Stop al bollo per le auto di piccola e media potenza e per tutti i motocicli. La misura annunciata dal Governo riguarda oltre il 70% delle auto circolanti. Un solo beneficio per cittadino: restano da definire soglie e modalità operative
Mentre il prezzo di benzina e gasolio continua a pesare sui bilanci delle famiglie, arriva una novità sul fronte dei costi legati alla mobilità: il bollo auto viene abolito per le vetture di piccola e media potenza e per tutti i motocicli.
La misura è stata annunciata oggi (16 settembre) dal Governo e, secondo le informazioni diffuse da Palazzo Chigi, interesserà oltre il 70% delle automobili attualmente in circolazione, per una platea complessiva di circa 14,5 milioni di veicoli. L’agevolazione riguarderà anche i motocicli, ma con una condizione: ogni cittadino potrà beneficiare di una sola esenzione.
È quindi un intervento molto ampio, ma non equivale all’abolizione generalizzata del bollo per tutte le automobili.
Il primo elemento da chiarire per gli automobilisti è proprio questo: non tutti i veicoli saranno esentati. La misura è stata costruita concentrandosi sulle auto di piccola e media potenza, quelle che il Governo indica come prevalentemente utilizzate dalle famiglie per gli spostamenti quotidiani. Per i motocicli, invece, l’agevolazione riguarda l’intera categoria.
Chi non pagherà più il bollo
La novità riguarda due grandi categorie.
La prima è rappresentata dalle automobili di piccola e media potenza. È proprio su questo punto che sarà necessario attendere i dettagli normativi per conoscere con precisione il limite di potenza previsto e quindi capire quali modelli rientreranno effettivamente nell’esenzione.
La seconda categoria è quella dei motocicli, per i quali l’abolizione è stata annunciata senza la stessa distinzione legata alla potenza.
Il dato fornito dal Governo consente comunque di comprendere la dimensione dell’intervento: circa 14,5 milioni di veicoli, pari a più del 70% delle auto in circolazione, oltre ai motocicli.
IN SINTESI: COSA È STATO ANNUNCIATO
- Auto: esenzione per le vetture di piccola e media potenza;
- Motocicli: abolizione del bollo per la categoria;
- Plateа: circa 14,5 milioni di veicoli;
- Auto coinvolte: oltre il 70% del parco circolante;
- Limite: un solo beneficio per cittadino;
- Da chiarire: soglie esatte di potenza e modalità operative.
Quanto si risparmierà
Per il momento è prematuro indicare un risparmio identico per tutti.
Il bollo automobilistico non è infatti una cifra uguale su tutto il territorio nazionale: la tassa automobilistica è un tributo regionale/provinciale e l’importo dipende anche dalle caratteristiche del veicolo e dalla Regione di riferimento. L’ACI mette a disposizione un servizio specifico per il calcolo del bollo e del superbollo.
Questo significa che il vantaggio economico concreto dipenderà dal singolo veicolo e dal territorio.
Per un automobilista che rientrerà nell’esenzione, il risparmio sarà comunque quello corrispondente al bollo che avrebbe dovuto versare negli anni interessati dalla misura.
Per capire quanto vale nel singolo caso bisognerà quindi conoscere tre elementi: potenza del veicolo, Regione di residenza e decorrenza dell’esenzione.
Quest’ultimo punto è particolarmente importante perché l’annuncio politico deve ora tradursi nelle norme operative che stabiliranno come applicare concretamente l’abolizione.
Non significa abolire il bollo per tutte le auto
È probabilmente la prima distinzione da fare per evitare equivoci.
Il provvedimento annunciato non cancella la tassa automobilistica per l’intero parco circolante.
Le auto che non rientreranno nei limiti previsti continueranno a essere soggette al bollo secondo le regole ordinarie.
La platea annunciata è comunque molto ampia: oltre sette auto su dieci rientrerebbero nell’intervento, secondo i dati diffusi dal Governo.
La misura assume quindi una caratteristica precisa: non è un’abolizione generalizzata della tassa, ma una esenzione concentrata sui veicoli di potenza più contenuta e sui motocicli.
