Parte la campagna “Il FAI siamo voi”. Il 10 e 11 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno: castelli, ville, parchi, abbazie e siti normalmente chiusi al pubblico. La Fondazione: nel 2026 oltre 12 milioni di euro destinati a restauri, manutenzioni e valorizzazione
Il patrimonio culturale italiano non è soltanto una questione di memoria e bellezza. È anche una partita di manutenzione, adattamento e capacità di affrontare gli effetti sempre più concreti degli eventi meteorologici estremi. È questo uno dei temi al centro dell’“Ottobre del FAI”, la nuova campagna nazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi lanciata dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, che per tutto il mese invita cittadini e visitatori a partecipare alla tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.
Il momento centrale della campagna saranno le Giornate FAI d’Autunno, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre. Saranno circa 700 i luoghi aperti eccezionalmente al pubblico in 350 città italiane, molti dei quali normalmente non visitabili, poco conosciuti o lontani dai tradizionali itinerari turistici.
Ma dietro le aperture di ottobre c’è un’attività permanente di conservazione che coinvolge edifici storici, giardini, parchi, aree naturali e paesaggi.
Dal 1975 oltre 159 milioni di euro investiti
Dal 1975, anno della nascita della Fondazione per iniziativa di Giulia Maria Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli, il FAI ha costruito progressivamente una rete di luoghi affidati alla sua cura.
Oggi sono 75 i Beni salvati e recuperati, dei quali 60 regolarmente aperti al pubblico e 15 attualmente interessati da interventi di restauro. Nel solo 2025 questi luoghi sono stati visitati da 1,2 milioni di persone.
Complessivamente il patrimonio gestito dalla Fondazione comprende oltre 85.000 metri quadrati di edifici storici tutelati e più di 8,6 milioni di metri quadrati di paesaggio protetto. Dal 1975 al 2025 il FAI dichiara di avere raccolto e investito nei restauri oltre 159 milioni di euro.
Un’attività che nel 2026 si traduce in 150 cantieri e progetti, seguiti anche da una squadra interna di oltre 20 architetti specializzati. Lo staff complessivo della Fondazione supera le 350 persone.
Oltre 12 milioni per restauri e valorizzazione
«Per il 2026 prevediamo di investire oltre 12 milioni di euro in restauri, manutenzioni straordinarie e interventi di valorizzazione dei nostri Beni», spiega Davide Usai, Direttore Generale FAI. Una cifra che, secondo la Fondazione, è quasi il triplo rispetto a quattro anni fa.
A questa somma si aggiungono circa 20 milioni di euro per la gestione ordinaria. E proprio guardando agli anni successivi emerge un altro capitolo destinato ad assumere un peso crescente: quello della transizione ecologica.
Per il 2027 il FAI prevede infatti di destinare circa 1,5 milioni di euro agli interventi direttamente collegati alla transizione ecologica: dalla decarbonizzazione all’adattamento ai cambiamenti climatici, dalla gestione sostenibile delle risorse idriche alla tutela e al ripristino della biodiversità.
Il patrimonio storico è esposto agli eventi estremi
Il rapporto tra tutela del patrimonio e cambiamento climatico diventa particolarmente evidente per una realtà come il FAI, che gestisce contemporaneamente edifici storici, giardini, parchi e aree naturali.
L’aumento della frequenza o dell’intensità di fenomeni meteorologici estremi può infatti tradursi in danni diretti alle strutture, alla vegetazione e agli ecosistemi, rendendo necessario intervenire non soltanto dopo l’evento, ma anche in termini di prevenzione e adattamento.
Un caso recente riguarda il Giardino della Kolymbethra, nella Valle dei Templi di Agrigento, colpito due settimane prima del lancio della campagna da una violenta tempesta che ha provocato gravi danni.
È un esempio concreto di una vulnerabilità che riguarda patrimoni molto diversi tra loro: un edificio storico può essere esposto alle precipitazioni intense e al vento, un giardino alla siccità e alle ondate di calore, un’area naturale alla perdita di biodiversità e alla pressione esercitata dal cambiamento delle condizioni climatiche.
Per questo, nella strategia del FAI, la conservazione non coincide più soltanto con il restauro dell’esistente, ma comprende anche interventi capaci di aumentare la resilienza dei luoghi.
“Il FAI siamo voi”: la campagna di ottobre
È questo il significato dello slogan scelto per la campagna, “Il FAI siamo voi”. La Fondazione sottolinea infatti che le attività di tutela e valorizzazione dipendono anche dalla partecipazione dei cittadini.
Durante ottobre sarà possibile sostenere il FAI attraverso diverse iniziative. Dal 30 settembre all’11 ottobre, chi si iscrive per la prima volta potrà beneficiare di una riduzione di 10 euro sul costo della tessera.
Il principale appuntamento sarà però quello delle Giornate FAI d’Autunno. Per due giorni, grazie alla rete delle Delegazioni e dei Gruppi FAI e al lavoro dei volontari, centinaia di luoghi normalmente esclusi dai circuiti turistici saranno accessibili al pubblico.
Tra le aperture sono presenti beni storici e artistici, edifici istituzionali, parchi, ville, complessi religiosi, luoghi legati alla storia industriale e testimonianze del patrimonio produttivo italiano.
Gli iscritti al FAI e coloro che si iscriveranno durante le Giornate potranno inoltre usufruire di ingressi prioritari e, in numerose città, di visite e aperture riservate.
Anche la grande rete dei volontari
La macchina organizzativa delle Giornate coinvolge una rete capillare: 19 Direzioni Regionali, 135 Delegazioni, 113 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 18 Gruppi FAI Ponte tra culture.
Sono oltre 18.000 i volontari del FAI in Italia. A questi si aggiungono più di 9.000 Apprendisti Ciceroni, studenti formati per accompagnare i visitatori alla scoperta dei luoghi aperti durante le Giornate.
La partecipazione dei giovani rappresenta così anche un investimento sulla trasmissione della conoscenza del patrimonio e sulla cittadinanza attiva.
Una campagna che coinvolge anche imprese e Rai
L’Ottobre del FAI prevede inoltre iniziative realizzate insieme alle aziende partner. Dal 5 ottobre al 2 novembre, nei punti vendita Iper La grande i, UNES e il Viaggiator Goloso sarà possibile aggiungere alla spesa una donazione di 1, 2 o 5 euro a sostegno della Fondazione.
Dal 5 all’11 ottobre, invece, la Rai dedicherà una settimana di sensibilizzazione al patrimonio culturale italiano, attraverso televisioni, radio e piattaforme digitali, in collaborazione con il FAI.
Le Giornate FAI d’Autunno rappresentano dunque il momento pubblico di una strategia molto più ampia: aprire i luoghi al pubblico, raccogliere risorse e, allo stesso tempo, mantenere alta l’attenzione sulla necessità di proteggere un patrimonio che non è statico e immutabile, ma esposto alle trasformazioni ambientali.
Per il FAI, la sfida dei prossimi anni sarà quindi duplice: conservare ciò che è arrivato fino a noi e adattarlo alle condizioni che stanno cambiando. E proprio il cambiamento climatico rende questa seconda dimensione sempre più centrale.
Per informazioni sulle aperture e sulle modalità di partecipazione: Giornate FAI d’Autunno e Ottobre del FAI.
