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Bollette gas, scatta l’aumento di maggio: la stangata nascosta nei dati Arera e le denunce dei consumatori

L’arrivo della stagione calda congela i consumi domestici di gas, ma non ferma la corsa delle tariffe all’ingrosso, che tornano a muoversi verso l’alto e accendono la protesta delle associazioni dei consumatori. L’aggiornamento mensile di Arera per il servizio di tutela della vulnerabilità relativo a maggio 2026 registra una spesa totale in aumento dello 0,9% rispetto ad aprile, fissando il prezzo della sola materia prima a 46,89 euro/MWh. Una variazione quasi impercettibile nei mesi estivi, che tuttavia nasconde un trend di lungo periodo allarmante: gli studi paralleli diffusi in tempo reale da Assoutenti, Codacons e Unione Nazionale Consumatori evidenziano rincari strutturali pesantissimi rispetto all’era pre-conflitto, proiettando una spesa complessiva annuale per energia e gas che sfiora ormai i 1.950 euro a famiglia vulnerabile.

Voce di Spesa / Indicatore Valore / Impatto calcolato dalle Associazioni Fonte dei Dati
Prezzo Materia Prima Gas 46,89 euro/MWh (+0,9% rispetto ad aprile). Arera
Spesa Annua Gas (Vulnerabili) 1.343,6 euro in media per nucleo familiare (+12 euro su base annua). Codacons / UNC
Conto Totale Energia (Luce + Gas) 1.948,6 euro annui complessivi per famiglia vulnerabile. Codacons / UNC
Rincaro Storico (6 anni) Tariffe sul mercato regolato superiori del +89% rispetto al 2020 (+633 euro). Assoutenti

La posizione di Assoutenti: l’impatto stagionale e il bilancio a lungo termine

Secondo l’analisi diffusa da Assoutenti, il lieve incremento tariffario disposto dall’Autorità per il mese di maggio non genererà un impatto immediato sui bilanci familiari, in virtù della stagionalità calda che riduce i consumi di gas dei nuclei domestici ai minimi annuali. L’associazione evidenzia tuttavia come l’attuale livello dei prezzi energetici rimanga sensibilmente superiore rispetto al periodo precedente allo scoppio dei conflitti internazionali. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a riflettersi sulle quotazioni della materia prima: Assoutenti calcola che, rispetto allo stesso periodo del 2020, le tariffe sul mercato regolato registrino una crescita dell’89%. Tale percentuale si traduce in un aggravio di spesa pari a 633 euro per ogni singola utenza su un arco temporale di sei anni, considerando un consumo standard di 1.100 metri cubi annui. Il presidente Gabriele Melluso ha espresso condivisione verso i rilievi mossi dall’Unione Europea all’Italia in materia energetica, sollecitando un intervento governativo per ridurre l’Iva sul gas al 10% al fine di mitigare gli effetti delle crisi estere sulla spesa delle famiglie. Assoutenti richiede inoltre una riforma strutturale per sganciare la determinazione dei prezzi finali dagli indici PSV e TTF, introducendo un modello basato sulla reale relazione tra costi e ricavi, oltre al disaccoppiamento tra energia elettrica e gas.

L’analisi del Codacons: la spesa complessiva delle famiglie vulnerabili

Il Codacons si focalizza sull’impatto annuo derivante dalle nuove tariffe di maggio, quantificando l’incremento in 12 euro su base annua per un utente vulnerabile rispetto ai prezzi registrati nel mese di aprile. Questa variazione porta la spesa media per il gas a quota 1.343,6 euro a nucleo familiare. L’associazione rileva come le tariffe del mercato regolato risultino superiori dell’11,2% rispetto al periodo antecedente l’apertura delle ostilità in Iran, quantificando tale scostamento in una maggiore spesa di 135 euro annui per utenza nell’ipotesi di prezzi costanti per i successivi dodici mesi. Il report del Codacons offre una panoramica cumulativa della spesa energetica: sommando ai 1.343,6 euro del gas il costo medio annuo per l’energia elettrica — stimato in 605 euro — il conto totale per una famiglia vulnerabile si attesta a 1.948,6 euro annui. Infine, l’associazione conclude il proprio bilancio evidenziando che le tariffe del gas di maggio 2026 risultano più onerose del 13,1% rispetto al medesimo mese del 2025.

La valutazione dell’Unione Nazionale Consumatori: le priorità sull’energia elettrica

L’Unione Nazionale Consumatori descrive lo 0,9% di aumento del gas come un rilievo contenuto che, per il momento, non incide in misura preoccupante sulle finanze dei cittadini, grazie alla conclusione della stagione termica e alla conseguente contrazione della domanda che preserva le bollette dalle speculazioni di mercato. Il vicepresidente dell’associazione, Marco Vignola, rimarca come la reale urgenza di intervento sia da spostare sul comparto dell’energia elettrica, il cui picco di domanda si concentra nei mesi più caldi come luglio. L’UNC esorta l’esecutivo ad agire nel prossimo Consiglio dei ministri attraverso il rinnovo degli sconti sui carburanti e l’azzeramento degli oneri di sistema sull’elettricità, criticando i tagli operati sui bonus straordinari per la luce (scesi da 200 a 115 euro, pari a un -42,5%) e la riduzione del tetto Isee per l’accesso alle tutele (da 25.000 euro del 2025 a 9.796 euro, pari a un -60,8%). Lo studio dell’associazione conferma che l’attuale prezzo del gas supera dell’11,2% i livelli di febbraio 2026 (pre-conflitto in Iran) e risulta superiore del 65,9% rispetto ai dati pre-crisi del maggio 2021, mentre si colloca in flessione dell’1,5% soltanto se rapportato al mese di maggio più oneroso della serie storica, registrato nel 2022.

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