La macchina delle valutazioni ambientali accelera. Nei primi otto mesi del 2026 la Commissione tecnica PNRR-PNIEC ha espresso 308 pareri di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), oltre il 40% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
I procedimenti hanno riguardato progetti di impianti alimentati da fonti rinnovabili per circa 19,5 GW di potenza complessiva e oltre 36 miliardi di euro di investimenti.
È il dato principale diffuso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), che parla di una forte accelerazione delle procedure grazie al riassetto delle Commissioni, alla digitalizzazione e all’ottimizzazione dei processi.
Ma dietro i numeri emerge anche un altro elemento: valutare un progetto non significa ancora realizzarlo. Dei progetti che dal 2021 hanno ricevuto un parere dalla Commissione PNRR-PNIEC, una quota consistente deve ancora completare l’iter istituzionale.
Dal 2021 esaminati progetti per 67 GW
Il bilancio complessivo della Commissione PNRR-PNIEC è significativo.
Dal 2021 ad agosto 2026 sono stati espressi pareri per progetti FER per oltre 67 GW, corrispondenti a più di 82 miliardi di euro di investimenti.
Il dato restituisce la dimensione della pipeline di nuovi impianti sottoposti a valutazione ambientale. Ma il percorso amministrativo non termina con il parere della Commissione.
Dei 67 GW esaminati, circa 39 GW, per un valore di 41 miliardi di euro, sono relativi a progetti per i quali è stato acquisito il parere concorde del Ministero della Cultura e il MASE ha potuto completare la fase di emanazione dei decreti.
Altri 24 GW, associati a circa 33 miliardi di euro di investimenti, risultano invece ancora nella fase di definizione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Cultura.
Restano infine circa 4 GW in fase di istruttoria finale presso il MASE.
Il quadro mostra quindi un’accelerazione dell’attività amministrativa, ma anche quanto sia articolato il percorso che separa la valutazione ambientale dall’effettiva disponibilità di un nuovo impianto.
Nel 2026 quasi 20 GW di rinnovabili passati dalla VIA
Guardando soltanto ai primi otto mesi dell’anno, la Commissione PNRR-PNIEC ha espresso pareri VIA su progetti FER per 19,5 GW.
I decreti VIA effettivamente emessi dal MASE nello stesso periodo sono stati invece 193, relativi a quasi 10 GW di potenza e circa 10 miliardi di euro di investimenti.
Il confronto tra i due numeri è utile per capire la differenza tra le diverse fasi della procedura: il parere della Commissione rappresenta un passaggio dell’iter, mentre il decreto ministeriale costituisce il completamento della fase di competenza del MASE.
I 193 decreti del 2026 sono sostanzialmente in linea con quelli dello stesso periodo del 2025.
L’incremento più marcato riguarda quindi soprattutto il numero di pareri VIA espressi dalla Commissione, saliti di oltre il 40%.
Pichetto: “Abbiamo cambiato passo”
Per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto, i numeri dimostrano un cambiamento nell’organizzazione delle procedure.
“Abbiamo cambiato passo”, sostiene il ministro, attribuendo il risultato al lavoro delle Commissioni, della Direzione generale Valutazioni Ambientali e delle altre strutture del Ministero.
L’obiettivo dichiarato è rendere più prevedibili i tempi senza ridurre il livello delle tutele ambientali.
Il punto è particolarmente rilevante per la transizione energetica: la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili richiede infatti non soltanto investimenti e disponibilità delle aree, ma anche un sistema amministrativo capace di gestire un numero crescente di procedimenti complessi.
Anche le grandi infrastrutture accelerano
L’aumento dell’attività non riguarda soltanto gli impianti da fonti rinnovabili.
La Commissione VIA-VAS, che si occupa tra l’altro delle valutazioni ambientali relative a grandi opere e infrastrutture strategiche, nei primi otto mesi del 2026 ha rilasciato circa 380 pareri tra VIA, verifiche di ottemperanza e procedure di assoggettabilità a VIA.
Il valore complessivo delle opere interessate è di circa 27 miliardi di euro, con un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nel bilancio dal 2021 ad agosto 2026, i pareri di VIA e di verifica di assoggettabilità a VIA espressi dalla Commissione riguardano opere per un valore complessivo superiore a 123 miliardi di euro.
Si tratta di infrastrutture strategiche per il Paese, comprese quelle necessarie alla transizione energetica.
Più velocità, ma senza ridurre le tutele
La questione centrale resta quindi l’equilibrio tra due esigenze apparentemente contrapposte: accelerare le decisioni e mantenere rigorosa la valutazione degli impatti.
Per il ministro Pichetto, una procedura più rapida non significa una procedura meno severa. L’obiettivo, sostiene il MASE, è rendere più efficiente l’esercizio delle responsabilità pubbliche, garantendo contemporaneamente qualità delle valutazioni, tutela ambientale e certezza dei tempi.
I numeri del 2026 mostrano effettivamente una crescita dell’attività delle Commissioni.
Ma il dato sui 24 GW di progetti ancora nella fase di definizione istituzionale ricorda anche che la velocità della VIA è soltanto uno degli elementi della complessa filiera autorizzativa delle rinnovabili.
La vera sfida sarà quindi capire se l’accelerazione delle valutazioni riuscirà a tradursi, nei prossimi anni, in nuova capacità rinnovabile effettivamente installata. È lì che si misurerà il risultato della semplificazione amministrativa: non soltanto nel numero di pareri prodotti, ma nella capacità di trasformare i progetti valutati in impianti realizzati, rispettando ambiente e territorio.
