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Milano Cortina 2026, dopo i Giochi il conto delle opere: 3,62 miliardi e 58% dei cantieri ancora da avviare

Il report di Libera e Open Olympics: 19 opere su 98 hanno visto aumentare i costi, per 210 milioni complessivi in più rispetto al 2024. Il cantiere Busto Arsizio-Gallarate-Cardano sfiora il raddoppio

A sei mesi dalla conclusione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il Piano delle opere arriva a 3,62 miliardi di euro. È il dato contenuto nel quarto report di Libera e delle 20 associazioni della rete civica Open Olympics 2026, che analizza lo stato di avanzamento delle infrastrutture e la situazione finanziaria degli organismi coinvolti.

Secondo il documento, aggiornato al 28 agosto 2026 sulla base dei dati forniti da Simico, dal Commissario straordinario alle Paralimpiadi e dalla Fondazione Milano Cortina 2026, 19 opere sulle 98 complessivamente monitorate hanno registrato un incremento dei costi. L’aumento cumulato è di quasi 210 milioni di euro, pari al 6,2% rispetto alla prima rilevazione disponibile, effettuata nel settembre 2024. Solo negli ultimi dieci mesi, invece, il Piano è cresciuto di 84,7 milioni, pari al 2,4%.

A pesare maggiormente sono le opere definite di legacy, cioè quelle indirettamente collegate all’evento olimpico: il loro incremento ammonta a 81 milioni di euro, contro i 3,7 milioni registrati per le opere essenziali.

Busto Arsizio-Gallarate-Cardano, costo quasi raddoppiato

La Lombardia è la regione che registra il maggiore aumento dei costi, con 50 milioni di euro in più. Seguono il Trentino con 17,2 milioni, il Veneto con 15,5 milioni e Bolzano con 2 milioni.

Il rincaro più consistente riguarda la riqualificazione stradale Busto Arsizio/Gallarate/Cardano: l’importo dell’opera è aumentato di 49 milioni di euro, pari all’87%, arrivando quasi a raddoppiare. Seguono la Variante di Cortina Lotto 1, con un incremento di 11,4 milioni, e la Variante Trescore Entratico Lotto 2, cresciuta di 7,7 milioni.

Non tutte le opere hanno però registrato aumenti. Il report segnala infatti sette interventi il cui costo è diminuito, tra cui la Tangenziale Sud di Sondrio, per la quale è indicata una riduzione di 5,5 milioni di euro.

A sei mesi dai Giochi, il 58% delle opere non è ancora partito

È sul fronte delle tempistiche che il report evidenzia uno degli elementi più rilevanti. A sei mesi dalla conclusione dei Giochi, risultano effettivamente spesi per opere concluse 890 milioni di euro, pari al 25% della spesa complessiva.

Altri 630 milioni, il 17%, riguardano interventi in corso di esecuzione. I restanti 2,1 miliardi, pari al 58% del Piano, sono invece riferiti a opere non ancora iniziate, ancora nella fase di gara o di progettazione.

Secondo i dati analizzati da Libera e Open Olympics, l’81,8% delle opere registra inoltre ritardi rispetto alle stime iniziali, con uno slittamento mediano di 219 giorni, oltre sette mesi. Per 48 opere su 98 la data di conclusione dei lavori è stata ulteriormente posticipata. L’ultimo intervento del Piano dovrebbe essere completato il 29 dicembre 2033, oltre sette anni e mezzo dopo la fine dei Giochi.

La legacy vale l’87% del Piano

Le opere di legacy rappresentano da sole 3,16 miliardi di euro, pari all’87% dell’intero Piano. La parte più consistente delle risorse è destinata alla rete stradale: 2,19 miliardi, equivalenti al 69,4% delle risorse della legacy, distribuiti su 31 interventi.

Alla mobilità sostenibile su ferro e gomma sono invece destinati 595 milioni, pari al 18,8%. Il rapporto evidenzia quindi una diversa proporzione degli investimenti: per ogni euro destinato alla mobilità sostenibile, quattro vengono spesi sulla rete stradale.

Il quadro cambia però se si considera lo stato di avanzamento. Il 63,1% della spesa destinata alla mobilità sostenibile riguarda già opere concluse, mentre per gli interventi stradali la quota si ferma al 2,4%.

