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Mobilità urbana: l’intelligenza artificiale traccia le rotte ciclabili basate sul verde pubblico

L’integrazione tra intelligenza artificiale e monitoraggio satellitare ridefinisce i parametri della pianificazione degli spostamenti urbani. All’ultima edizione degli IoMobility Awards 2026, l’iniziativa di Innovability e MGH7 Venture Capital volta a valorizzare le tecnologie applicate ai trasporti, il primo premio nella categoria “AI e analisi dati” è stato assegnato a Urban Green Navigator, soluzione software sviluppata dalla tech company Latitudo 40.

Il sistema si è imposto all’attenzione della giuria tecnica superando i progetti presentati dall’applicazione Safe Mate e la piattaforma di monitoraggio dei flussi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Come la tecnologia satellitare orienta i flussi pedonali

A differenza dei tradizionali sistemi di navigazione focalizzati esclusivamente sulla variabile temporale e sulla viabilità stradale, la tecnologia esaminata introduce indicatori ambientali nel calcolo delle rotte per pedoni e ciclisti.

Il software opera attraverso l’incrocio di due macro-flussi informativi:

  • Rilevazioni termiche satellitari: per individuare le isole di calore urbano e le variazioni di temperatura al suolo.
  • Mappatura del verde pubblico: per calcolare l’indice di ombreggiamento e la presenza di alberature lungo i percorsi.

L’algoritmo proprietario elabora queste metriche in tempo reale, restituendo all’utente l’itinerario non solo più rapido, ma caratterizzato dal maggior comfort termico e ambientale possibile.

Strumenti di analisi per le amministrazioni locali

Oltre alla funzione b2c rivolta ai singoli cittadini, l’infrastruttura tecnologica è stata progettata come strumento di supporto per la gestione delle Smart City. I dati generati dagli spostamenti vengono aggregati in forma anonima all’interno di una dashboard dedicata a enti locali e mobility manager aziendali.

L’interfaccia permette di analizzare i flussi di mobilità dolce sul territorio, individuare le tratte urbane carenti di infrastrutture verdi e quantificare l’impatto ambientale dei percorsi pedonali o ciclabili in termini di emissioni di anidride carbonica evitate.

Il modello è stato precedentemente oggetto di una sperimentazione sul campo nel comune di Torino, in coordinamento con il Living Lab ToMove. Stando ai dati della software house, il test pilota ha registrato la pianificazione di oltre 2.000 chilometri di mobilità attiva, con un bilancio ecologico stimato in circa 300 chilogrammi di CO₂ non immessi nell’atmosfera.

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