L’Unione Europea dà il via libera, ma il decreto non è ancora operativo
Il via libera dell’Unione Europea al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’omologazione degli autovelox non basta a chiudere il caso delle multe per eccesso di velocità. A lanciare l’allarme è Assoutenti, che denuncia nuovi ritardi e una situazione di incertezza che continua a pesare su automobilisti ed enti locali.
Lo scorso 4 maggio si è infatti conclusa senza osservazioni la procedura europea “Tris”, il meccanismo che obbliga gli Stati membri a notificare a Bruxelles le bozze di regolamenti tecnici prima della loro approvazione definitiva. L’assenza di rilievi da parte della Commissione europea rappresenta un passaggio importante, ma il decreto non è ancora entrato in vigore perché manca la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il nodo delle multe dopo la sentenza della Cassazione
La vicenda affonda le radici nella storica pronuncia della Cassazione dell’aprile 2024, che ha stabilito la nullità delle sanzioni elevate tramite autovelox approvati ma non omologati.
Una decisione che ha avuto effetti dirompenti sull’intero sistema di controllo della velocità in Italia. Secondo le stime riportate da Assoutenti, circa il 71% degli apparecchi presenti sul territorio nazionale non sarebbe in possesso dei requisiti di omologazione richiesti, con conseguenze potenzialmente rilevanti sulla validità delle multe elevate negli ultimi anni.
Da allora si attende una soluzione normativa capace di fare chiarezza e ridurre il contenzioso tra amministrazioni pubbliche e cittadini.
Cosa prevede il decreto sugli autovelox
Secondo il testo predisposto dal Mit, gli autovelox installati e approvati dopo il 2017 verrebbero considerati automaticamente omologati, poiché conformi ai requisiti tecnici previsti dal decreto ministeriale 282/2017.
Diversa la situazione per gli apparecchi più vecchi. Gli autovelox antecedenti al 2017 dovranno infatti superare una serie di verifiche tecniche, controlli di funzionalità e procedure di taratura per ottenere l’omologazione necessaria.
Gli enti proprietari e i produttori che dispongono già della documentazione richiesta potranno accedere a una procedura semplificata, trasmettendo gli atti integrativi al Ministero. Quest’ultimo avrà sessanta giorni di tempo per esprimersi e autorizzare l’omologazione.
Assoutenti: “Il rischio di nuovi ricorsi è concreto”
Per Assoutenti il nuovo decreto rischia però di non risolvere definitivamente il problema.
Secondo il presidente Gabriele Melluso, diversi esperti e giuristi contestano infatti la scelta di considerare automaticamente omologati tutti gli apparecchi successivi al 2017. Una misura che, a loro avviso, configurerebbe una sorta di sanatoria retroattiva, trasformando approvazioni amministrative in vere e proprie omologazioni.
Non solo. Un ulteriore elemento di criticità riguarda le competenze amministrative. Secondo alcune interpretazioni, la materia dell’omologazione degli strumenti di misura rientrerebbe nelle attribuzioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e non del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Questioni che potrebbero aprire la strada a nuovi contenziosi giudiziari e alimentare ulteriormente il dibattito sulla legittimità degli autovelox.
Estate a rischio caos per gli automobilisti
Con l’avvicinarsi dell’estate e l’aumento degli spostamenti sulle strade italiane, il rischio è che la questione autovelox continui a generare incertezza.
Da una parte ci sono gli enti locali che attendono regole definitive per poter utilizzare gli apparecchi senza il timore di vedere annullate le sanzioni; dall’altra gli automobilisti, che continuano a interrogarsi sulla validità delle multe ricevute e sulle possibilità di contestarle.
Per Assoutenti, finché il decreto non sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e non verranno chiariti tutti gli aspetti giuridici più controversi, il “caos autovelox” in Italia è destinato a proseguire. Un quadro che potrebbe tradursi in una nuova ondata di ricorsi proprio nei mesi in cui il traffico sulle arterie nazionali raggiunge i livelli più elevati dell’anno.
