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Milano, estate 2026 da record: 28,3 °C di media. La più calda dal 1897 ad oggi

La temperatura media dell’estate meteorologica supera anche il record del 2003. A Milano 77 giorni oltre i 30 °C e 80 notti tropicali: 66 consecutive tra giugno e agosto

Milano ha appena archiviato l’estate più calda della sua lunga serie meteorologica. Tra giugno e agosto 2026 la temperatura media registrata dalla stazione di Milano Centro ha raggiunto 28,3 °C, il valore più alto dal 1897. A certificare il record sono i dati della Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo ETS, che ha confrontato le rilevazioni della stagione con le serie climatiche di riferimento.

Il dato supera di circa 0,1 °C quello dell’estate 2003, rimasta per oltre vent’anni uno dei principali riferimenti per il caldo estremo in Italia. Ma più della differenza rispetto al precedente record colpisce la continuità delle temperature elevate: nel trimestre sono state registrate 77 giornate con una massima superiore ai 30 °C, 36 delle quali oltre i 35 °C.

E il caldo non si è fermato al tramonto. Le notti tropicali, quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 °C, sono state 80, contro circa 47,7 attese sulla base della climatologia 1991-2020. Tra il 16 giugno e il 20 agosto se ne sono susseguite 66 consecutive.

28,3 °C: il nuovo record dell’estate milanese

La temperatura media di 28,3 °C riguarda l’intero trimestre meteorologico, dal 1° giugno al 31 agosto. È un dato particolarmente significativo perché non deriva soltanto da pochi episodi estremi, ma dalla combinazione di temperature elevate protratte per gran parte dell’estate.

Rispetto alla media climatica 1991-2020, l’anomalia è stata di +3,6 °C. Il confronto con il precedente riferimento climatico 1961-1990 porta l’anomalia a +5,1 °C.

Il confronto con il 2003 è altrettanto indicativo: l’estate di quell’anno aveva raggiunto una temperatura media di circa 28,2 °C. Nel 2026 Milano Centro è arrivata a 28,3 °C.

Il record, dunque, non significa che ogni singolo mese abbia battuto il proprio primato. È la combinazione dei tre mesi ad aver portato l’intera stagione al primo posto della serie storica.

Giugno, luglio e agosto: un’estate costruita mese dopo mese

Guardando ai singoli mesi, emerge infatti un quadro più articolato.

Giugno 2026 ha registrato una temperatura media di 27,4 °C. È stato un mese eccezionalmente caldo, ma il giugno 2003 rimane davanti con 27,9 °C.

A luglio la media è stata di 28,7 °C, valore che si colloca appena sotto i 28,9 °C raggiunti nel 2015 e nel 2022.

Ad agosto la temperatura media è salita a 28,9 °C. Anche in questo caso il record mensile appartiene al 2003, quando la media aveva raggiunto 29,5 °C.

Il risultato finale racconta quindi qualcosa di diverso da una singola ondata di calore eccezionale: tre mesi consecutivi con temperature persistentemente elevate, sufficienti a portare l’intera stagione oltre il precedente record.

77 giorni oltre i 30 °C

Uno degli indicatori più significativi è il numero di giornate calde.

Durante l’estate 2026 Milano Centro ha registrato 77 giorni con temperatura massima superiore ai 30 °C. In 36 giornate il termometro ha superato anche i 35 °C.

La fase più intensa si è verificata nella seconda metà di giugno, quando si sono susseguite 12 giornate consecutive oltre i 35 °C.

La temperatura massima assoluta dell’estate è stata di 38,7 °C il 28 giugno. Valori superiori ai 38 °C sono stati registrati anche ad agosto: 38,1 °C il 5 agosto e 38,4 °C il giorno successivo.

È proprio la persistenza a distinguere il dato del 2026. Una temperatura molto elevata registrata per un giorno può determinare un record giornaliero; una sequenza prolungata di giornate calde incide invece sulla media dell’intera stagione.

Il dato più significativo? Le notti tropicali

Se le temperature massime raccontano l’intensità del caldo, quelle minime raccontano quanto sia stato difficile per la città raffreddarsi durante la notte.

Nel trimestre sono state registrate 80 notti tropicali, contro una media di circa 47,7 nel periodo climatico 1991-2020.

Ancora più significativo è il dato sulla continuità: 66 notti tropicali consecutive, dal 16 giugno al 20 agosto.

La notte più calda è stata quella del 27 giugno, quando la temperatura minima è rimasta a 29,2 °C. Il giorno successivo la minima è stata di 28,8 °C.

Sono valori particolarmente rilevanti dal punto di vista del disagio termico perché impediscono al corpo e agli edifici di beneficiare pienamente del raffrescamento notturno.

Non è stata soltanto una questione di temperatura

Il caldo eccezionale è stato accompagnato anche da condizioni di elevato disagio bioclimatico.

L’indice Humidex, che combina temperatura e umidità per rappresentare la sensazione di calore percepita, ha raggiunto o superato quota 40 per 161 ore, distribuite in 32 giornate.

Il valore massimo, pari a 44,7, è stato registrato il 31 luglio.

Il dato è interessante perché mostra come la temperatura dell’aria da sola non racconti sempre l’intero impatto di una giornata molto calda. Umidità e ventilazione possono modificare sensibilmente la capacità del corpo umano di disperdere calore.

Caldo record, ma non estate senza pioggia

Un altro elemento interessante è che l’estate 2026 non può essere descritta semplicemente come una stagione caldissima e siccitosa.

A giugno sono caduti 139,2 millimetri di pioggia, con 72,8 millimetri concentrati nella sola giornata del 2 giugno.