Un solo veicolo per cittadino
C’è poi una seconda condizione destinata a incidere concretamente sulle famiglie.
L’agevolazione sarà riconosciuta per un solo veicolo a persona.
La regola è particolarmente rilevante nei nuclei familiari che possiedono più automobili o più motocicli.
Se, per esempio, una persona dispone di più mezzi potenzialmente rientranti nella misura, non potrà ottenere una cancellazione del bollo per tutti i veicoli a lei intestati sulla base della nuova agevolazione.
Anche in questo caso saranno le disposizioni attuative a chiarire le modalità concrete con cui verrà verificato il requisito.
Perché il bollo pesa così tanto sulla percezione dei costi dell’auto
Il bollo ha una caratteristica particolare: si paga anche quando l’auto viene utilizzata poco.
È una tassa legata al possesso del veicolo e non direttamente ai chilometri percorsi.
Questo lo distingue dal carburante, il cui costo cresce in relazione all’utilizzo dell’automobile.
La differenza è particolarmente evidente in questo momento.
Da una parte, il prezzo di benzina e gasolio rappresenta una spesa variabile che sta aumentando. Dall’altra, il bollo rappresenta un costo annuale che prescinde dal numero di chilometri percorsi.
Per chi utilizza l’auto quotidianamente, quindi, i due costi si sommano.
Per chi invece usa il veicolo occasionalmente, il bollo può rappresentare una componente particolarmente visibile del costo di mantenimento.
L’abolizione per una parte consistente del parco circolante interviene proprio su questa seconda componente.
Il bollo è una tassa regionale
C’è però un altro aspetto importante, meno immediato per il cittadino ma centrale per capire la portata economica della misura.
Il bollo auto è una tassa automobilistica regionale/provinciale. Le Regioni gestiscono quindi il tributo e i relativi sistemi di pagamento. L’ACI, per esempio, precisa che il calcolo della tassa automobilistica tiene conto della normativa applicabile al singolo territorio.
Una modifica di questo tipo non riguarda dunque soltanto il rapporto tra automobilista e fisco.
Coinvolge anche i bilanci territoriali.
L’abolizione di una parte del tributo comporta infatti la necessità di stabilire come saranno compensate le minori entrate e attraverso quali strumenti finanziari verrà sostenuta la misura.
È uno degli aspetti che sarà necessario seguire nei prossimi passaggi normativi.
Il nodo delle coperture
È proprio questo il punto economico più interessante della vicenda.
Un’agevolazione destinata a 14,5 milioni di veicoli ha inevitabilmente un impatto finanziario rilevante.
Il dato sulla platea non permette da solo di calcolare il costo complessivo per la finanza pubblica: per farlo servono le soglie definitive, il valore medio del tributo interessato, la distribuzione regionale dei veicoli e soprattutto le regole con cui verranno applicate le esenzioni.
Per questo sarà importante non confondere la dimensione della platea con il valore effettivo della misura.
14,5 milioni di veicoli non significano 14,5 milioni di bolli dello stesso importo.
La tassa varia infatti in funzione del veicolo e del territorio.
La questione delle coperture e della compensazione alle Regioni sarà quindi uno dei principali elementi da verificare nel testo definitivo.
Una misura che arriva mentre aumenta il costo dei carburanti
Il calendario rende la novità ancora più interessante.
L’abolizione del bollo arriva infatti in una fase nella quale benzina e gasolio sono tornati sotto pressione.
Nelle ultime settimane il costo del pieno è aumentato rapidamente e le associazioni dei consumatori hanno chiesto interventi sul prezzo dei carburanti e sulle accise.
Il risultato è che la mobilità delle famiglie si trova stretta tra due dinamiche opposte.
Da una parte aumentano i costi variabili legati all’utilizzo dell’auto: carburante, manutenzione e, più in generale, il costo dei servizi collegati alla mobilità.
Dall’altra arriva una riduzione di un costo fisso per una parte consistente dei proprietari.
È una distinzione importante anche dal punto di vista economico.
