Oltre 600 morti in mare, nei fiumi e nelle piscine italiane in appena due anni. Un dato drammatico e sostanzialmente stabile da vent’anni, che fotografa una strage silenziosa legata soprattutto alla distrazione, alla sottovalutazione del pericolo e a comportamenti spavaldi.
La relazione annuale dell’Osservatorio nazionale per la prevenzione degli annegamenti, presentata oggi presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), lancia un severo monito alla vigilia della stagione balneare 2026. Secondo gli esperti, basterebbe il rispetto di alcune elementari norme di sicurezza per azzerare quasi del tutto queste cifre.
I dati del rapporto ISS: l’80% delle vittime sono uomini
La tecnica del web scraping applicata alle notizie di cronaca dall’Istituto Superiore di Sanità ha permesso di censire 604 annegamenti fatali nel biennio 2024-2025. Il fenomeno presenta una netta e preoccupante asimmetria di genere: i maschi rappresentano l’80,7% dei casi totali (482 decessi). Ogni anno perdono la vita in media 106 uomini a fronte di 17 donne tra i 15 e i 60 anni, un divario spesso causato da eccessiva sicurezza e comportamenti rischiosi.
La mappa dei decessi si divide quasi equamente tra due macro-aree:
- Mare (281 casi): concentrati soprattutto nelle spiagge libere prive di sorveglianza.
- Acque interne (277 casi): fiumi e laghi, ambienti particolarmente insidiosi per correnti e shock termici.
- Piscine (37 casi): un numero inferiore in termini assoluti, ma drammatico perché coinvolge quasi esclusivamente bambini e adolescenti.
La causa principale delle tragedie è il malore in acqua (44,9%), seguito da cadute accidentali, meteo avverso e correnti di ritorno che impediscono il rientro a riva. Sconcertante il dato sulle spiagge presidiate: nel 6% dei casi fatali, i bagnanti hanno perso la vita dopo aver ignorato deliberatamente la bandiera rossa di pericolo.
La mappa del rischio: la Lombardia è la regione più colpita
Contrariamente a quanto si possa pensare, non sono le grandi regioni marittime del Sud a registrare il triste primato dei decessi. La presenza di fiumi, laghi e fitte reti idriche interne spinge le regioni del Nord in cima alla classifica dell’Osservatorio.
🗺️ MAPPA INTERATTIVA: Annegamenti e Rischio Regionale
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La guida definitiva dell’ISS: le 13 regole salvavita
Per facilitare la lettura, gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità hanno suddiviso le raccomandazioni in base all’età e al ruolo dei bagnanti.
🛑 GUIDA SALVAVITA ISS: Le 13 Regole per Vacanze Serene
Il vademecum ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità per prevenire gli annegamenti in mare, nei fiumi e nelle piscine.
👪 Per Genitori e Accompagnatori
- 1. Controllo visivo costante: Non lasciate mai i bambini soli vicino all’acqua, nemmeno per una telefonata o un caffè. In Italia muoiono circa 16 bambini all’anno per distrazioni brevi. Nominate un “sorvegliante dell’acqua”.
- 2. Recintare le piscine: Le piscine domestiche o condominiali vanno recintate per impedire l’accesso ai bambini senza adulti. Dove si fa, la mortalità è azzerata.
- 3. Acquaticità precoce: Fate in modo che i bambini imparino presto a nuotare, galleggiare, respirare e gestire la fatica.
🧑🦱 Per Ragazzi e Adulti
- 4. Rispetto della bandiera rossa: Mai fare il bagno con bandiera rossa o mare mosso. L’80% degli annegamenti riguarda i maschi, spesso per comportamenti spavaldi.
- 5. No ad alcol e droghe: Alterano i riflessi, l’equilibrio e la capacità di giudizio, aumentando enormemente il rischio in acqua.
- 6. Gestione delle correnti di ritorno: Se trascinati al largo, nuotate lateralmente parallelamente alla costa per uscire dalla corrente. Mai nuotare controcorrente.
- 7. Attenzione ai tuffi: Verificate sempre la profondità del fondale. Entrate sempre di piedi nei primi tuffi: l’impatto di testa può causare lesioni irreversibili alla colonna.
🧓 Per gli Anziani
- 8. Limitare gli sforzi: Sopra i 60 anni si registrano circa 120 morti l’anno per malore. Evitare immersioni faticose con mare avverso e consultare il medico in caso di patologie.
🌊 Regole Valide per Tutti
- 9. Mai fare il bagno da soli: Avere qualcuno vicino garantisce un aiuto immediato o la possibilità di dare l’allarme.
- 10. Insidie dei fiumi: Attenzione allo shock termico per l’acqua fredda, alle correnti forti e alle sponde instabili. Nei fiumi muoiono circa 70 persone all’anno.
- 11. Leggere i cartelli: Verificate sempre le informazioni sui pericoli, gli orari della sorveglianza e i numeri di soccorso.
- 12. Nuotare vicino ai bagnini: La presenza degli assistenti bagnanti riduce drasticamente il rischio di fatalità grazie a interventi rapidi.
- 13. Scegliere spiagge sicure: Nelle spiagge libere preferite quelle gestite da Enti che curano la sicurezza. Vigilate sulla qualità del servizio nelle spiagge in concessione.
