Il finale di settembre resta insolitamente mite e asciutto, con temperature fino a 27-29 °C e possibili 30 °C a Roma. Nei primi giorni di ottobre arriverà una perturbazione debole, ma la vera svolta potrebbe essere tra il 5 e il 12 ottobre, quando i modelli ECMWF intravedono precipitazioni sopra la media sul Mediterraneo
L’autunno è arrivato sul calendario, ma sull’Italia il cambio di stagione non si è ancora tradotto nelle piogge che normalmente accompagnano questa fase dell’anno. Dopo il calo delle temperature degli ultimi giorni, infatti, l’anticiclone è pronto a tornare protagonista e potrebbe regalare un’altra parentesi dal sapore estivo proprio alla fine di settembre.
La possibile svolta, secondo l’analisi del meteorologo Luca Lombroso per Meteored Italia, va cercata più avanti: non tanto nei primi giorni di ottobre, quando è atteso soltanto il passaggio di una debole perturbazione atlantica, quanto nella settimana compresa tra il 5 e il 12 ottobre. Le mappe substagionali del modello europeo ECMWF mostrano infatti segnali di precipitazioni superiori alla media sul Mediterraneo e, in particolare, sull’Italia. È però ancora una tendenza a medio-lungo termine e non una previsione dettagliata di maltempo.
Fine settembre, torna il caldo fuori stagione
Prima della possibile svolta autunnale c’è però da attraversare un ultimo scorcio di settembre decisamente mite. Il quadro atmosferico descritto da Lombroso è dominato da un ponte di alta pressione tra le Azzorre e l’Europa orientale, destinato a rafforzarsi sull’Italia centro-settentrionale.
Il risultato sarà un periodo prevalentemente stabile e asciutto. Dopo il passaggio di aria più fresca lungo il versante adriatico, le temperature torneranno a salire, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Nel weekend del 26 e 27 settembre il cielo sarà in prevalenza sereno su gran parte della Penisola, con soltanto qualche residua precipitazione al Sud. Le mattinate resteranno relativamente fresche, con valori intorno ai 10-14 °C al Centro-Nord, ma nel pomeriggio i termometri potranno tornare a raggiungere 26-28 °C.
La fase stabile proseguirà anche tra lunedì 28 e mercoledì 30 settembre. Le precipitazioni saranno scarse o assenti quasi ovunque, mentre le temperature si porteranno nuovamente su valori decisamente superiori alla media per il periodo. Lombroso indica massime diffuse di 27-29 °C e non esclude il superamento dei 30 °C a Roma.
È dunque un finale di settembre ancora lontano dall’immagine dell’autunno piovoso. E soprattutto il Nord, osserva il meteorologo, continua a essere penalizzato dalla mancanza di precipitazioni organizzate e diffuse.
Primo assaggio d’autunno tra 1 e 4 ottobre
Il calendario cambia, ma nei primi giorni di ottobre non è ancora attesa una vera irruzione autunnale.
Tra giovedì 1 e domenica 4 ottobre una perturbazione atlantica indebolita potrebbe raggiungere il Nord e marginalmente le regioni centrali. Le piogge più probabili sono attese tra venerdì 2 e sabato 3 ottobre, soprattutto su Alpi, Liguria e alta Toscana, con fenomeni più irregolari anche in altre zone del Centro-Nord.
Qualche precipitazione potrebbe interessare anche il Mezzogiorno, ma senza modificare radicalmente il quadro generale.
Le temperature saranno in lieve diminuzione, ma resteranno relativamente elevate: valori intorno ai 25 °C a inizio ottobre, soprattutto al Centro-Nord, sono ancora superiori alla climatologia del periodo.
Insomma, la prima perturbazione di ottobre potrebbe essere più un segnale di cambiamento che il vero ingresso dell’autunno.
La settimana da tenere d’occhio è quella dal 5 al 12 ottobre
È nella seconda settimana del mese che le mappe iniziano a mostrare uno scenario più interessante.
Secondo le attuali elaborazioni substagionali ECMWF, tra il 5 e il 12 ottobre il Mediterraneo potrebbe registrare precipitazioni superiori alla media. Per il Nord, le anomalie indicate dal modello arrivano attualmente a circa 10-40 millimetri rispetto alla climatologia di riferimento.
Il dato più importante, però, è anche quello che richiede maggiore cautela: le stesse mappe continuano a indicare temperature superiori alla media, nell’ordine di 1-3 °C.
Questo significa che l’eventuale ritorno della pioggia non coinciderebbe necessariamente con una fase fredda. Lo scenario delineato da Lombroso è quello di una possibile settimana caratterizzata da uno o più passaggi perturbati, con un’atmosfera ancora relativamente mite.
Ed è proprio questa combinazione a rendere più difficile capire, a distanza di diversi giorni, come potrebbero manifestarsi le precipitazioni. Potrebbero arrivare piogge organizzate e diffuse, ma non si può escludere che l’energia disponibile favorisca invece episodi temporaleschi più intensi e localizzati.
La “tempesta equinoziale” può arrivare a ottobre?
Il termine “tempesta equinoziale” evoca le tradizionali perturbazioni che, attorno all’equinozio d’autunno, possono segnare il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale. Quest’anno, però, la dinamica atmosferica non ha finora prodotto una vera fase perturbata generalizzata.
Lombroso invita quindi a non trasformare le mappe substagionali in una previsione di nubifragi. Il segnale attuale indica semplicemente una possibile fase più umida nella prima metà di ottobre. Soltanto quando i sistemi perturbati entreranno nel campo delle previsioni operative sarà possibile stabilire dove, quando e con quale intensità cadranno le precipitazioni.
È una distinzione importante quando si leggono le mappe a lungo termine: una settimana indicata come “più piovosa della media” non significa che pioverà ogni giorno e in ogni località. L’anomalia indica un confronto con la climatologia, non una previsione puntuale degli accumuli.
Dalla siccità alle piogge: perché il passaggio sarà delicato
Per molte aree del Nord, il ritorno delle precipitazioni sarebbe comunque significativo dopo una fase caratterizzata dalla scarsità di piogge autunnali. Ma anche in questo caso quantità e distribuzione saranno determinanti.
Una lunga fase asciutta seguita da precipitazioni concentrate in pochi episodi non produce infatti lo stesso effetto di una sequenza di perturbazioni capaci di distribuire l’acqua in modo più regolare sul territorio.
Ed è proprio questo il punto ancora aperto nelle previsioni per ottobre: non soltanto se arriverà la pioggia, ma come arriverà.
Il modello ECMWF sta mostrando un segnale favorevole a una fase più umida tra il 5 e il 12 ottobre, ma la previsione resta soggetta a un margine di incertezza inevitabile a questa distanza temporale. Anche la collocazione delle eventuali perturbazioni e dei fenomeni più intensi potrà cambiare sensibilmente nei prossimi aggiornamenti.
Per ora, dunque, l’autunno italiano resta in attesa. Il fine settembre potrebbe ancora assomigliare all’estate, i primi giorni di ottobre potrebbero portare soltanto qualche passaggio perturbato e la prima vera occasione per un cambio di circolazione potrebbe presentarsi nella seconda settimana del mese.
Ma quella che oggi appare sulle mappe è ancora una tendenza, non una certezza. E sarà l’evoluzione dei prossimi aggiornamenti ECMWF a dire se la prima vera fase piovosa dell’autunno riuscirà finalmente a raggiungere l’Italia.
@Crediti Immagione: Meteored (Ufficio Stampa)
