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Carburanti, ora che scade lo sconto diesel che succede?

Giunge alla scadenza del 10 settembre il provvedimento sul taglio temporaneo delle accise sul gasolio, lasciando aperti i dubbi sulla traiettoria che assumeranno i listini dei carburanti nei prossimi giorni. Con il petrolio che ha varcato la soglia dei 100 dollari al barile sulla scia delle tensioni in Medio Oriente, la fine dello sconto fiscale rischia di scaricarsi sui prezzi alla pompa in una fase delicata per i bilanci delle famiglie al rientro dalle vacanze.

Sulla questione è intervenuto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, confermando che l’esecutivo sta valutando l’ipotesi di estendere il meccanismo delle accise mobili fino alla fine del mese per sterilizzare gli aumenti del diesel.

I dati dei rincari: la fotografia delle associazioni

Gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) registrano una spinta verso l’alto dei prezzi di vendita, sia sulla rete ordinaria sia in autostrada.

Secondo l’analisi dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in soli due giorni il costo di un pieno da 50 litri in autostrada è salito di 90 centesimi per il gasolio e di 1 euro per la benzina. Su base mensile, le stime del Codacons evidenziano un aggravio di 5 euro per un pieno di diesel e di 4 euro per la benzina, prefigurando ulteriori rialzi con il greggio a quota 100 dollari.

La posizione del Codacons: “Servono interventi straordinari”

Per il Codacons, l’orientamento di prorogare lo sconto di 17 centesimi unicamente sul gasolio e per poche settimane risulta parziale rispetto alla portata degli aumenti in corso.

“La strada della semplice proroga dello sconto fiscale non basta più a salvare le tasche degli italiani, perché i rincari alla pompa proseguono senza sosta e stanno determinando un generalizzato aumento dei prezzi al dettaglio in tutti i settori. Siamo in presenza di una vera e propria emergenza che va affrontata con provvedimenti straordinari: il Governo deve non solo potenziare lo sconto sul gasolio, ma estendere il taglio delle accise anche alla benzina”. Si legge nella nota inviata dal Codacons.

La posizione dell’Unione Nazionale Consumatori: “Raddoppiare i tagli”

Anche l’Unione Nazionale Consumatori, pur giudicando positivamente l’intenzione di prolungare la misura fino a fine mese, sollecita una revisione al rialzo delle quote di sgravio per evitare che i rialzi internazionali vanifichino l’intervento statale.

“Prezzi impazziti. Il Governo ha fatto bene a tornare sulle sue decisioni e a prorogare fino a fine mese lo sconto sul gasolio, ma è evidente che avrebbe dovuto raddoppiarlo: da 14 a 30 centesimi per il gasolio e inserire 15 centesimi per la benzina. Se non si ferma l’escalation in Medio Oriente, il gasolio al ritmo attuale rischia di arrivare a 2,3 euro al litro in autostrada”. Lo afferma Massimiliano Dona, Presidente UNC.

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Cosa succede ora: i 3 scenari al vaglio del Governo dopo il 10 settembre

In assenza di un intervento immediato, dal 10 settembre l’aliquota delle accise è destinata a tornare al livello ordinario, scaricando istantaneamente sui listini alla pompa tutto il peso del rialzo del petrolio greggio. Sulle scrivanie del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sono tre gli scenari operativi attualmente al vaglio:

1. La strada dell’Accisa Mobile (Il meccanismo dell’extragettito IVA)

È la soluzione caldeggiata dal Ministro Matteo Salvini. Previsto originariamente dalla Legge Finanziaria 2008 e modificato di recente, il meccanismo dell’accisa mobile consente al Governo di ridurre le aliquote di accisa attingendo al maggior gettito IVA incassato dallo Stato a causa dell’aumento dei prezzi alla fonte dei carburanti.

  • I limiti tecnici: Poiché l’extragettito IVA viene calcolato su base mensile e al netto delle variazioni del prezzo medio del greggio, i margini di manovra immediati potrebbero garantire uno sconto limitato (stimato tra i 5 e i 10 centesimi al litro), ben inferiore ai 30 centesimi richiesti dalle associazioni dei consumatori.

2. Il Decreto d’Urgenza e la copertura con extraprofitti

Per estendere il taglio anche alla benzina e raddoppiare lo sconto sul gasolio (portandolo a 30 centesimi), la sola leva dell’accisa mobile non basterebbe. L’esecutivo dovrebbe approvare un decreto-legge ad hoc in Consiglio dei Ministri per stanziare coperture finanziarie straordinarie. Tra le ipotesi di finanziamento dibattute figura il prelievo sugli extraprofitti delle società energetiche e delle compagnie petrolifere, una misura che richiede tuttavia tempi tecnici di attuazione legislativa.

3. Lo scenario dello “Stop allo Sconto”: cosa succede ai listini

Qualora il Governo decidesse di non rinnovare la misura per ragioni di tenuta dei conti pubblici, dal giorno successivo alla scadenza si verificherebbe il cosiddetto “effetto elastico”:

  • Il gasolio subirebbe un impatto immediato verso l’alto, spingendo la media nazionale ben oltre la soglia dei 2,20 euro/litro sulla rete ordinaria e verso i 2,30-2,37 euro/litro in autostrada.
  • A cascata si innescherebbe un aumento stimato compreso tra il +0,3% e il +0,5% sui prezzi dei beni di prima necessità alimentari e sui costi di trasporto delle merci su gomma.

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