Il nuovo Eurobarometro fotografa un forte consenso sul ruolo dell’agricoltura e delle aree rurali. Il 93% considera fondamentale garantire un approvvigionamento alimentare stabile. Confeuro: “Serve una PAC forte, finanziata e realmente comune”
L’agricoltura torna al centro delle priorità dei cittadini europei. Secondo il nuovo Eurobarometro dedicato all’agricoltura e alla Politica agricola comune (PAC), il 95% degli europei considera agricoltura e aree rurali importanti per il futuro dell’Europa, mentre il 93% ritiene fondamentale garantire in ogni momento un approvvigionamento alimentare stabile nell’Unione.
Sono i numeri sui quali interviene Confeuro, la Confederazione Agricoltori Europei. Il presidente nazionale Andrea Tiso legge i risultati come una conferma della centralità del settore primario e chiede che questa attenzione si traduca nella prossima fase della PAC, la politica agricola comune europea.
«I dati dell’ultimo Eurobarometro confermano con grande chiarezza quanto l’agricoltura rappresenti una componente strategica del futuro europeo», dichiara Tiso.
Il sondaggio della Commissione europea è il decimo dedicato al rapporto tra cittadini, agricoltura e PAC. È stato realizzato tra maggio e giugno 2026 nei 27 Stati membri, coinvolgendo 26.456 persone appartenenti a diversi gruppi sociali e demografici.
Il 95% considera agricoltura e aree rurali importanti
Il dato più evidente riguarda la percezione del ruolo dell’agricoltura.
Il 95% degli intervistati considera agricoltura e aree rurali importanti per il futuro dell’Europa. È una percentuale che conferma una tendenza già osservata nelle precedenti rilevazioni: secondo la Commissione, dal 2007 almeno nove cittadini europei su dieci hanno continuato a considerare importante questo settore.
Non si tratta quindi soltanto di una valutazione legata alla produzione agricola.
Nella percezione dei cittadini, agricoltura e territori rurali sono collegati a una serie di questioni che riguardano direttamente la vita quotidiana: disponibilità degli alimenti, prezzi, qualità dei prodotti, tutela dell’ambiente e sviluppo delle comunità rurali.
Ed è proprio sulla sicurezza alimentare che emerge un secondo dato particolarmente significativo.
Il 93% degli europei considera importante garantire un approvvigionamento stabile di cibo nell’Unione.
Per Confeuro, questo risultato rafforza la necessità di mantenere una politica agricola comune con una forte dimensione europea.
Prezzi, reddito e sostenibilità: le tre richieste
Il nuovo Eurobarometro mostra che le aspettative dei cittadini non riguardano soltanto la quantità di cibo disponibile.
La qualità e l’origine degli alimenti risultano tra i principali fattori che orientano le scelte dei consumatori. L’89% degli intervistati considera importante che i prodotti alimentari provengano da filiere corte e la stessa percentuale attribuisce importanza a produzioni realizzate secondo standard elevati di tutela ambientale e benessere animale. Il 79% considera importante che gli alimenti siano prodotti nell’Unione europea.
Il quadro mette quindi insieme tre dimensioni che spesso nel dibattito pubblico vengono trattate separatamente: sicurezza alimentare, sostenibilità e condizioni economiche degli agricoltori.
Anche sul sostegno economico emerge un’indicazione significativa. Il 48% degli intervistati vorrebbe un aumento del sostegno finanziario dell’Unione agli agricoltori nei prossimi dieci anni, mentre il 55% considera adeguato l’attuale livello di sostegno destinato alla stabilizzazione dei redditi agricoli.
Per Confeuro, questi dati indicano una direzione precisa per la futura PAC.
«Gli stessi europei indicano come priorità prezzi alimentari ragionevoli e un reddito equo per gli agricoltori, insieme alla tutela dell’ambiente e alla sostenibilità delle produzioni», sottolinea Tiso.
La PAC resta al centro della partita
Il passaggio dai dati del sondaggio alle scelte politiche riguarda soprattutto il futuro della Politica agricola comune.
La PAC è uno degli strumenti storici dell’integrazione europea: nata nel 1962, ha tra i suoi obiettivi il sostegno agli agricoltori, la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la vitalità delle aree rurali.
Il nuovo Eurobarometro restituisce un giudizio complessivamente positivo sul ruolo della politica agricola europea. Il 70% degli intervistati ritiene che la PAC porti benefici a tutti gli europei e non soltanto agli agricoltori. Il 66% ritiene inoltre che contribuisca a ridurre le disparità nello sviluppo delle diverse regioni e territori dell’Unione.
Secondo la Commissione, il 78% ritiene che la PAC contribuisca a garantire un approvvigionamento alimentare stabile, mentre il 70% ritiene che contribuisca a rafforzare il ruolo degli agricoltori nella filiera alimentare.
