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Agricoltura, Confeuro: «Serve un fondo speciale Pac contro i danni del clima»

L’organizzazione chiede all’Ue risorse per assicurazioni agricole, infrastrutture idriche e tecnologie per affrontare siccità ed eventi estremi. Tiso: «Non c’è più tempo per ritardi e proclami»

L’agricoltura europea è sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico e, dopo un’estate segnata da temperature elevate e fenomeni meteorologici estremi, torna a crescere la pressione sulle istituzioni comunitarie perché intervengano con risorse e strumenti strutturali. A rilanciare la richiesta è la Confeuro, che chiede all’Unione europea di mettere in campo un vero e proprio piano finanziario per sostenere gli agricoltori e rendere le imprese agricole più resilienti.

La presa di posizione arriva dopo l’incontro dei rappresentanti del Copa-Cogeca con il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen. Al centro del confronto, secondo quanto riferisce la Confederazione degli agricoltori europei, ci sono state proprio le difficoltà attraversate dal settore primario e l’impatto sempre più pesante del cambiamento climatico.

Per la Confeuro, tuttavia, l’allarme arriva dopo anni nei quali le organizzazioni agricole hanno denunciato le conseguenze di siccità, ondate di calore, alluvioni e altri eventi estremi sui bilanci delle aziende.

«Un appello che, sinceramente, giunge un po’ tardivo su questioni prioritarie che Confeuro denuncia da tempo», sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale della Confederazione degli Agricoltori Europei. Secondo Tiso, il problema non riguarda più soltanto la gestione delle emergenze, ma la capacità stessa delle aziende agricole di continuare a produrre in un contesto climatico profondamente cambiato.

Un fondo speciale nella Pac contro le calamità

La prima richiesta della Confeuro riguarda la creazione di un Fondo speciale della Politica agricola comune (Pac) destinato alla prevenzione e alla gestione del rischio.

L’obiettivo sarebbe quello di rafforzare i sistemi assicurativi agricoli contro i danni provocati dagli eventi catastrofali e, allo stesso tempo, contenere i costi delle polizze per le imprese. Un tema particolarmente delicato per gli agricoltori, che sempre più spesso devono fare i conti con perdite produttive provocate da fenomeni che possono compromettere interi raccolti.

Per la Confederazione, infatti, non basta intervenire quando il danno si è già verificato. La politica agricola europea dovrebbe mettere le aziende nelle condizioni di affrontare preventivamente i rischi, garantendo una maggiore stabilità del reddito.

La proposta è quindi quella di utilizzare una parte delle risorse comunitarie per costruire una sorta di rete di protezione più solida, capace di intervenire sia sul fronte della prevenzione sia su quello della gestione delle conseguenze degli eventi estremi.

Acqua, accumuli e agricoltura di precisione

La seconda gamba del piano proposto dalla Confeuro riguarda gli investimenti per l’adattamento climatico.

In questo caso la richiesta è di destinare finanziamenti diretti alla realizzazione e al potenziamento delle infrastrutture idriche, dei sistemi di accumulo e delle tecnologie capaci di utilizzare l’acqua in maniera più efficiente.

La disponibilità della risorsa idrica rappresenta infatti uno dei nodi destinati a diventare sempre più strategici per l’agricoltura europea. Per la Confeuro occorre intervenire non soltanto aumentando la capacità di accumulo, ma anche attraverso sistemi di gestione più efficienti, in grado di ridurre gli sprechi e indirizzare l’acqua dove serve.

Da qui la richiesta di sostenere anche le tecnologie per la gestione di precisione dell’acqua, insieme all’innovazione e alla ricerca su colture e varietà maggiormente resistenti alle condizioni climatiche avverse.

«Non c’è più tempo per i proclami»

Il messaggio rivolto a Bruxelles è dunque quello di passare rapidamente dalle dichiarazioni alle risorse. Secondo la Confeuro, l’agricoltura non può più essere affrontata esclusivamente attraverso interventi emergenziali dopo siccità, alluvioni o altri eventi estremi.

«Non c’è più tempo per i ritardi, né per i meri proclami», afferma Tiso. «L’agricoltura europea ha bisogno di strumenti concreti, risorse adeguate e una visione di lungo periodo».

Per la Confederazione, la sfida climatica rischia infatti di trasformarsi anche in una questione economica e sociale: senza strumenti adeguati per proteggere i redditi, aumentano i rischi per la tenuta delle imprese agricole e per la capacità produttiva del settore.

La richiesta all’Unione europea è quindi quella di intervenire «da subito» con strumenti finanziari in grado di tutelare il reddito degli agricoltori, rafforzare la resilienza delle aziende e accompagnare la trasformazione del comparto.

Il punto, per la Confeuro, è soprattutto temporale. Il cambiamento climatico non rappresenta più uno scenario futuro per l’agricoltura europea, ma una condizione con cui le imprese sono già costrette a confrontarsi. E la richiesta rivolta a Bruxelles è di adeguare finalmente le politiche agricole a questa nuova realtà.

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