Tra le infrastrutture ferroviarie già completate figurano dieci stazioni. In Veneto sono state rinnovate quelle di Belluno, Feltre, Longarone e Ponte nelle Alpi, tutte concluse entro gennaio 2026. Sono inoltre terminati a dicembre 2025 gli interventi sulle stazioni lombarde lungo la linea Milano-Tirano. Per la stazione di Trento la conclusione dei lavori è prevista entro il 2026. Il Piano prevede anche l’acquisto di treni elettrici per la linea Trento-Bassano del Grappa.

Subappalti e ambiente, il nodo della trasparenza

Il report pone l’accento anche sulla disponibilità dei dati relativi ai cantieri. In particolare, viene segnalata l’assenza di dati analitici sulla Carbon Footprint delle opere e una forte frammentazione della filiera degli affidamenti.

A fronte di 111 ditte aggiudicatrici uniche, il monitoraggio conta 543 imprese subappaltatrici. Tra gli esempi riportati c’è l’intervento per la soppressione dei passaggi a livello sulla linea Milano-Tirano, che coinvolge 121 subappaltatori: secondo il report, il portale non specifica però i valori economici e le tipologie dei contratti.

Open Olympics segnala inoltre una crescente difficoltà nel garantire una copertura contemporanea di garanzie, deficit, opere di legacy e futuro degli impianti attraverso gli accantonamenti degli enti.

Fondazione Milano Cortina, deficit cumulato di 176,5 milioni

Il report dedica una parte specifica alla gestione finanziaria degli organismi coinvolti. Per quanto riguarda il Commissario straordinario alle Paralimpiadi, il portafoglio è salito a 542,8 milioni di euro. La spesa, secondo i dati analizzati, è passata da 79,6 milioni a metà gennaio 2026 a 257,08 milioni a fine giugno.

Nel trimestre successivo alla chiusura dei Giochi sono stati erogati 83,3 milioni di euro, pari al 32,4% delle uscite complessive del Commissario. Secondo il report, oltre tre quarti delle risorse uscite dalle casse commissariali sono state destinate a impegni di altre strutture.

Alla Fondazione Milano Cortina sono stati erogati 64 milioni di euro di anticipazioni di cassa al 50% per contratti già stipulati con fornitori privati. Altri 16 milioni sono stati destinati a Simico e oltre 7,6 milioni alla Difesa e all’Associazione Nazionale Alpini per la gestione dei volontari.

Resta inoltre bloccata una garanzia di 62,7 milioni di euro prevista dal dossier di candidatura e posta a carico di Regione Veneto, Comune di Milano e Provincia autonoma di Trento, in attesa di un accordo sulla ripartizione dell’onere.

Il bilancio 2025 della Fondazione Milano Cortina evidenzia costi di gestione pari a 331,2 milioni di euro, in aumento di 226,2 milioni rispetto all’anno precedente, a fronte di un valore della produzione di 294,4 milioni. La perdita di 39,1 milioni porta il deficit patrimoniale cumulato a 176,5 milioni di euro. I debiti superano il miliardo, attestandosi a 1.020,4 milioni, mentre i crediti ammontano a 365,8 milioni.

Tra le voci di spesa, i servizi raggiungono 195,2 milioni di euro. Le consulenze tecniche arrivano a 83,3 milioni, mentre i servizi di vigilanza sono indicati in crescita dell’8.000%, fino a 24,1 milioni.

Le cinque richieste di Open Olympics

A partire dai dati raccolti, la rete Open Olympics 2026 formula cinque richieste rivolte ai decisori pubblici: maggiore trasparenza finanziaria, una moratoria sui cantieri non ancora avviati, trasparenza sui dati ambientali, la fine dell’utilizzo del canale commissariale paralimpico per la copertura di costi organizzativi generali e una riforma della governance dei grandi eventi.

La proposta di moratoria riguarda in particolare le opere non ancora collegate a cantieri attivi e con consegne previste anche dopo il 2033, per le quali la rete chiede una nuova valutazione sull’utilità degli interventi e sull’eventuale riorientamento delle risorse.

Leonardo Ferrante, della direzione nazionale di Libera e portavoce di Open Olympics 2026, afferma che il successo sportivo dei Giochi non cancella, secondo la rete, le criticità emerse sul piano della spesa, delle tempistiche e della trasparenza contabile. Le cinque raccomandazioni contenute nel report puntano quindi a modificare le modalità di programmazione e controllo dei grandi eventi futuri.

Il report, intitolato “All’indomani dei Giochi: cinque indicazioni civiche per una piena ed effettiva trasparenza e rendicontabilità dei grandi eventi”, è il quarto documento prodotto dalla rete Open Olympics 2026 e analizza i dati aggiornati al 28 agosto 2026.

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