Sono dati che arrivano mentre è aperta la discussione sulla PAC dopo il 2027, cioè sulla struttura e sulle risorse della politica agricola comune per il prossimo periodo di programmazione.
Confeuro: “Non indebolire la dimensione europea”
È proprio su questo passaggio che Confeuro concentra la propria richiesta.
Secondo Tiso, la futura PAC dovrebbe mantenere una «forte dimensione europea», evitando che una maggiore responsabilità attribuita agli Stati membri possa tradursi in una riduzione dell’uniformità delle politiche agricole.
«Abbiamo bisogno di una PAC adeguatamente finanziata, riconoscibile e capace di garantire condizioni omogenee agli agricoltori europei», afferma il presidente di Confeuro.
La richiesta si inserisce in un confronto già aperto sul futuro della PAC e sulla necessità di garantire maggiore stabilità e certezza agli agricoltori.
Anche il Parlamento europeo, in una risoluzione sul futuro dell’agricoltura e della PAC post-2027, ha sottolineato l’esigenza di una politica agricola che garantisca sostegno al reddito, sostenibilità, certezza giuridica e adeguati periodi di transizione.
Il tema, quindi, non riguarda soltanto l’ammontare delle risorse, ma anche come saranno distribuite e quali obiettivi dovranno raggiungere.
La sostenibilità non scompare dalle priorità
Un altro elemento interessante del sondaggio è che il consenso all’agricoltura non si traduce in una richiesta di allentamento delle politiche ambientali.
Al contrario, quasi nove europei su dieci, l’89%, sono favorevoli alla prosecuzione dei pagamenti europei agli agricoltori per pratiche agricole favorevoli al clima e all’ambiente. Il 71% ritiene inoltre che la PAC contribuisca alla gestione sostenibile delle risorse naturali, mentre il 70% ritiene che contribuisca a una produzione alimentare sostenibile.
È un dato importante perché mostra come, nella percezione dei cittadini, sostegno agli agricoltori e sostenibilità ambientale non siano necessariamente obiettivi contrapposti.
La futura PAC dovrà quindi confrontarsi contemporaneamente con la necessità di mantenere redditività e competitività delle aziende agricole e con le aspettative ambientali della popolazione.
Sicurezza alimentare e aree rurali
Il ruolo dell’agricoltura viene associato anche alla tenuta dei territori.
Il 60% degli intervistati ritiene che la PAC contribuisca a incoraggiare i giovani a entrare nel settore agricolo. La Commissione sottolinea inoltre il ruolo della politica agricola nello sviluppo economico e sociale delle zone rurali.
Il tema del ricambio generazionale è particolarmente rilevante in un settore nel quale la struttura demografica degli agricoltori rappresenta una delle principali sfide di lungo periodo.
Una politica agricola che sostiene soltanto la produzione, quindi, rischierebbe di lasciare fuori una parte della questione: chi continuerà a coltivare i terreni e a mantenere attive le comunità rurali nei prossimi decenni?
Per questo il futuro della PAC riguarda contemporaneamente produzione alimentare, reddito, ambiente, innovazione, occupazione e sviluppo territoriale.
La PAC come strumento di coesione europea
È l’ultimo elemento sottolineato da Confeuro.
Tiso interpreta l’agricoltura anche come uno degli ambiti nei quali l’Unione può rafforzare la propria dimensione comune in una fase caratterizzata, secondo le sue parole, da nuove spinte nazionaliste e isolazioniste.
«Una PAC forte e realmente comune significa più sicurezza alimentare, maggiore tutela per i produttori e un’Europa più coesa», afferma.
Si tratta di una valutazione politica dell’organizzazione, mentre il dato oggettivo che emerge dall’Eurobarometro è il forte consenso dei cittadini sul ruolo dell’agricoltura e sul valore della sicurezza alimentare.
Il 95% sull’importanza di agricoltura e aree rurali e il 93% sulla necessità di garantire un approvvigionamento alimentare stabile fotografano infatti una domanda molto ampia. La questione ora è come questa domanda verrà tradotta nelle scelte sulla PAC dopo il 2027.
E il sondaggio suggerisce che gli europei non chiedono una sola cosa: vogliono cibo disponibile e di qualità, prezzi ragionevoli, agricoltori sostenibili economicamente e tutela dell’ambiente.
È su questo equilibrio che si giocherà la prossima fase della politica agricola europea.
I NUMERI DEL NUOVO EUROBAROMETRO
93% — considera fondamentale garantire un approvvigionamento alimentare stabile nell’UE
89% — attribuisce importanza alle filiere corte
89% — considera importanti standard elevati di tutela ambientale e benessere animale nella produzione alimentare
79% — considera importante che gli alimenti siano prodotti nell’Unione europea
48% — vorrebbe un aumento del sostegno finanziario UE agli agricoltori nei prossimi dieci anni
26.456 — cittadini intervistati nei 27 Stati membri
