Immagina di aprire le finestre d’estate e preoccuparti non solo delle zanzare fastidiose, ma di malattie come la dengue o la West Nile. Non è più uno scenario da film: è la realtà che il cambiamento climatico sta portando sempre più vicino alle nostre case.
Secondo il Lancet Countdown Europe 2026, il rischio climatico per epidemie di dengue in Europa è aumentato del 297% rispetto al periodo 1981-2010. L’Italia, con il suo clima mediterraneo che si scalda più velocemente della media globale, è tra i Paesi più esposti.
I numeri shock del Lancet Countdown Europe 2026
Il rapporto 2026 del Lancet Countdown, elaborato da decine di esperti internazionali, fotografa una finestra di azione che si sta restringendo rapidamente. Tra i dati più preoccupanti:
- Aumento del 297% della suitability climatica per la trasmissione del virus dengue in Europa (2015-2024 vs 1981-2010).
- Espansione dei vettori (soprattutto zanzare Aedes) verso nord a ritmi preoccupanti.
- Aumento del rischio per West Nile, chikungunya, Zika e malattie trasmesse da zecche.
- Prolungamento della stagione dei pollini e maggiore vulnerabilità di anziani, bambini e lavoratori all’aperto.
Questi cambiamenti non sono astratti: stanno già modificando la mappa delle malattie infettive in Italia e in Europa.
La situazione in Italia: casi reali e regioni a rischio
L’Italia non è spettatrice. Negli ultimi anni ha registrato:
- Dengue: Nel 2024 si è verificato il più grande focolaio autoctono di sempre a Fano (Marche) con 146 casi. Nel 2025 sono stati segnalati casi autoctoni in Emilia-Romagna, Veneto e altre regioni. Nel 2026 continuano ad arrivare centinaia di casi importati, pronti a innescare nuove trasmissioni locali con il caldo.
- West Nile Virus: Il 2025 è stato uno degli anni più pesanti, con oltre 700-779 casi confermati e decine di decessi, concentrati soprattutto in Lazio, Campania, Emilia-Romagna e Nord Italia.
- Zanzara tigre e zecche: La zanzara tigre è ormai diffusa in quasi tutta la penisola e si sta adattando meglio al freddo grazie agli inverni miti. Le zecche si stanno espandendo verso nord e in quota sulle Alpi, aumentando il rischio di borreliosi (Lyme) e encefalite da zecche (TBE).
Regioni più a rischio: Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Lazio, Toscana, Sicilia e Sardegna. Il surriscaldamento del Mediterraneo favorisce anche patogeni come il batterio Vibrio.
Cos’è l’approccio One Health e perché è fondamentale
One Health riconosce che la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente sono inseparabili. In Italia esistono già esperienze positive di sorveglianza integrata tra Istituto Superiore di Sanità (ISS), Istituti Zooprofilattici e Regioni.
Questo modello permette:
- Monitoraggio precoce di zanzare, zecche, uccelli e casi umani.
- Coordinamento tra medici, veterinari ed ecologi.
- Interventi più efficaci e tempestivi.
Progetti europei come IDAlert stanno già usando intelligenza artificiale e dati climatici per prevedere i focolai con settimane di anticipo.
Impatti su salute, economia e società
- Salute: Forme gravi soprattutto per anziani, bambini e persone fragili, con forte stress sul Sistema Sanitario Nazionale.
- Economia: Impatti su turismo estivo, agricoltura e costi di disinfestazione.
- Disuguaglianze: Le aree più povere, le periferie urbane e il Sud risultano spesso più vulnerabili.
Soluzioni e innovazione: cosa possiamo fare
- Prevenzione individuale
- Elimina ristagni d’acqua (sottovasi, secchi, bidoni).
- Usa repellenti con DEET, icaridina o citriodiol.
- Indossa abiti chiari e controlla il corpo dopo escursioni.
- Installa zanzariere.
- Azione istituzionale
- Potenziare la sorveglianza One Health con AI, monitoraggio satellitare e trappole smart.
- Campagne di disinfestazione ecologica e mirata.
- Innovazione italiana
- Startup per controllo biologico dei vettori.
- Progetti di adattamento urbano (zone verdi progettate per ridurre ristagni).
- Ricerca su nuovi vaccini e repellenti.
L’Italia ha tutte le carte per diventare leader mediterraneo nella prevenzione clima-salute.
