Pochi giorni fa il termometro segnava fino a 8 gradi sotto la media stagionale al Centro Nord, con nevicate sulle montagne e piogge persistenti. Entro fine maggio potremmo toccare i 30°C. Un ribaltamento così brusco non è normale o meglio, stava diventando la nuova normalità. Benvenuti nell’era dell’anticiclone africano, il fenomeno meteorologico che sta riscrivendo le stagioni italiane.
Mattia Gussoni, meteorologo di iLMeteo.it, conferma la svolta: da domenica 17 maggio 2026 l’alta pressione ha iniziato la sua avanzata sull’Italia. Ma la vera svolta è attesa per mercoledì 20 maggio, quando l’anticiclone africano si espanderà con vigore sull’Europa centro-occidentale, aprendo la strada a una fase pre-estiva con temperature ben sopra le medie stagionali.
Cos’è l’anticiclone africano e come funziona
Per capire cosa sta per succedere nei prossimi giorni, bisogna partire dalla geografia dell’atmosfera. La Terra è percorsa da grandi sistemi di alta e bassa pressione che si muovono come enormi ingranaggi invisibili, determinando il tempo che facciamo.
L’anticiclone africano — detto anche anticiclone subtropicale o, nel gergo mediatico, “anticiclone di Caronte” o “Hannibal” — è una vasta area di alta pressione che normalmente staziona sul Sahara e sull’Africa settentrionale. Quando si espande verso nord, porta con sé masse d’aria calda e secca direttamente dal deserto, scavalca il Mediterraneo e si abbatte sull’Italia e sull’Europa meridionale.
Il meccanismo è semplice: l’alta pressione blocca le perturbazioni atlantiche — quelle che portano pioggia e fresco dall’Oceano — come un muro atmosferico. Il sole splende ininterrotto, l’umidità cala e le temperature salgono rapidamente, spesso di 10-15 gradi in pochi giorni.
Perché arriva sempre prima e sempre più forte
Qui sta il nodo climatico della questione. L’anticiclone africano non è una novità — ha sempre influenzato il clima mediterraneo. La novità è la sua frequenza, intensità e precocità negli ultimi decenni.
Fino agli anni ’80 e ’90, le ondate di caldo africano erano eventi prevalentemente estivi, circoscritti a luglio e agosto. Oggi arrivano a maggio, a volte ad aprile, e si prolungano fino a settembre e ottobre. Il motivo è direttamente collegato al cambiamento climatico: il riscaldamento globale sta amplificando il contrasto termico tra l’Africa – che si scalda più velocemente della media globale – e l’Europa, rendendo l’anticiclone africano più potente e più mobile.
Il Mediterraneo, in particolare, è una delle aree del pianeta che si sta scaldando più rapidamente: circa 1,5 volte più veloce della media globale. Questo trasforma il nostro mare in un serbatoio di calore che amplifica ulteriormente le ondate africane quando raggiungono l’Italia.
Le previsioni nel dettaglio: cosa aspettarsi giorno per giorno
Domenica 17 maggio. La svolta inizia oggi. Il sole torna protagonista su quasi tutta l’Italia, con temperature in leggero aumento: massime intorno ai 21-22°C nelle principali città. Una giornata finalmente primaverile dopo i giorni bui.
Lunedì 18 maggio. Attenzione al Nord: possibili rovesci pomeridiani su Alpi e Nordovest, con locali sconfinamenti verso le pianure settentrionali. Al Centro variabile con qualche acquazzone sui settori adriatici. Al Sud soleggiato e più caldo.
Martedì 19 maggio. Ultimi sussulti dell’instabilità primaverile. Locali piovaschi su Alpi ed Emilia Romagna, temporali su Appennini e zone vicine al Centro, rovesci sparsi sui rilievi meridionali. Fenomeni rapidi e localizzati – i classici acquazzoni di un’ora – che non rovineranno l’intera giornata.
Mercoledì 20 maggio. La vera svolta. L’anticiclone africano inizia la sua espansione decisa sull’Europa centro-occidentale, bloccando le perturbazioni atlantiche. Da questo giorno il tempo diventa stabile e le temperature iniziano a salire con decisione.
Fine maggio. Secondo gli ultimi aggiornamenti meteorologici, entro la chiusura del mese non si escludono le prime fiammate africane con picchi vicini ai 30°C, specialmente al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori. Un anticipo d’estate che fino a pochi decenni fa sarebbe stato considerato eccezionale.
L’estate 2022 è stata la più calda mai registrata in Italia dall’inizio delle misurazioni strumentali. L’anticiclone africano portò temperature record superiori ai 40°C in diverse città, con picchi di 43°C in Sardegna. Il caldo estremo causò in Italia oltre 3.500 morti in eccesso attribuibili alle ondate di calore, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Un dato che ricorda come il meteo non sia solo una questione di comfort, ma una questione di salute pubblica.
Il lato climatico: cosa ci dice questa primavera pazza
L’oscillazione estrema di questi giorni dal freddo record di inizio maggio al caldo africano di fine mese è essa stessa un segnale del cambiamento climatico. I climatologi chiamano questo fenomeno “amplificazione della variabilità atmosferica”. Il riscaldamento globale non porta solo temperature più alte, ma stagioni più instabili, con oscillazioni più brusche e imprevedibili tra caldo e freddo, siccità e piogge intense.
La primavera 2026 ne è un esempio perfetto: settimane di freddo anomalo seguite da un’improvvisa fiammata africana. Non è sfortuna meteorologica, ma è il nuovo volto del clima mediterraneo.
