L’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità aggiorna il bilancio dell’epidemia: 223 i casi neuro-invasivi, 144 quelli di febbre e 63 le infezioni asintomatiche individuate attraverso lo screening dei donatori di sangue. Il virus è stato rilevato in 16 Regioni
Il virus West Nile continua a circolare in Italia e il bilancio della stagione 2026 si fa progressivamente più pesante. Sono 432 i casi confermati di infezione nell’uomo dall’inizio della sorveglianza, con 17 decessi. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 27 agosto, che fotografa una situazione in continua evoluzione.
Il dato arriva dopo una crescita significativa registrata nelle ultime settimane: il precedente aggiornamento, riferito al 19 agosto, contava 312 casi e 13 decessi. In una settimana il bilancio è quindi aumentato di 120 casi e quattro vittime.
Non a caso, il quotidiano Il Messaggero parla di “quasi 500 positivi” per descrivere l’ampiezza raggiunta dal fenomeno. Il dato ufficiale della sorveglianza epidemiologica dell’ISS resta però quello di 432 casi confermati, un numero che potrebbe essere ulteriormente aggiornato nei prossimi bollettini, dal momento che il sistema di sorveglianza continua a ricevere e consolidare le segnalazioni provenienti dalle Regioni.
223 casi neuro-invasivi
Il dato più rilevante dal punto di vista clinico riguarda le forme più gravi della malattia. Dei 432 casi confermati, 223 hanno sviluppato una forma neuro-invasiva, mentre 144 sono stati classificati come casi di febbre.
A questi si aggiungono 63 casi asintomatici identificati attraverso lo screening dei donatori di sangue. La loro individuazione è particolarmente importante perché dimostra che la circolazione del virus può essere intercettata anche in assenza di sintomi evidenti.
L’ISS sottolinea proprio l’importanza del monitoraggio dei donatori e della diagnostica precoce. Il sistema di sorveglianza, infatti, non si limita ai casi clinicamente evidenti, ma raccoglie anche le positività riscontrate nell’ambito delle attività finalizzate alla sicurezza delle trasfusioni e dei trapianti.
Il virus circola in 16 Regioni
La diffusione territoriale rappresenta un altro elemento centrale. Già nell’aggiornamento del 20 agosto l’ISS segnalava una circolazione stabile del West Nile in 16 Regioni italiane.
Il virus è trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, soprattutto appartenenti al genere Culex. Gli uccelli selvatici costituiscono il principale serbatoio del virus, mentre le zanzare rappresentano il vettore attraverso cui l’infezione può arrivare all’uomo.
Il West Nile, inoltre, non si trasmette normalmente da persona a persona attraverso il contatto. Le principali eccezioni, molto più rare rispetto alla trasmissione attraverso le zanzare, riguardano trasfusioni di sangue, trapianti di organi e la trasmissione madre-feto durante la gravidanza.
Il confronto con le settimane precedenti
La progressione dei numeri rende evidente la velocità con cui il quadro epidemiologico è cambiato durante l’estate.
Alla fine di luglio l’ISS aveva registrato 84 casi confermati e due decessi. Una settimana più tardi i casi erano già saliti a 141 e i decessi a sei. Il 19 agosto il bilancio aveva raggiunto quota 312 casi e 13 morti. L’ultimo aggiornamento porta quindi il totale a 432 casi e 17 decessi.
Il confronto non significa necessariamente che il virus stia causando un numero di casi superiore a quello della stagione precedente. Lo stesso ISS, nell’aggiornamento del 20 agosto, evidenziava che il numero complessivo dei casi risultava allora inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025. La caratteristica più significativa del 2026 è però la diffusione territoriale, con il WNV stabilmente presente in numerose Regioni.
Perché il West Nile può essere difficile da riconoscere
Uno degli aspetti che rendono complesso il monitoraggio del virus è la frequente assenza di sintomi o la presenza di manifestazioni relativamente lievi.
Molte infezioni possono infatti rimanere asintomatiche. Quando compaiono sintomi, il quadro può comprendere febbre e manifestazioni sistemiche. In una quota molto più ridotta di persone, soprattutto nei soggetti più fragili, l’infezione può invece evolvere verso forme neurologiche severe.
È proprio sulle forme neuro-invasive che si concentra la maggiore attenzione sanitaria: encefalite, meningite e altre manifestazioni neurologiche possono richiedere il ricovero e presentare un rischio significativo per la vita.
Dei 432 casi registrati quest’anno, 223 appartengono proprio a questa categoria. Tra tutti i casi confermati sono stati notificati 17 decessi, di cui uno relativo a un caso importato.
Il ruolo delle zanzare e della prevenzione
La circolazione del virus è strettamente legata alla presenza dei vettori. Il West Nile viene mantenuto nel ciclo naturale soprattutto tra uccelli e zanzare; l’uomo e gli equini possono essere infettati attraverso la puntura di una zanzara che ha acquisito il virus.
Per questo, con la stagione delle zanzare ancora in corso, la prevenzione individuale mantiene un ruolo importante.
Tra le misure più efficaci rientrano l’utilizzo di repellenti, l’adozione di abiti che coprano braccia e gambe nelle situazioni di maggiore esposizione e l’utilizzo di zanzariere. Anche la riduzione dei ristagni d’acqua nei pressi delle abitazioni può contribuire a limitare la proliferazione delle zanzare.
La sorveglianza non riguarda comunque soltanto la popolazione umana. Il sistema italiano integra infatti la componente epidemiologica con quella veterinaria ed entomologica, proprio perché la circolazione del virus negli uccelli e nelle zanzare può rappresentare un segnale utile per individuare precocemente il rischio di infezione nell’uomo.
Il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane
La stagione di sorveglianza estivo-autunnale proseguirà nelle prossime settimane. Il sistema coordinato dall’ISS raccoglie le segnalazioni trasmesse dalle Regioni e aggiorna periodicamente il quadro nazionale. I numeri, quindi, non devono essere considerati definitivi: i bollettini possono incorporare nuove segnalazioni o modificare i dati relativi alle settimane precedenti.
L’ISS precisa infatti che, dopo la conclusione della stagione di sorveglianza, i dati vengono ulteriormente consolidati dalle singole Regioni prima della trasmissione dei numeri definitivi a livello europeo.
Per ora, il quadro aggiornato al 27 agosto 2026 parla dunque di 432 casi confermati, 223 forme neuro-invasive, 144 casi di febbre, 63 infezioni asintomatiche individuate nei donatori di sangue e 17 decessi.
Numeri che confermano come il West Nile rappresenti anche quest’estate un problema di sanità pubblica da monitorare con attenzione, soprattutto nelle aree in cui la circolazione del virus è già stabilita.
