato sopra il Lago Huron nel 2023, un episodio di alto profilo avvenuto nel periodo in cui un pallone spia cinese aveva attraversato gli Stati Uniti. L’oggetto sembrava minaccioso, si muoveva in modo anomalo, e fu abbattuto con un missile. Rapporti successivi hanno indicato che si trattava quasi certamente di un pallone sonda appartenente a un gruppo di hobbisti americani. Nessun alieno, nessuna tecnologia segreta: un oggetto civile civile frainteso in un contesto di alta tensione. È forse l’esempio più eloquente di cosa significhi davvero “non identificato”.
Il problema dei sensori militari: perché i video sono così ambigui
C’è un elemento tecnico che quasi nessuna copertura mediatica dei file UFO considera: la qualità e le limitazioni dei sensori militari.
Le telecamere a infrarossi montate sugli aerei militari sono progettate per rilevare differenze di temperatura, non per produrre immagini nitide di oggetti distanti. Operano in condizioni estreme di velocità, vibrazione e temperatura. Interpretare correttamente quello che mostrano richiede una competenza tecnica specifica che la maggior parte degli spettatori – e dei commentatori – non possiede.
Un oggetto caldo su sfondo freddo appare come una macchia luminosa brillante. Un oggetto freddo su sfondo caldo può sembrare trasparente o invisibile. Le distorsioni ottiche dell’atmosfera possono fare sembrare un oggetto lontano molto più vicino, o dargli una forma completamente diversa da quella reale.
La domanda giusta da porsi
La domanda più comune di fronte ai file UFO è: “Sono alieni?”. La domanda scientificamente più corretta è: “Cosa potrebbe spiegare questo fenomeno, e quale spiegazione è più probabile dato quello che sappiamo?”
La scienza non esclude a priori l’esistenza di vita intelligente altrove nell’universo, anzi, statisticamente la considera probabile. Ma la probabilità che civiltà aliene stiano visitando la Terra e interagendo con gli elicotteri militari americani, senza mai fare nulla di definitivamente non ambiguo, è molto bassa rispetto alle spiegazioni alternative.
Quello che i file del Pentagono dimostrano con certezza è una cosa sola: esistono fenomeni atmosferici e fisici che i nostri sensori rilevano ma che non sappiamo ancora classificare con precisione. E questo, di per sé, è già abbastanza interessante da giustificare la ricerca scientifica senza bisogno di alieni.
Il sito del Pentagono dedicato agli UFO ha già registrato un miliardo di accessi dall’8 maggio. E un terzo rilascio è già stato annunciato per il prossimo futuro. La storia non è finita, anzi, è appena cominciata.
Il termine “UFO” fu coniato ufficialmente dall’US Air Force nel 1952, durante l’operazione Blue Book — il programma governativo americano che analizzò oltre 12.618 avvistamenti tra il 1952 e il 1969. La conclusione ufficiale fu che il 94% dei casi aveva una spiegazione convenzionale: aerei, palloni meteorologici, stelle, pianeti o fenomeni atmosferici. Il restante 6% rimase “non spiegato” — non perché fosse extraterrestre, ma perché i dati erano insufficienti per una classificazione definitiva. Settant’anni dopo, stiamo ancora facendo le stesse domande.
