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Packaging, gli italiani preferiscono carta e cartone alla plastica ma si fidano poco dei brand

L’89% degli italiani sceglierebbe una confezione in carta o cartone a parità di prodotto, ma solo il 10% si fida completamente delle dichiarazioni sulla riciclabilità. Il tema sarà al centro del Congresso ECMA, dal 16 al 18 settembre a Roma

La confezione conta sempre di più nelle scelte dei consumatori. Ma tra ciò che gli italiani dichiarano di volere e ciò di cui si fidano c’è ancora una distanza significativa: l’89% sceglierebbe, a parità di prodotto, una confezione in carta o cartone invece di una in plastica, mentre soltanto il 10% dichiara di fidarsi completamente dei brand quando affermano che un packaging è realmente riciclabile.

È uno dei dati che emergono dall’Osservatorio Pro Carton 2026, realizzato su oltre 5.000 consumatori in Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna. Un dato che mette al centro una delle questioni più delicate per il futuro del packaging: non basta più dichiarare la sostenibilità di una confezione. I consumatori chiedono materiali facilmente riciclabili, informazioni comprensibili e soprattutto caratteristiche verificabili.

La questione sarà al centro del 57° Congresso annuale ECMA, in programma a Roma dal 16 al 18 settembre. L’appuntamento riunirà all’Hotel Cardo Roma produttori di cartone e cartoncino, aziende, fornitori, esperti e rappresentanti della filiera europea.

Carta e cartone, la preferenza degli italiani

Il dato sulla preferenza per gli imballaggi in fibra è particolarmente significativo. Secondo l’Osservatorio, a parità di prodotto quasi 9 italiani su 10 sceglierebbero carta o cartone rispetto alla plastica.

La sostenibilità, però, non coincide soltanto con la scelta del materiale. Per il 69% degli intervistati la facilità di riciclo è infatti una delle caratteristiche più importanti di un imballaggio.

Ed è proprio qui che emerge il problema della fiducia. Solo il 10% degli italiani afferma di credere completamente alle dichiarazioni dei marchi sulla reale riciclabilità delle confezioni.

Il risultato suggerisce quindi che la partita del packaging sostenibile si giochi su due livelli: da una parte la capacità dell’industria di sviluppare materiali e soluzioni più facilmente riciclabili; dall’altra la possibilità per il consumatore di capire concretamente che cosa accadrà a quella confezione dopo il suo utilizzo.

Il nuovo regolamento europeo cambia le regole

Il tema arriva in un momento particolarmente delicato per l’industria europea. Dal 12 agosto 2026 è infatti iniziata l’applicazione del nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), il regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

La nuova normativa introduce requisiti più stringenti sulla progettazione, sulla riciclabilità e sulla gestione degli imballaggi. Tra gli obiettivi fissati dall’Unione europea c’è quello di arrivare entro il 2030 a un tasso di riciclo dell’85% per carta e cartone. Il regolamento prevede inoltre che, dal 2030, gli imballaggi immessi sul mercato debbano rispettare specifici requisiti di riciclabilità.

Per le aziende significa ripensare materiali, processi produttivi e design. Per i consumatori significa, almeno nelle intenzioni della nuova normativa, poter contare su informazioni più chiare e su imballaggi progettati fin dall’origine tenendo conto della loro fine vita.

A Roma il futuro del packaging europeo

È in questo scenario che si inserisce il Congresso ECMA 2026, dedicato al tema “Folding Cartons: Powering Future Packaging”.

Per tre giorni il settore discuterà di competitività europea, innovazione, rapporto con i consumatori, sostenibilità e trasformazioni del mercato. Nel programma sono previsti anche interventi dedicati al ruolo del packaging nella competitività e alla situazione dell’industria del cartone e del cartoncino.

Roma torna così a ospitare il principale appuntamento annuale dell’European Carton Makers Association dopo oltre trent’anni dall’ultima edizione nella Capitale.

Il momento più atteso sarà però la serata del 17 settembre a Villa Miani, quando verranno annunciati i vincitori dei tre principali riconoscimenti promossi da Pro Carton ed ECMA.

Dai grandi produttori ai giovani designer

La finale riunirà tre competizioni che fotografano altrettanti aspetti dell’evoluzione del settore.

L’European Carton Excellence Award premierà le migliori soluzioni di packaging in cartoncino sviluppate dalle aziende. Il Pro Carton Young Designers Award sarà invece dedicato ai progetti ideati dai giovani designer, mentre il Pro Carton Student Video Award riconoscerà i cortometraggi realizzati dagli studenti sul tema del cartone, del riciclo e della sostenibilità.

La finale romana assume anche una dimensione italiana significativa: sono infatti dodici le candidature italiane arrivate alla fase conclusiva, tra packaging aziendali, progetti di giovani designer e video realizzati da studenti.

Nell’European Carton Excellence Award sono finaliste Lucaprint, Cartotecnica Olimpia e Seda International Packaging Group.

Tre sono anche i progetti italiani selezionati per il Young Designers Award, realizzati complessivamente da otto giovani designer provenienti da ISIA Roma Design di Pordenone, IUSVE di Venezia e Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Infine, sei sono i video italiani arrivati in finale nello Student Video Award, realizzati da 23 studenti degli istituti salesiani di Mestre.

La sfida è trasformare la sostenibilità in qualcosa di verificabile

Il dato sulla fiducia dei consumatori restituisce quindi una fotografia precisa del momento che attraversa il settore.

La sostenibilità è diventata un criterio di scelta. Ma non è più sufficiente utilizzare parole come “green”, “riciclabile” o “sostenibile”. La domanda che arriva dai consumatori è più concreta: quanto è realmente riciclabile quella confezione e come può essere verificato?

È anche su questa distanza tra percezione, comunicazione e prestazioni reali che si giocherà una parte della trasformazione imposta dal nuovo quadro europeo.

E il design avrà un ruolo centrale. Non soltanto per rendere le confezioni più gradevoli o funzionali, ma per progettare imballaggi che siano sostenibili già nella loro struttura e più semplici da recuperare una volta arrivati alla fine del loro ciclo di vita.

Il 18 settembre, nell’ultima giornata del Congresso, sarà proprio il rapporto tra industria, sostenibilità e nuove generazioni uno dei temi principali. I vincitori del Young Designers Award presenteranno i propri progetti davanti a una platea di circa 250 professionisti del settore.

Perché il futuro del packaging, oltre che nelle nuove regole europee, si gioca anche nelle idee di chi dovrà progettare le confezioni di domani.

Crediti Immagine: Ufficio Stampa Pro Carton

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