C’è una data cerchiata in rosso sui calendari di chi da mesi sogna una notte senza ventilatore acceso: mercoledì 9 settembre. È il giorno in cui, con ogni probabilità, l’estate più lunga e più calda degli ultimi anni comincerà finalmente a chiudere i conti con l’Italia.
Ma prima bisogna arrivarci. E gli ultimi metri, come spesso succede, sono i più duri.
Cinque giorni ancora nel forno
Fino a martedì compreso, l’Italia resterà sotto una bolla di calore in espansione da Marocco, Algeria e Tunisia. La sesta ondata di caldo africano di un’estate che di ondate, ormai, ha perso il conto. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, non usa mezzi termini nel descrivere i numeri in arrivo: punte di 36°C a Milano, 37°C a Roma, fino a 38°C nel Foggiano. Valori da pieno agosto, spalmati su un settembre che dovrebbe già avere il sapore dell’autunno.
Il giorno in cui tutto cambia
Poi, mercoledì, il copione si ribalta. Al posto dell’aria sahariana arriveranno le correnti atlantiche, e con loro una configurazione meteorologica – secondo Tedici – che l’Italia non vedeva da metà maggio. Le temperature massime scenderanno bruscamente fino a 27-29°C da Nord a Sud: non fresco, ma finalmente dentro i confini della normalità. Torneranno il sole alternato alle piogge, i venti, forse anche la voglia di riprendere in mano una felpa lasciata in fondo all’armadio.
I modelli GFS ed ECMWF in testa, gli stessi che i meteorologi consultano ogni mattina prima di sbilanciarsi in una previsione, concordano ormai da diversi aggiornamenti su uno scenario che fino a pochi giorni fa era considerato solo un’ipotesi di minoranza: un affondo di aria fresca di origine nord-atlantica pronto a irrompere nel cuore del Mediterraneo tra il 9 e il 12 settembre, capace di far crollare le temperature di 5, 6, in alcune zone anche 8 gradi in appena 48 ore.
È il tipo di svolta che si aspetta da mesi, e che porta con sé una sensazione difficile da definire con una sola parola: sollievo, certo, ma anche la consapevolezza – dice chi segue il meteo per mestiere – che quella appena trascorsa non è stata un’estate come le altre. Da fine maggio a oggi, secondo la ricostruzione di iLMeteo.it, l’Italia ha vissuto quella che viene descritta come un’unica, pressoché ininterrotta sequenza di caldo anomalo.
Il conto che arriva dopo
C’è però un avvertimento che vale la pena leggere fino in fondo, perché il ritorno dell’aria fresca non significa che il rischio sia finito. Semmai cambia forma. Il Mediterraneo, in questo momento, è un bagno quasi termale: 28°C lungo le coste italiane, fino a 30°C in Spagna. Quando una massa d’aria fredda atlantica si scontra con un mare così carico di energia, il risultato più probabile non è una tregua tranquilla, ma un innesco per fenomeni intensi: nubifragi, temporali violenti, il classico contrasto termico che l’autunno mediterraneo conosce fin troppo bene.
Gli esperti di settore lo mettono in fila con chiarezza: buona parte delle fasi di maltempo più intense che vedremo da qui almeno a inizio dicembre porterà probabilmente la firma, indiretta ma concreta, di questa estate fuori scala. È il meccanismo fisico dietro un’espressione che sentiremo ripetere spesso nei prossimi mesi: il mare come “serbatoio di energia”.
Vale la pena tenerlo a mente proprio nei giorni in cui, finalmente, si tornerà a guardare le mappe meteo con un po’ di sollievo.
Nel dettaglio
Venerdì 4: sole e caldo in aumento su tutta Italia. Al Sud rare piogge sui monti calabresi.
Sabato 5: caldo in ulteriore aumento al Nord. Sole prevalente al Centro-Sud.
Domenica 6: soleggiato ovunque, caldo diffuso.
Tendenza: anticiclone africano saldo fino a martedì 8, poi cambio di scenario a partire da mercoledì 9.
Un’estate da record, con la conferma nei numeri
Per capire perché questo cambiamento viene atteso quasi con impazienza, basta guardare al contesto in cui si inserisce. L’estate 2026 si è confermata una delle più calde mai registrate in Italia, superando persino quella – già eccezionale – del 2023. Anche l’inizio di settembre non ha fatto sconti: la sesta ondata di calore della stagione ha portato anomalie fino a 6-8 gradi sopra la media, con lo zero termico che nel primo weekend del mese ha sfiorato i 4.600 metri, una quota da pieno luglio.
Non è un dettaglio da poco, se si pensa che — come raccontato proprio su queste pagine qualche giorno fa — a settembre le ore di luce solare sono già significativamente inferiori rispetto al solstizio d’estate. Il fatto che il caldo abbia comunque retto con questa intensità dà la misura di quanto fosse solido l’anticiclone che ha dominato la scena.
Attenzione però: le previsioni a lungo raggio restano previsioni
Vale la pena, come sempre in questi casi, mantenere un po’ di prudenza. Le fonti meteorologiche più rigorose – a partire dall’Aeronautica Militare – ricordano che l’affidabilità delle proiezioni cala fisiologicamente man mano che ci si allontana nel tempo, e che gli scenari attuali sono ancora soggetti a revisioni nei prossimi giorni. Alcune simulazioni, le più spinte, si spingono a ipotizzare per la seconda metà di settembre un affondo ancora più marcato, con masse d’aria di origine artica pronte a scendere fin verso il cuore dell’Europa. Ma su questo, avvertono gli esperti, “è ancora troppo presto per dirlo”.
Quel che sembra invece un dato più solido è la fine, entro la prossima settimana, di quella lunga fase anticiclonica che ha accompagnato l’Italia per gran parte dell’estate. Dopo mesi in cui il maltempo è sembrato quasi un ricordo, i temporali stanno per tornare protagonisti e con loro, finalmente, l’autunno.