Luglio, al contrario, è stato più secco della media, con 47,8 millimetri, mentre agosto ha chiuso a 67 millimetri.

La pioggia è stata inoltre distribuita in modo irregolare, con episodi temporaleschi anche intensi, accompagnati in alcuni casi da grandine e forti raffiche.

È una distinzione importante: caldo record e precipitazioni non sono necessariamente incompatibili. Una stagione può essere molto calda e contemporaneamente ricevere quantitativi di pioggia prossimi alla norma, soprattutto quando le precipitazioni sono concentrate in pochi eventi intensi.

Milano non è un caso isolato

Il record della città si inserisce in un quadro regionale ancora più ampio.

Secondo ARPA Lombardia, l’estate 2026 è stata la più calda mai registrata in Lombardia dal 1951, sulla base delle serie di cinque stazioni climatologiche rappresentative: Milano, Pavia, Mantova, Brescia e Sondrio.

L’anomalia regionale rispetto al periodo climatico 1991-2020 è stata di +3,1 °C, superiore ai precedenti record del 2003 (+2,8 °C) e del 2022 (+2,7 °C).

Anche ARPA sottolinea soprattutto la persistenza del caldo a Milano: la soglia dei 30 °C è stata superata per 75 giorni nel trimestre secondo la serie regionale di riferimento.

La differenza rispetto alle 77 giornate rilevate dalla Fondazione OMD dipende dalla diversa stazione e metodologia di riferimento. È quindi preferibile non sommare o confrontare direttamente i due valori come se provenissero dalla stessa serie.

Un record costruito sulla persistenza

È proprio questo l’aspetto che rende il dato milanese particolarmente interessante.

L’estate 2026 non è stata semplicemente quella con il picco di temperatura più alto. La massima di 38,7 °C del 28 giugno, per quanto elevata, non è sufficiente da sola a spiegare il record stagionale.

A fare la differenza sono state le temperature elevate ripetute, le numerose giornate oltre le soglie di 30 e 35 °C e soprattutto le temperature notturne, rimaste spesso sopra i 20 °C.

In climatologia, la temperatura media stagionale serve proprio a catturare questo tipo di fenomeno: non soltanto quanto caldo sia stato il giorno più caldo, ma quanto calda sia stata complessivamente la stagione.

Dal 1897 al 2026: cosa racconta una serie così lunga

Il riferimento al 1897 dà al record un ulteriore peso.

La serie utilizzata dalla Fondazione OMD per Milano Centro consente infatti di collocare l’estate 2026 all’interno di oltre un secolo di osservazioni meteorologiche.

Questo non significa che ogni dato raccolto dal 1897 sia perfettamente sovrapponibile alle misurazioni odierne: nelle serie storiche possono intervenire cambiamenti nella strumentazione, nella collocazione delle stazioni e nelle condizioni dell’ambiente circostante. È proprio per questo che i confronti climatici vengono effettuati attraverso serie e periodi di riferimento specifici.

Il dato resta comunque netto: nella serie della stazione di Milano Centro utilizzata dalla Fondazione OMD, l’estate 2026 è la più calda dal 1897.

E arriva dopo un’altra stagione da record: anche la primavera 2026 era risultata la più calda della serie milanese, con una temperatura media di 17,1 °C.

Il caldo urbano amplifica il problema

Milano offre anche un esempio particolarmente evidente di come il cambiamento climatico interagisca con le caratteristiche delle grandi città.

L’isola di calore urbana può contribuire a mantenere le temperature più elevate, soprattutto durante la notte. Asfalto, cemento, edifici e altre superfici urbane assorbono energia durante il giorno e la rilasciano lentamente dopo il tramonto.

Questo fenomeno non è la spiegazione del record del 2026 e non va confuso con il riscaldamento climatico su scala più ampia. Può però contribuire a rendere più intenso il disagio termico percepito in un grande centro urbano, soprattutto quando le ondate di calore sono lunghe e le temperature minime rimangono elevate.

Ed è proprio la combinazione tra caldo diurno e scarsa capacità di raffrescamento notturno uno degli aspetti più rilevanti dell’estate appena conclusa.

Un’estate che supera anche il simbolo del 2003

Il confronto con il 2003 è inevitabile.

Quell’estate è rimasta nella memoria europea per la sua eccezionale intensità e per gli effetti sulla salute, sull’agricoltura e sugli ecosistemi. A Milano, però, il 2026 ha fatto registrare una media stagionale ancora più elevata.

La differenza è piccola — circa un decimo di grado — ma il significato climatologico è diverso da quello di una singola massima record.

Il 2026 ha infatti raggiunto il primo posto attraverso una persistenza del caldo distribuita lungo l’intero trimestre estivo.

È questo, più del singolo picco, il dato che racconta la nuova estate record di Milano.

I numeri dell’estate 2026 a Milano

  • 28,3 °C: temperatura media giugno-agosto
  • +3,6 °C: anomalia rispetto al 1991-2020
  • 77: giornate oltre i 30 °C
  • 36: giornate oltre i 35 °C
  • 80: notti tropicali
  • 66: notti tropicali consecutive
  • 38,7 °C: temperatura massima, il 28 giugno
  • 29,2 °C: temperatura minima più alta, il 27 giugno
  • 161 ore: Humidex pari o superiore a 40
  • 1897: inizio della serie storica di riferimento della stazione di Milano Centro

Il record, dunque, non racconta soltanto un’estate in cui il termometro ha raggiunto valori estremi. Racconta soprattutto quanto a lungo il caldo sia rimasto sopra la norma. E, in una grande città come Milano, è proprio la persistenza – soprattutto delle temperature notturne – a trasformare una sequenza di giornate calde in un vero record stagionale.

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