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Zone umide, il Bioparco di Roma svela i segreti della natura: tre giornate tra acqua, aria e terra

“Tra acqua, aria e terra” è il titolo delle tre giornate evento organizzate dal Bioparco di Roma domenica 4, 11 e 18 ottobre 2026 per sensibilizzare il pubblico sulla protezione delle zone umide, tra gli ecosistemi più minacciati sulla Terra e principale fonte di acqua potabile.

Le zone umide naturali comprendono laghi e fiumi, falde acquifere sotterranee, paludi e acquitrini, torbiere, oasi, estuari e delta. Anche gli stagni artificiali, destinati all’acquacoltura, allo stoccaggio o al trattamento delle acque o a scopo decorativo, così come le risaie, le saline e i bacini idrici, sono considerati zone umide.

La campagna europea “Wetlands for life”

L’iniziativa si svolge in adesione alla campagna di conservazione Wetlands for life, promossa dall’EAZA (Associazione Europea Zoo e Acquari) nel biennio 2026-2027, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza del pubblico sulla fragilità degli ambienti umidi.

Dalle 11 alle 17 attività all’Oasi del lago

All’Oasi del lago, dalle ore 11.00 alle 17.00, si svolgeranno attività educative in postazioni tematiche per scoprire che gli ambienti umidi sono ecosistemi di straordinaria biodiversità, dove vivono migliaia di specie animali e vegetali.

Acqua, fango e vegetazione creano nicchie ecologiche uniche dove anfibi, rettili, uccelli e invertebrati trovano cibo, riparo e luoghi per riprodursi.

“A pelo d’acqua”: come vivono gli animali delle zone umide

L’attività “A pelo d’acqua” prevede esperimenti e l’osservazione di riproduzioni di crani e modelli didattici per approfondire la conoscenza di alcune specie e capire le strategie adattative che permettono loro di vivere in questi ecosistemi.

Si scoprirà cosa hanno in comune un coccodrillo, un ippopotamo e una rana, perché le papere non si bagnano e come è fatto un nido di fenicottero.

“Tutto in una goccia”: la vita invisibile dell’acqua

“Tutto in una goccia” è un vero e proprio laboratorio di microbiologia all’aria aperta, in cui sarà possibile osservare da vicino i microrganismi di acqua dolce attraverso stereomicroscopi.

Attraverso schede e modelli didattici si comprenderà il fondamentale ruolo che questi minuscoli esseri svolgono per la vita sul pianeta.

“Mettiamoci il becco”: quando la forma racconta l’ambiente

Nella postazione “Mettiamoci il becco” si scoprirà che la forma del becco degli uccelli è indicativa dell’ambiente in cui vivono e del modo in cui si procurano il cibo.

Analogamente ai denti dei mammiferi, infatti, il becco fornisce informazioni molto utili sulle abitudini alimentari di questa grande e variegata classe di vertebrati. La sua forma è rivelatrice di diverse azioni, come afferrare, raccogliere, frantumare o lacerare.

Grazie a un’attività di esplorazione e gioco, i visitatori saranno invitati ad associare i becchi agli uccelli a cui appartengono, riflettendo sul rapporto tra forma e funzione.

“Alieni in palude”: la storia di Emys e delle specie invasive

“Alieni in palude” è il titolo del racconto, illustrato con la tecnica del kamishibai, che ha come protagonista Emys, una testuggine palustre europea.

La vita del rettile è diventata molto complicata da quando nel suo ambiente sono entrate di prepotenza alcune specie aliene, come le testuggini palustri americane, che vengono sovente abbandonate in natura da chi le acquista e poi non è in grado di accudirle.

Ascoltando la favola, i bambini, divertendosi, acquisiscono nozioni importanti sugli animali alieni e sulla problematica annosa dell’abbandono degli animali.

@Credits foto: Massimiliano Di Giovanni – archivio Bioparco

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