La sospensione di arrivi e partenze all’aeroporto Vincenzo Bellini è stata prorogata fino alle 23.59 di lunedì 28 settembre. Restano chiusi gli spazi aerei C1 e B3. Ai passeggeri viene chiesto di verificare lo stato del proprio volo prima di raggiungere lo scalo.
È il terzo giorno consecutivo di stop per i voli da e per Catania. La cenere vulcanica emessa dall’Etna continua a condizionare l’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini e la società di gestione SAC ha prorogato la sospensione di tutte le attività di volo fino alle 23.59 di lunedì 28 settembre.
La decisione, inizialmente prevista fino a mezzogiorno, è legata alla prosecuzione dell’emissione di cenere in atmosfera e alla chiusura degli spazi aerei C1 e B3. Di conseguenza, per l’intera giornata restano sospesi sia gli arrivi sia le partenze dallo scalo siciliano.
Aeroporto fermo per il terzo giorno
La situazione è cambiata rapidamente nel corso del fine settimana. Sabato la presenza di cenere e le condizioni meteorologiche avevano già provocato forti ripercussioni sul traffico aereo, con una progressiva riduzione degli arrivi fino alla sospensione completa delle operazioni.
Il problema è stato aggravato dalla direzione dei venti, che ha spinto la nube di cenere verso sud, cioè nella direzione dell’aeroporto. In precedenza l’emissione era già presente, ma la dispersione del materiale vulcanico non aveva interessato direttamente lo scalo con la stessa intensità.
La gestione del traffico viene effettuata sulla base dell’evoluzione della nube e delle condizioni dello spazio aereo. La priorità resta la sicurezza delle operazioni, con eventuali limitazioni o chiusure decise in coordinamento tra le autorità competenti, il gestore aeroportuale e gli organismi che monitorano l’attività del vulcano.
I passeggeri: controllare il volo prima di andare in aeroporto
Con lo scalo fermo, l’indicazione rivolta ai viaggiatori è quella di non recarsi in aeroporto senza avere prima verificato lo stato del proprio volo con la compagnia aerea.
La sospensione riguarda infatti sia i voli in partenza sia quelli in arrivo e può comportare cancellazioni, riprogrammazioni e dirottamenti su altri aeroporti siciliani. Nelle fasi precedenti dell’emergenza alcuni voli erano stati dirottati verso Palermo, Trapani e Comiso.
La situazione resta quindi in evoluzione e la scadenza delle 23.59 non rappresenta necessariamente un’indicazione sulla ripresa effettiva del traffico: la riapertura dipenderà dalle condizioni dello spazio aereo e dall’evoluzione dell’emissione di cenere.
L’Etna continua a essere monitorato
L’attività dell’Etna resta sotto osservazione da parte dell’INGV, anche attraverso i bollettini dedicati alla sicurezza dell’aviazione. Il codice di colore per l’aviazione è attualmente rosso, il livello massimo previsto dal sistema di allerta, in relazione alla presenza di emissione di cenere.
Il codice rosso riguarda la sicurezza del traffico aereo e non significa automaticamente che l’intero vulcano sia interessato da un’eruzione esplosiva di grande intensità. Sono soprattutto la presenza e la possibile dispersione della cenere nello spazio aereo a determinare le restrizioni per gli aeromobili.
Per Catania, intanto, il risultato è concreto: per il terzo giorno consecutivo il traffico aereo resta completamente sospeso. La prossima verifica decisiva sarà quella sulle condizioni dello spazio aereo e sulla possibilità di revocare le restrizioni.
Fino ad allora, per chi deve volare da o verso la Sicilia orientale, resta essenziale controllare direttamente gli aggiornamenti della compagnia prima di partire.