Togliere il bollo non riduce il prezzo della benzina e non rende più economico un viaggio. Riduce però il costo annuale di possesso del veicolo.
Per una famiglia che utilizza quotidianamente l’automobile, i due effetti possono quindi convivere.
E per chi ha un’auto più potente?
Per le automobili che non rientreranno nella categoria individuata dal provvedimento, il bollo continuerà a essere dovuto secondo le regole ordinarie.
Questo significa che il provvedimento non introduce una cancellazione universale della tassa automobilistica, ma una differenziazione basata principalmente sulla potenza del veicolo.
Sarà quindi fondamentale conoscere la soglia definitiva.
Finché non saranno disponibili le specifiche tecniche, non è possibile stabilire con certezza se un determinato modello rientrerà nell’agevolazione.
Per gli automobilisti, dunque, il momento decisivo sarà quello della pubblicazione delle norme attuative.
Elettrico, ibrido e auto meno inquinanti: attenzione a non confondere le misure
Un’altra distinzione riguarda la natura dell’agevolazione.
Il criterio annunciato riguarda la potenza del veicolo, non semplicemente il tipo di alimentazione.
Non bisogna quindi sovrapporre automaticamente la nuova misura alle diverse esenzioni o riduzioni già previste in alcune Regioni per veicoli elettrici, ibridi o appartenenti a determinate categorie.
Le regole del bollo possono infatti differire territorialmente e prevedere agevolazioni specifiche. L’ACI raccoglie le informazioni sulle principali esenzioni e riduzioni applicabili.
La nuova misura nazionale dovrà quindi essere letta insieme al quadro già esistente.
Cosa bisogna aspettare adesso
Per trasformare l’annuncio in una regola applicabile agli automobilisti servono ancora alcuni elementi.
Il primo è la definizione precisa della soglia di potenza per le automobili.
Il secondo è la decorrenza dell’esenzione: bisognerà capire da quale annualità e da quale scadenza il bollo non sarà più dovuto per i veicoli interessati.
Il terzo riguarda le modalità operative: come verrà riconosciuto il beneficio e come sarà gestito il limite di una sola agevolazione per cittadino.
Il quarto riguarda il rapporto con le Regioni, che gestiscono il tributo.
Solo quando questi elementi saranno definiti sarà possibile dire con precisione a ogni automobilista se il proprio veicolo è esente e quanto risparmierà.
Un risparmio che va letto dentro il costo complessivo dell’auto
La novità del bollo è importante, ma non cambia da sola l’economia della mobilità privata.
Il costo di un’automobile comprende infatti assicurazione, carburante o ricarica, manutenzione, pneumatici, revisione, eventuali finanziamenti e svalutazione del veicolo.
Il bollo è soltanto una delle componenti.
Per questo la misura arriva in un momento nel quale il tema del costo complessivo della mobilità è particolarmente rilevante.
Se da una parte viene eliminato un costo annuale per milioni di veicoli, dall’altra rimangono tutte le altre voci che determinano il costo di possesso e utilizzo dell’automobile.
E tra queste, in questo momento, il carburante rappresenta una delle più visibili.
La domanda ora è: quanto vale davvero per le famiglie?
Il numero più immediato è quello dei 14,5 milioni di veicoli coinvolti.
Ma per capire l’impatto reale della misura bisognerà aspettare i dettagli.
La soglia di potenza dirà quali automobili rientreranno effettivamente nell’esenzione. La decorrenza stabilirà da quando scatterà il risparmio. La regola del singolo beneficio determinerà come comportarsi nei nuclei con più veicoli. Le modalità di compensazione chiariranno invece l’impatto sui bilanci regionali.
Per gli automobilisti, dunque, il principio è già stato annunciato.
Il bollo viene cancellato per una larga parte delle auto e per i motocicli, ma non per tutti i veicoli e non necessariamente per ogni mezzo posseduto dalla stessa persona.
Ora bisogna capire come questa promessa verrà tradotta nelle regole.
E soprattutto quanto sarà il risparmio effettivo per ciascuna famiglia.
